L'Alta Val Trebbia ligure
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Torriglia stanzia 300 mila euro per la bonifica della discarica

Lassù, dove sorgeva la tanto discussa discarica di Torriglia, nella località Valla, si prospetta un cambiamento di immagine, un ritorno all'antico. Presto ci sarà di nuovo la campagna, con prati verdi e alberi che sorgeranno al posto dell'impianto di smaltimento rifiuti urbani che ha accolto per anni la spazzatura di tutta la vallata e che è stato origine di vivaci scontri. La discarica era stata definitivamente chiusa dalla magistratura nel 2003, dopo un paio di incidenti.
È stato approvato dalla giunta comunale presieduta dal sindaco,l'avvocato Fabio Fossa, il progetto dei lavori di bonifica del sito, curato dall'ingegner Giorgio Brezzo, ed è stato affidato l'appalto per gli interventi di recupero alla ditta "Gruppo Pensiero" di Cairo Montenotte. I lavori, per un costo complessivo che si aggira sui 300 mila euro, dovrebbero cominciare - salvo imprevisti - nella prossima primavera. «Ora si è messa davvero la parola fine a tutta la vicenda - spiega il sindaco Fossa - ed è una fatto molto importante, che dovrebbe mettere fine anche a ogni genere di polemiche».
Saranno soddisfatti tutti coloro che in questi anni hanno chiesto e spesso ottenuto il sequestro del sito, ritenendolo pericoloso, come il gruppo Comitato Difesa dell'Appennino. « Sì, certo, ma vorrei far notare che il problema dello smaltimento rifiuti in Valtrebbia resta inalterato, e di difficile soluzione.
Dopo la chiusura di Valla, Torriglia e gli altri sette comuni della vallata devono portare i loro rifiuti urbani a Scarpino. A parte il fatto che la discarica genovese sta scoppiando, c'è il grave problema dei costi di trasporto e smaltimento, che per i piccoli comuni è un grosso onere».
E quindi, dato per scontato che a Valla non si riaprirà più e che la bonifica trasformerà il sito, le problematiche restano, secondo il sindaco, e sono parecchie.
«Infatti - spiega ancora Fossa - da tempo ci stiamo guardando in giro, cercando soluzioni alternative. E vorremmo riuscire a creare una sorta di consorzio con gli altri comuni della Vallata; abbiamo fatto diverse riunioni con gli altri sindaci, per un progetto comune ma non è una cosa facile. Siamo otto comuni, tutti con problematiche diverse, a dal primo gennaio 2009, con la riprogrammazione delle Comunità Montane, si aggiungeranno anche Bargagli e Davagna, due paesi piuttosto popolosi. Ne parleremo ancora, per vedere di organizzarci, per trovare una soluzione che sia economicamente apprezzabile».
Ma il problema più delicato è trovare un sito di stoccaggio rifiuti alternativo a Scarpino, molto costoso e in via di saturazione ma non è facile trovare una soluzione.
«Abbiamo pensato al Basso Piemonte, ma non c'è niente da fare - dice Fossa - e poi lì il trasporto dei rifiuti e lo smaltimento sarebbero ancora più cari che a Scarpino. Forse potremmo provare un abboccamento nelle valli del Piacentino, dove i costi sarebbero minori. Ma è un programma ancora tutto da verificare, discutere, decidere».

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 02/12/08)

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