 |
Trekking - L'alimentazione |
L'alimentazione in montagna ha perso, grazie
all'apporto della dietologia, della medicina sportiva e dell'esperienza
di tante spedizioni alpinistiche, il suo empirismo iniziale
per assumere attualmente caratteristiche ben definite.
Il consumo calorico per un'attività alpinistica e escursionistica
di media difficoltà si aggira intorno alle 4000 calorie
al giorno, circa il doppio del consumo medio di una normale
persona dedita ad attività sedentaria (2000-2500 cal/giorno).
Tale consumo di energia può inoltre variare moltissimo
se l'escursione avviene in piano (2-4 cal/min) o se avviene
in salita ripida con trasporto di bagagli pesanti (marcia
in salita con zaino di oltre 20 kg, fino a 20-25 cal/min).
Gli alimenti dai quali il nostro corpo attinge per il proprio
fabbisogno energetico sono: zuccheri (glucidi), grassi (lipidi),
proteine (protidi). Oltre ad essi, l'acqua, i sali minerali,
le vitamine e altri elementi, pur non producendo energia,
sono fondamentali nel ciclo metabolico del nostro organismo.
Per il trekking, come per tutti gli sport di resistenza, gli
zuccheri o carboidrati (pasta, pane, riso, legumi, patate,
ecc.) rappresentano la principale fonte di energia per l'organismo,
il quale ne ha riserve relativamente scarse nel fegato e nei
muscoli il cui esaurimento avviene abbastanza presto, dopo
circa un'ora e mezzo di attività fisica. Gli zuccheri
più vantaggiosi per l'escursionista sono rappresentati
dai farinacei e dalla frutta, sia fresca che secca. Si tratta,
infatti, di alimenti che hanno un assorbimento abbastanza
lento e in tal modo assicurano un apporto energetico abbastanza
protratto nel tempo.
I grassi rappresentano la maggiore riserva di energia dell'organismo
(tessuto adiposo) che ricorre in caso di esaurimento dei carboidrati.
Sebbene i grassi rispetto ai carboidrati abbiano un potere
calorico pressoché doppio, buona parte dell'energia
prodotta viene persa sottoforma di calore. Inoltre i grassi
richiedono per il loro metabolismo una quantità di
ossigeno doppia degli zuccheri. Nei climi freddi queste loro
caratteristiche possono risultare favorevoli, mentre in alta
quota in carenza di ossigeno possono risultare svantaggiosi
e anche di digestione molto laboriosa. Nel caso di sforzi
prolungati (per molti giorni) con consumi calorici molto elevati,
l'apporto dei grassi di riserva contribuisce a coprire il
fabbisogno energetico (l'apparato digerente, infatti, non
riesce ad assorbire più di 6000 cal/giorno, soprattutto
se si tratta prevalentemente di glucidi).
Le proteine, meno importanti per la resa energetica, sono
necessarie per l'apporto di amminoacidi essenziali. L'importanza
di un adeguato apporto proteico è maggiore nel caso
di sforzi fisici protratti per lunghi periodi. Anche nel periodo
di preparazione e di allenamento, un adeguato apporto proteico
è importante per l'accrescimento delle fibre muscolari.
Un'adeguata alimentazione dovrebbe quindi privilegiare l'apporto
di zuccheri secondo lo schema sotto riportato:
- Glucidi = 55% dell'apporto calorico totale (4 cal/gr)
- Lipidi = 30% dell'apporto calorico totale (9 cal/gr)
- Protidi = 15% dell'apporto calorico totale (4 cal/gr)
| Esempio di pianificazione
dei cibi per un'escursione |
| Alimento |
Calorie/100gr |
Gruppo prevalente |
Necessario per un giorno |
| Grammi |
Calorie |
| Pane comune |
276 |
Glucidi |
150 |
414 |
| Burro d'arachidi |
750 |
Lipidi |
75 |
583 |
| Frutta secca |
275 |
Glucidi |
100 |
275 |
| Latte condensato |
334 |
Glucidi |
150 |
501 |
| Minestra disidratata |
365 |
Glucidi |
175 |
640 |
| Formaggio |
350 |
Protidi |
200 |
700 |
| Plum cake |
424 |
Lipidi/Glucidi |
33 (uno) |
140 |
Per ogni giorno di escursione sono necessari
(secondo lo schema riportato sopra) 883 grammi di alimenti.
Le calorie totali (3253) sono necessarie per un trekking medio
con temperature superiori ai 6-7° C. Le proporzioni tra
glucidi, lipidi e protidi sono rispettate.
Con il sudore si ha una elevatissima perdita di liquidi, sino
a 1,5 - 2 litri all'ora, e lo stesso aumento della respirazione,
per lo sforzo o per la quota, fa perdere sotto forma di vapore
acqueo numerosi litri di acqua al giorno. Anche la ventosità
e la ridotta umidità ambientale possono far alterare,
senza accorgersene, il bilancio idrico. Insieme all'acqua,
con il sudore si perde una notevole quantità di sali
minerali, in particolare sodio, potassio, cloro e magnesio
che possono venire reintegrati con i cibi, ad esempio frutta
e verdura. Per attenuare in poco tempo l'effetto di intense
sudorazioni, può essere utile ricorrere ai reintegratori
salini per raggiungere più rapidamente lo stato di
equilibrio. La frutta secca oltre che di zuccheri (fruttosio)
è molto ricca anche di sali minerali (potassio, magnesio,
sodio). Le pastiglie di zucchero, prese da sole richiedono
grandi quantità di acqua per essere disciolte e assorbite:
se i liquidi scarseggiano nell'organismo, queste assunzioni
possono causare bruciori di stomaco.
Le considerazioni teoriche precedentemente fatte si scontrano
però sovente con la realtà dei fatti: è
difficile anche per escursionisti esperti mantenere per lungo
tempo un apporto idrico e calorico pari al consumo. Questo
si può spiegare con diversi fattori: la stanchezza,
come il freddo, riducono la sensazione di fame e di sete,
ugualmente lo stress della salita, lo scarso adattamento all'alta
quota o un insufficiente allenamento muscolare. Tutto ciò
può far sottovalutare pericolosamente la necessità
di calorie, di acqua e di sali minerali del nostro organismo.
Per escursioni di un giorno l'importanza dell'alimentazione
è in genere minore, in quanto il debito viene saldato
nei giorni successivi. Tuttavia per evitare quella sensazione
di malessere che si può accusare durante e dopo l'escursione,
è sufficiente dividere cibi e bevande: soste di cinque
minuti ogni ora - ora e mezzo con piccoli spuntini (pane,
biscotti, ecc.) e piccole bevute possono essere in grado di
mantenere un costante apporto calorico e idrico al nostro
organismo. Piccole quantità di cibo ad intervalli regolari
hanno inoltre il vantaggio di non spostare grandi quantità
di sangue dai muscoli verso l'apparato digerente, riducendo
così l'affaticamento sia dei muscoli sia dell'intestino.
Particolare attenzione va data alla digeribilità dei
cibi: alcuni cibi, anche se ad elevato potere calorico, per
alcune persone sono di difficile digestione, soprattutto se
intervengono anche problemi oggettivi per la cucina, per il
freddo, la quota. Ogni escursionista, quindi, dovrà
imparare a nutrirsi in montagna a seconda delle proprie esigenze
e abitudini alimentari. L'unico principio da rispettare è
quello di un adeguato apporto idrico e calorico ben proporzionato
tra protidi, lipidi e glucidi. Ciascuno deve trovare il giusto
equilibrio tra quello che è lo scopo dell'alimentazione
in montagna, cioè il mantenimento della propria efficienza
fisica, e il soddisfacimento dei propri gusti, scegliendo
cibi che risultino piacevoli e appetibili.
E infine.....
Prati, colline, monti, boschi, fiumi e spiagge non devono
conservare le tracce del nostro passaggio.
Non gettiamo qua e là i rifiuti, ma portiamoceli dietro
e lasciamoli negli appositi cassonetti!
Articolo gentilmente concesso dal sito "Avventurosamente":
http://www.avventurosamente.it
Stampa
questa pagina
|
 |
 |