«Buongiorno vorrei ritirare la pensione». «Mi spiace, abbiamo i terminali in tilt. Provi a passare domani». Scena di un dialogo purtroppo quasi quotidiano, da circa un mese, nel piccolo ufficio postale di Rovegno, paese dell'Alta Valtrebbia, in cui risiedono circa 600 persone. La stragrande maggioranza hanno più di sessant'anni e sono pensionati.
Da dicembre a Rovegno l'ufficio postale funziona a intermittenza, e spesso diventa un'impresa ritirare la pensione, fare vaglia, pagare le bollette, insomma far fronte alla quotidianità. Lo denuncia il sindaco di Rovegno, Pinuccio Isola, che alza la voce e se la prende un po' con tutti. «Sono mesi che qui le poste non funzionano in maniera adeguata - spiega Isola - e certo non è colpa dei due impiegati, che sono solerti e pieni di buona volontà. Il fatto è che si bloccano in continuazione i terminali, perché qui non arriva la banda larga di Internet, neanche fossimo ai confini del mondo».
Il risultato, secondo il sindaco è scontato: «Così va tutto in tilt. Alle Poste centrali dicono che è colpa di Telecom, e provate un po' voi a parlarne con Telecom. Rispondono i call center, magari di Caltanissetta, che molto gentilmente ti spiegano che passeranno la richiesta a chi di dovere. E intanto qui è tutto fermo».
E non basta. A Rovegno ci sono anche, spesso e volentieri, gravi problemi sulle linee Telecom. «C'è qui una donna di 93 anni che dal 13 dicembre scorso ha la linea telefonica di casa guasta - racconta il sindaco - E alla sua età non ha tanta dimestichezza col telefonino. Anche in questo caso, alla Telecom promettono di intervenire, e invece non fanno niente. Qui tutto funziona male, e poi magari la gente se la prende col sindaco, che non può fare assolutamente niente».
Isola si muove e non resta in silenzio. Protesta, telefona, scrive alla Prefettura, lancia appelli a Regione e Provincia. Ma, ripete il sindaco di Rovegno, raramente ottiene risposte. «I politici liguri, di qualsiasi colore siano, da queste parti si vedono raramente. Magari si ricordano di fare una scappata qui quando siamo in clima pre-elettorale. Ma poi spariscono».
E conclude amaramente: «È bello e encomiabile affermare che i paesi di montagna devono essere rivitalizzati, ripopolati, rivalutati: ma se poi viene a mancare il necessario per vivere una quotidianità normale, il bla-bla-bla di convegni e conferenze finisce in fumo».
Isola non si rassegna e va avanti nella sua battaglia. Gli abitanti di Rovegno aspettano fiduciosi.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 13/01/09)
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