Storia di Rovegno fino al 1800 PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di ieri - Val Trebbia di ieri
Scritto da Rita Pilucchi   
Martedì 30 Gennaio 2007 01:00

Il nome Rovegno compare abbastanza tardi. Nei manoscritti dell'archivio parrocchiale che risalgono al 1600 (perché i più antichi andarono distrutti per incendio) abbiamo le dizioni di Robenium e Rebenium che, per la terra rossa emergente in prossimità del paese per gli scavi dell'antichissima miniera di rame (epoca romana e saracena), potrebbero far pensare alla radice latina "Ruber = Rosso". Altre dizioni sono "Rovegna, Rovinium, Ravinia".
Il più antico documento che parla di Rovegno è stato rinvenuto e pubblicato dallo storiografo Muratori ed è un atto del Notaio Fiorentino che porta la data del 19 giugno 863. A titolo d'altissima antichità di Rovegno nell'archivio parrocchiale si conserva un'ascia, una. piccola scure di pietra dell'età neolitica. Fu trovata negli scavi della frazione Zerbo e passò all'archivio per una gelosa conservazione.
Mons. Cesare Bobbi in una sua pubblicazione su Rovegno dalla quale sono state attinte molte notizie documentate, affermano: "Qua e colà nel Rovegnese s'incontrano avanzi d'embrici e larghi tavolati di terracotta ad uso sepolcrale" che possono risalire al periodo romano. Una cartina d'Italia, ai tempi di Dante, porta a Rovegno come feudo amplissimo. Un altro in data 17 luglio 1197 attesta che Ugo e Mariano di Rovegno giurarono fedeltà ai Marchesi Malaspina d'Orezzoli, i nobili che Dante ha cantato "feceli eterni". Questo feudo passò dai Malaspina ai Doria Pamphili, quindi ai Fieschi e ai Centurione.
Nell'archivio di Rapallo risulta che certo "Tortagna" di Rovegno fu nominato Notaio dell'Impero ai tempi di Federico Barbarossa.
La parrocchia fino al 1803 appartenne alla diocesi di Tortona, passò alla diocesi di Bobbio nel 1817. Come Pieve compare inconfutabilmente nel 1076 e alla sua dipendenza di Chiesa madre erano: Rondanina, Fascia, Casanova, Fontanigorda, Canale, Propata, Torriglia, Bavastri, Laccio, Montebruno, Fontanarossa, Gorreto, Alpe, Capanne, Rezzoaglio, Priosa, Alpicella, Alpepiana. Questo plebanato partiva dal territorio d'Ottone si estendeva e s'affacciava tra i due versanti del Trebbia e dell'Avete spingendosi oltre Torriglia fino all'Antola e scendendo fino a Scoffera e Casella.
Come Comune nasce molto tardi e precisamente ai tempi di Napoleone. Il Settecento è il secolo più denso d'avvenimenti politico-militari europei che ebbero delle ripercussioni, come pure le guerre con i francesi. Ma ciò che provocò un cambiamento più radicale fu la caduta del regime feudale nel 1797 e l'erezione di Rovegno a Comune.
In coincidenza la parrocchia diminuì la propria influenza e cominciò a decadere l'istituzione religiosa a favore di un potere civile, laico. Il dominio francese portò alla Repubblica Ligure e alla caduta del regime feudale, alla liquidazione d'usi civili, all'istituzione dello stato civile negli uffici del Comune, all'abbandono del cimitero parrocchiale.
Nel 1706 il principe Eugenio di Savoia che comandava l'esercito Imperiale, espugnò Tortona che per alcuni anni passerà sotto gli austriaci e durante la guerra della successione polacca, Carlo Emanuele III di Savoia riconquista Tortona che passò nel 1738 (Pace di Vienna) al Regno di Sardegna.
La pace d'Acquisgrana del 1748 mise fine ad una serie di guerre. Rovegno come altre comunità della Val Trebbia, dipendeva dal punto di vista religioso, da un vescovo piemontese, nel campo feudale dalla famiglia Doria-Landi.
La Pieve Rovegnese, retta da Antonio Garbanini fino al 1704, contava sui sacerdoti. I decreti personali delle visite pastorali, riportano notizie circa le decime, i conti dei massari lo stato delle chiese i di Rovegno, Garbarino, Pietranera, Isola, gli onorari dei preti per battesimi e matrimoni, le raccomandazioni, gli obblighi, le ] esortazioni.
Rovegno, secondo i calcoli desunti dai registri della parrocchia contava, intorno al 1780 circa 1500 abitanti, Le comunità più popolose erano quelle di Rovegno e Casanova.
Il mestiere più redditizio era quello dei mulattieri. A Rovegno centro, vi erano due calzolai, quattro mastri muratori, cinque-sei fabbri. Solo due sarti: G. Moglia di Spescia e Garbarini. La stragrande maggioranza erano contadini.
Le battaglie vittoriose di Napoleone sugli Austro-Piemontesi (Millesimo, Montenotte, Dego) portarono all'armistizio di Cherasco nell'aprile 1796 e in Val Trebbia si formò un partito democratico favorevole ai francesi, che cantava la Marsigliese e sfoggiava le coccarde tricolori. Il 17 gennaio del 1798 fu proclamata la Repubblica Democratica Ligure. Napoleone decretò per sempre la fine del regime feudale facendo la gioia dell'arciprete di Rovegno Giò Maria Coari.

(Questo documento è stato tratto da "La mia Rovegno - Cento anni di 'Ricordi'" di Rita Pilucchi)

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Aprile 2012 08:19
 

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