L'Alta Val Trebbia ligure
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Salvia selvatica (Salvia pratensis)

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Famiglia:
Labiate
Altri nomi della salvia selvatica
Erba sacra, erba savia, salevia, salvia bianca, salvia de osei, salvia di uccelli, salvio ontano, selvia, tè di Grecia
Descrizione:
La Salvia selvatica è una pianta che può raggiungere l’altezza di cm 30- 60, dai fiori azzurro- viola lunghi circa 20- 25 mm; le infiorescenze fioriscono da aprile a ottobre e sono coperte di peli.
Le foglie sono crenate, un po’ raggrinzite, prevalentemente in rosette poste alla base; le inferiori sono picciolate mentre le superiori sono sessili.
Dove si trova:
La Salvia selvatica è frequente nei luoghi asciutti e soleggiati: i margini stradali, le scarpate, gli spazi erbosi fino a 1600 metri di altitudine, in tutta Europa, soprattutto in quella centrale.
Parti utilizzate:
Le foglie e le sommità fiorite
Tempo di raccolta e conservazione:
Raccolta: Il momento migliore per procedere alla raccolta delle foglie è poco prima della fioritura, alla fine della primavera: l'essiccazione deve avvenire lentamente e all'ombra. Le sommità fiorite vanno colte in maggio-agosto tagliando anche una porzione erbacea del fusto.
Conservazione: Le foglie e i fiori si conservano in barattoli a chiusura ermetica: manterranno così intatte le loro caratteristiche per circa tre anni.
Notizie e curiosità: 
Ippocrate ne consigliava l’uso nelle piaghe, il nome deriva da Salvere "godere di buona salute", gli egiziani la usavano per imbalsamare i morti. E’ considerata una panacea, veniva impiegata dai Romani per conservare la carne, capace di potenziare la memoria, si credeva che rendesse immortali.
Principi attivi:
Olio essenziale che contiene alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene, sono presenti anche flavonoidi, glucosidi del luteolo e dell’apigenolo, che assieme agli acidi fenolici sono responsabili della azione coleretica e spamolitica, 0,8-2,5% olio essenziale, camfene, b-myrcene, a-terpinene,limonene, cineolo 1-8 eucaliptolo,y-terpinene, paraymene, alfa e beta-tujone , canfora, linaiolo, acetato di bornile, cariofillene umulene, osido di cariofillene,triterpeni, colina, asparagina, acido fosforico, acido malico, acido ossalico, alcuni tannini, catechine, mucillagini, resine L’Olio essenziale di Salvia ha un’alta percentuale di tujoni, chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione medica.
Proprietà:
La Salvia selvatica ha proprietà simili alla Salvia officinalis, ma più blande.
Stimola le funzioni dell’intestino e della cistifellea; sull’apparato respiratorio ha un effetto balsamico (riduce le infiammazioni) ed espettorante ed è utile anche per l’asma.
Per uso esterno è antisettica soprattutto per il cavo orale ed astringente.
Preparazione e uso:
Uso interno:
Per la digestione, la tosse e l’asma.

Infuso
1 g di foglie in 100 ml di acqua.
Una tazza al giorno all’occorrenza.

Uso esterno:
Per le irritazioni delle gengive e del cavo orale in generale.
La salvia selvatica in cucina
Le foglie più fresche e tenere della salvia selvatica possono essere commiste alle insalate, ma il rendimento è mediocre. Solitamente vengono seccate, conservate per l'inverno e usate in ottime minestre per conferire loro un gradevole sapore. Il suo fine è quello di aromatizzare i cibi con delicatezza senza divenire troppo incisiva.
Ricette stampabili:
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