Presso le Capanne di Carrega si imbocca una carrareccia che
sale verso nord lungo la dorsale coperta di faggi (segnavia:
due rombi gialli pieni - due cerchi gialli pieni). Giunti
su una piatta sella erbosa a quota 1450 si prende a destra
un sentiero segnalato con due triangoli gialli pieni, che
scende brevemente e poi taglia quasi in piano sul lato della
Val Terenzone (
Trebbia)
fra boschetti e panoramiche zone prative. Con qualche tratto
in salita si raggiunge lo spartiacque fra Terenzone e Boreca,
in corrispondenza di un bel ripiano erboso a quota 1375 circa,
dove si incontra l'itinerario proveniente da Alpe e diretto
al Monte Carmo. Da qui in poi al segnavia giallo della FIE
si affianca la striscia bianco-rossa del CAI. Scendendo a
destra lungo la dorsale si arriva in breve a una sella a quota
1320, poi si riprende a salire sul lato della Val Terenzone.
Si contorna a sud la cima del Monte Pecoraia, con belle vedute
tra gli alberi sui villaggi di Varni e Alpe, e si prosegue
con qualche saliscendi sullo spartiacque. Giunti a una selletta
detritica si lascia a destra il sentiero per Alpe, poi si
sale lungo la dorsale boscosa fino a sbucare sui prati del
Passo Maddalena (1407 m). Qui transita la strada sterrata
che collega
Gorreto al villaggio
di Suzzi in Val Boreca.
Attraversando un recinto si continua a salire sullo spartiacque
prativo al limite della faggeta che copre il versante nord.
Si giunge così su un'ampia spalla erbosa oltre la quale
il sentiero piega a sinistra, per proseguire in diagonale
sul fianco ovest del Monte Busasca (bella vista su tutta la
catena dall'Àntola al Chiappo). Lasciando a destra
la cima del Busasca si arriva sullo spartiacque tra Boreca
e Dorbera, a quota 1509. Da qui si ha una splendida veduta
sul Monte Alfèo con il sottostante villaggio di Bertone.
Si procede per alcune centinaia di metri in piano verso nord
lungo il crinale, poi si piega a destra e si scende nel bosco
sul lato della Val Dorbera. Tagliando per prati e boschetti
il versante sud-est del Monte Ronconovo, si ritorna sullo
spartiacque a una selletta a quota 1360 circa, poi si prosegue
quasi in piano sul lato della Val Dorbera. Passati accanto
a un'edicola sacra, si scende brevemente nel bosco e, attraversato
un cancello di legno, si abbandona la mulattiera diretta a
Bertone, per prendere a sinistra un sentiero con il segnavia
bianco e rosso. Il sentierino taglia in salita il ripido pendio
coperto d'erba e arbusti, per ritornare sullo spartiacque
tra Dorbera e Boreca presso una selletta a quota 1419. Qui
si incontra l'itinerario proveniente da Tàrtago. Lasciando
a destra i segnavia bianchi e rossi che portano sulla cima
dell'AIfèo con un lungo giro sul versante sud-ovest,
si sale direttamente per la panoramica cresta spartiacque,
lungo un sentierino segnalato con tre punti gialli. La cresta
si presenta erbosa sul lato sud, mentre a settentrione è
completamente coperta dalla faggeta.
Superati alcuni tratti ripidi, si passa accanto a caratteristici
faggi contorti e si arriva in cima al Monte Alfèo (1651
m).
(Itinerario tratto dal libro "La catena dell'Antola"
di Andrea Parodi - Andrea Parodi Editore)
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