Erano da poco passate le 11 e stava preparando
la brace per il barbecue per il pranzo quando un tizzone ha
sfiorato la sua maglietta che ha iniziato a bruciare. Marco
Garbarino, 26 anni, gestore del Rifugio Monte Antola, non
se ne è accorto subito. È andato avanti con
il suo lavoro davanti al rifugio super tecnologico che ha
in gestione da un anno (l'energia viene garantita da pannelli
solari, mentre l'acqua è purificata tramite ionizzazione).
Solo quando le fiamme hanno iniziato a divorare la maglietta
e anche i pantaloni, il giovane ha lanciato un urlo di terrore
e ha incominciato a correre lungo il prato antistante il rifugio.
La madre da lontano ha visto la scena: suo figlio trasformato
in torcia umana che correva. La donna però non si è
persa d'animo, è corsa all'interno dell'albergo a prendere
delle coperte e gliele ha buttate addosso nel tentativo di
spegnere le fiamme. Il suo tempismo è stato fondamentale
per salvare la vita a Marco. Il ragazzo, originario di Rapallo,
ha subito comunque ustioni nelle mani, ad un braccio e, la
più grave, sotto un orecchio. Subito sono scattati
i soccorsi. Sul posto è intervenuto un elicottero dei
vigili del fuoco. I medici dell'equipaggio gli hanno prestato
i primi soccorsi, quindi hanno trasferito il giovane all'ospedale
Villa Scassi, a Sampierdarena, dove ha sede il Centro grandi
ustionati. Marco Garbarino ha ustioni sul 30 per cento del
corpo ed è in prognosi riservata, ma non sarebbe in
pericolo di vita. Racconta il padre Mario che da quando, nel
luglio dello scorso anno, il figlio ha deciso di prendere
in gestione il rifugio ha lasciato il suo lavoro al porto
di Rapallo per trasferirsi sull'Antola: «I medici mi
hanno spiegato che almeno per le prossime 48 ore Marco è
da considerarsi in prognosi riservata. L'ustione sul collo
è piuttosto profonda e quella, dicono i sanitari, è
una posizione delicata. Potrebbero esserci delle infezioni».
Ora al capezzale di Marco, che è sempre rimasto cosciente,
ci sono la madre e tanti amici, mentre il padre e il fratello
sono tornati al rifugio del Monte Antola che in questo periodo
dell'anno è meta di moltissimi escursionisti. Situato
nel comune di Propata a 1460 metri di altezza è raggiungibile
solo a piedi ed è punto di appoggio per molti escursionisti.
I.Vi.
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
05/08/08)
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