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L'appello di Propata «Manca il segretario, offriamo un posto» |
AAA segretario comunale cercasi. Dotato di laurea in legge o economia e commercio. Luogo di lavoro incantevole, ancorché non vicinissimo alla città, orari flessibili e tutt'altro che stressanti, salario -purtroppo - un po' bassino. Se si potesse fare così, il sindaco di Propata Sandra Della Rovere è quasi certa che, nonostante le difficoltà, riuscirebbe a trovare un segretario comunale, magari anche "a scavalco", come si dice in gergo, vale a dire in comproprietà con altri piccoli comuni.
Ma così non è, la burocrazia ha altre e tortuose vie, e il risultato è che da circa 5 anni la figura basilare per far andare avanti il lavoro della piccola municipalità dell'Alta Val Trebbia arriva in loco a spizzichi e bocconi. E dalla fine del mese di marzo, sparirà del tutto. «Finora ci siamo arrangiati, grazie alla disponibilità di Vincenzo Camberlingo, che viene a Propata due ore ogni 15 giorni, ma che arriva da Chiavari ed è segretario comunale titolare di Leivi e di Ne. Ma a fine mese dovrà abbandonarci, definitivamente, e saremo davvero ko, senza neppure una sua presenza part time. Anche in un piccolo centro come il nostro, la sua è una funzione essenziale: firma le delibere, è responsabile di tutta la parte tecnica. Senza di lui, formalmente, il comune si blocca».
Richieste ne sono partite tante, da Propata, e non solo da oggi, ma le risposte positive latitano da parte dell'Agenzia dei Segretari, ente che coordina l'attività e le destinazioni dei segretari comunali. «Il fatto è che non possiamo avere un segretario titolare, qui a Propata - spiega il sindaco - perché, tanto per cambiare, non abbiamo i mezzi per pagarlo, per cui dobbiamo accontentarci di qualcuno 'a scavalco'. Ma adesso ci verrà a mancare anche quello. Capisco che la gente scelga i posti migliori e più comodi, magari paesi sul mare, ma Propata non è poi così fuori dal mondo. E comunque, anche noi abbiamo dei diritti».
In attesa dell'addio definitivo di Camberlingo, Sandra della Rovere tempesta di richieste l'Agenzia, chiedendo la presenza di un segretario una volta alla settimana. Ma per ora non ha ricevuto risposte che facciano sperare.
«Provo molta rabbia - conclude il sindaco - perchè non chiedo la luna, ma semplicemente che venga rispettato un nostro diritto». Che, a quanto pare, tale non è. Non per tutti, almeno.
Mara Queirolo
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
30/03/08)
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