L'Alta Val Trebbia ligure
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Montebruno, un ristorante al paesino per sei sorelle

Stefania, Silvia, Rossella, Barbara, Giulia e Marcella Garbarino hanno riaperto i battenti di una vecchia trattoria sulla Via del Sale

Metti sei simpaticissime e dinamiche sorelle con la nostalgia del paese natio, metti un'antichissima trattoria sulla Via del Sale da qualche e mese in abbandono, metti una sana voglia di riscoprire i preziosi sapori contadini del tempo che fu, riciclati in salsa terzo millennio. E da questo cocktail nasce il ristorante "Birreria 99", in via Barbieri a Montebruno, proprio al centro del crocevia che vede sfilare cacciatori, pescatori, cer­catori di funghi e semplici turisti del fuoriporta. Le sei sorelle Garbarino sono, in ordine anagrafico, Stefania, le gemelle Silvia e Rossella, Barbara, Giulia e Marcella, sono montebrunesi purosangue e dopo essere approdate a Genova per motivi di studio o lavoro, sono ora tornate compatte al paesello, per riaprire quella vecchia trattoria e riscoprirne gli antichi fasti. Il gioco di squadra è stato perfetto e all'apertura del locale c'era tutto il paese in festa, tra una mazurka suonata dalle fisarmoniche e tanti sfiziosi assaggi, annaffiati da Gutturnio doc. «Già da diversi anni io gestivo un pub qui in paese, poco lontano dall'antica trattoria Canessa -spiega Giulia, la factotum del gruppetto - e dopo che quest'ultima ha chiuso i battenti, nell'agosto scorso, mi sono convinta che era il caso di farla rivivere. Così, ho chiamato a consesso le mie sorelle (c'è anche un fratello, Livio, ma preferisce star fuori dal gineceo di famiglia, anche se non disdegna di dare una mano, ndr) e abbiamo lanciato questa scommessa».
Giulia è diplomata all'alberghiero e ha già una vasta esperienza in vari locali, Barbara è lo chef accreditato e in cucina detta legge (con la supervisione di Roberto Avanzino), Marcella sta in sala e al bar, Silvia di mestiere fa la boscaiola e oltre a dare una mano in sala e in cucina provvede a procurare la legna di bosco che lei stessa abbatte per il forno a legna, per pizze, farinate e focacce al formaggio; Rossella fa la casalinga e compie frequenti incursioni nella cucina del ristorante, e infine Stefania, la più grande, lavora a Genova come avvocato ma fa un salto a Montebruno a dare una mano quando serve. Su tutte aleggia la figura della capostipite, mamma Jolanda, arte culinaria infusa dalla sua origine romagnola, e zia Giuseppina, spesso e volentieri richiamate dalle sei scatenate sorelle come abili e arruolate. I menu? Tradizionali e genuini, all'insegna del recupero della gastronomia tipica delle montagne genovesi sposata con quella del vicino confine piacentino. Grande abbondanza di torte di verdura e frittatine negli antipasti, piatti di pasta fatta in casa condita con sughi di cacciagione, e in più alcuni piatti insoliti come i ravioli alla trota conditi con sugo di funghi in bianco, o i ravioli ripieni di pesto. Tra i secondi, trionfo di cacciagione e trote del Trebbia, e un maestoso fritto misto. Dolci casalinghi, pane, pasta e focacce, perfino grissini, fatti in casa. E in più la contagiosa allegria delle sei sorelle, che non dà sovrapprezzo e fa sentire a casa.

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 02/03/07)

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