Valle Bergaiasca e monte Gonio PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Martedì 24 Settembre 2013 16:29
Valle Bergaiasca
Partenza
Casazza, frazione di Coli (Pc) a 585 mt slm
Come arrivare
•da Piacenza si percorre la SS 45 pe r 29 km, fino all’abitato di Perino;
• dalla piazza della chiesa si prosegue per 1 km lungo la vecchia statale 45 in direzione di Bobbio, quindi si svolta a sinistra in direzione “Vezzera – Macerato – Filippazzi”;
• dopo 3,5 km si tiene la sinistra seguendo “Filippazzi”;
• ancora 800 metri e si parcheggia a bordo strada, subito dopo il vialetto d’accesso ad una abitazione piatta e squadrata, in corrispondenza dei cartelli CAI che indicanol’incrocio tra i sentieri 157 e 151
TOTALE da Piacenza km 35 in circa 45 minuti
Lunghezza
10 km circa, di cui asfalto 1.6 km; tutto il resto sterrato o sentiero
Tempo di percorrenza
3 h e 20 min
Grado di difficoltà
Escursionistico; escursione priva di punti pericolosi o esposti;
Segnavia
CAI 157, 153, variante Bergaiasca, 151
Dislivello
690 mt
Punto più alto
Monte Gonio , 1125 mt slm
Quando
Alcuni tratti ripidi in salita ed in discesa sconsigliano l’escursione in caso di neve e ghiaccio.
Bambini
Escursione priva di punti pericolosi o esposti; un passaggio in pietraia da percorrere in equilibrio sui massi; qualche tratto ripido ma non difficile

Itinerario
Dall’asfalto si imbocca lo stradello sterrato CAI 157 che si stacca a sinistra (per chi giunge da Perino), seguendo la precisa segnaletica “rif. Maramotti - Aglio - Pradovera”, e si tiene la destra alla prima biforcazione, ben indicata.
Dopo meno di cinque minuti di discesa e vari saliscendi, al primo vero bivio si va diritto in salita; ancora 3 minuti e si attraversa una bella radura al termine della quale si trova un quadrivio, proprio sopra l’abitato di Costa Rodi: il cartello del CAI invita a procedere diritto senza incertezze.
Ad un quarto d’ora circa dalla partenza si ignora una mulattiera che sale a destra e dopo pochi passi si trascura lo stradello che scende a sinistra: si seguono i segnavia proseguendo diritto.
Si superano due tratti in cui il percorso è attraversato dagli scarichi di pietre crollate dalle pendici del monte Mangiapane, e dopo dieci minuti ci si immette verso destra, in salita, su di una carrabile che sale da sinistra.
Si raggiunge quindi in un'altra decina di minuti un ampio quadrivio: si trascura il sentiero che scende a sinistra (“Sgarini-Villanova”), e dopo pochi passi si lascia la strada, che prosegue verso Aglio con il n. 157, per imboccare a destra il sentiero 153 seguendo le indicazioni “m. Mangiapane h 1:15 – Pradovera h 3:45”. (mt 595 - 35 min)
Un minuto dopo si lascia lo stradello erboso, che prosegue verso le pendici del monte Belvedere, e si svolta a sinistra sull’ampio sentiero, ben segnalato con la vernice bianco-rossa, che si inoltra nella Valle Bergaiasca.
Si prosegue per una dozzina di minuti all’interno del bosco in costante salita, superando alcuni tratti ripidi ed ammirando di tanto in tanto verso destra le strapiombanti pareti del monte Belvedere, finché si apre verso sinistra il panorama sul monte Mangiapane, a poca distanza dal corso del torrente Verbucone, che si sente scrosciare tra i massi.
A mezz’ora dal bivio si raggiunge un’estesa frana di crollo dove si ammassano macigni e pietre di ogni dimensione, precipitati dalle pareti circostanti, e che deve essere attraversata con attenzione, camminando in equilibrio sui massi e seguendo attentamente i segnavia che indicano i blocchi di pietra più squadrati su cui procedere.
Si oltrepassa la pietraia salendo in diagonale in direzione sud-est, quindi il sentiero abbandona l’ammasso caotico di rocce, che prosegue verso l’alto, e rientra nel bosco trovando subito le cascatelle formate dal rio Verbucone. (mt 850 - 35 min).
Si prosegue per un quarto d’ora nel folto del bosco, tra querce e faggi, superando tratti di salita anche ripida ed ammirando, sulla destra, le vertiginose pareti del monte Gonio, finché il sentiero scende leggermente ad attraversare uno dopo l’altro due ruscelli, quindi esce allo scoperto, tra radi cespugli di ginepro, al limitare di una prateria brulla che preclude al crinale del monte Mangiapane.
Raggiunta in breve la dorsale, la vista si apre sull’intera val Perino, dalla forra incisa dalle sue cascate (a monte) fino alla confluenza nel fiume Trebbia.
Di fronte, sul ripiano a mezza costa sovrastato dal monte Osero, si riconoscono Calenzano, Piccoli, San Boceto e Leggio, i ruderi del castello d’Erbia, e poi le diverse borgate sorte lungo la strada del Cerro; in lontananza, verso la pianura, la rupe di Caverzago, il borgo di Travo e il monte Pillerone.
Al di sotto si estende la valle Quartè, boscosa e coltivata: verso sud sono ben riconoscibili le chiese di Aglio e di Pradovera, appollaiata sul crinale che separa i due principali rami del torrente.
All’orizzonte, sopra alla profonda incisione scavata dalle cascate del Perino, la linea di displuvio unisce l’Osero all’Aserei per il passo della Cappelletta.
Si prosegue in salita sul costone pietroso e panoramico del Mangiapane, fino ad un incrocio: diritto prosegue in salita il sentiero 153 verso i Piani d’Aglio e Pradovera; si imbocca invece a destra, in leggera discesa, il tratturo sassoso evidenziato con segnale bianco che collega il percorso precedente al 151. (mt 1027 - 30 min).
Dopo qualche minuto di discesa nella faggeta si guada un piccolo rio a quota 1000 mt, e si inizia la risalita che, seguendo sempre attentamente i segnavia bianchi, porta al crinale spartiacque tra val Trebbia e val Perino, dove si incrocia il sentiero 151 (segnavia CAI bianco-rossi) che percorre il crinale opposto, dal monte Belvedere al passo S. Barbara.
Si tratta di un quadrivio: si trascura a sinistra il 151 che procede verso il monte Aserei, si ignora pure lo stradello che di fronte, senza segnavia, scende verso Filippazzi; si svolta invece a destra, in salita, sul sentiero 151 verso un boschetto molto rado perché sottoposto a taglio intenso. (mt 1081 – 25 min).
Al termine del primo strappo, un minuto dopo, si raggiunge un bivio contrassegnato dal cartello “panorama”, meglio leggibile per chi proviene in direzione opposta, che indica a destra in salita il sentiero, ripido e sassoso e contrassegnato da segnavia radi tra le rocce, che consente di raggiungere la vetta del monte Gonio: un belvedere a 360° su tutta la val Perino e sulla media val Trebbia: da valle verso monte sono facilmente individuabili le Pietre Perduca e Parcellara, il monte Bogo, il monte Lazzaro, il monte Mosso, quindi il monte Pradegna ed il monte Penice, riconoscibile per le alte antenne; in primo piano, le ofioliti del monte Armelio e del monte Gavi. (mt 1125 - 5 min).
Si ridiscende al bivio contrassegnato dal cartellino “panorama” e si riprende verso destra il sentiero segnato, che scende nel bosco fino a quota 1058 per poi guadagnare la cima pietrosa del monte Filippazzi a m. 1111; anche qui vista a tutto tondo: partendo da sud-ovest, vicinissimo il monte Gonio e dietro il monte Concrena e il Poggio Alto.
Sotto di loro un’ampia e arcuata depressione nel bosco: è la nicchia di distacco della aleofrana, oggi completamente stabilizzata, su cui sorgono tra pascoli e campi coltivati gli abitati di Filippazzi, Marubbi e Boioli.
Sull’opposto versante della val Trebbia, la spaventosa ferita della frana che dalla Pietra Parcellara scende verso il Trebbia lambendo il borgo di Rondanera; a guardia dell’inizio della valle i due monti Pillerone e Dinàvolo.
Sull’altro versante, la profonda fenditura della valle Bergaiasca, la cresta del Mangiapane, alla cui testata è visibile il crinale percorso poco prima, ed oltre la val Perino, di cui si possono ancora apprezzare le paleosuperfici di versante, coltivate e costellate di piccoli abitati, e il più recente e deciso approfondimento del torrente, ammantato da boschi ripidi e scuri. (mt 1112 - 15 min).
Proseguendo tra speroni rocciosi e detriti sciolti, su cui occorre fare attenzione per non scivolare, si scende sul vicino monte Belvedere (m. 1052): quasi subito diventano visibili, sulla sinistra, gli abitati di Filippazzi, con la Cappellina del Voto e poco oltre il piccolo borgo di Marubbi; più in basso, alle pendici del monte Armelio l’abitato di Boioli.
A meno di un quarto d’ora dalla cima del m. Filippazzi, al termine di un tratto di discesa ripida, si incrocia una traccia di sentiero pianeggiante che interseca perpendicolarmente quello fin ora percorso: alle nostre spalle, ben leggibile da chi sale, su di una roccia è dipinto il segnale bianco-rosso “151 CAI”.
Si trascura il tracciato verso sinistra, parzialmente invaso dalla vegetazione, e si svolta a destra, per abbandonare dopo pochi passi lo stradello, imboccando verso sinistra, in ripida discesa, il sentiero contrassegnato dal segnale dipinto sull’albero alla sinistra del percorso.
Due minuti dopo il sentiero piega a destra e spiana leggermente: quasi subito si lascia la traccia principale, che prosegue in piano, per seguire a sinistra il sentierino che si rituffa ripido nel bosco, seguendo i segnavia.
Ancora 4 minuti e dopo un tratto in cui il sentiero è parzialmente invaso dalla vegetazione si scende su di una carrozzabile che, a destra, non prosegue: la siimbocca quindi verso sinistra. (mt 800 - 20 min).
Un minuto dopo si giunge ad uno spiazzo, dove si incrociano più percorsi, contrassegnato a sinistra dal cartellino CAI “151 Concrena – m. Cara”.
Si trascura a sinistra un’ampia carraia che sale curvando attorno ad una recinzione metallica (non la si imbocca quindi né a destra in discesa né a sinistra in salita); si trascura pure, a destra, un sentierino pianeggiante tra gli alberi, non segnato; si prende invece lo sterrato che sale ripido e sassoso, seguendo il non troppo evidente segnale dipinto su di un albero a sinistra del tracciato.
Otto minuti dopo, a quota 728, il segnavia si perde e il sentiero appare interrotto da un albero crollato al suolo: lo si scavalca e si raggiunge una pista sterrata, fangosa e profondamente scavata da pneumatici, evidentemente a servizio del vicino serbatoio dell’acquedotto che si scorge sulla destra.
Si svolta a sinistra sulla carraia e subito si raggiunge un prato (a destra si intravede il vascone); proseguendo diritto si ritrova il segnavia.
Quasi subito si incrocia uno stradello che scende da sinistra: lo si imbocca verso destra e in poche centinaia di metri si trova l’asfalto, che si imbocca ancora verso destra, in discesa. (mt 717 - 12 min).
Lasciata sulla sinistra l’unica cascina incontrata lungo l’intero percorso (Case Covati) dopo un paio di tornanti si ritrova l’autovettura. (mt 585 - 23 min).

Informazioni
La località di partenza e l’intero percorso sono privi di fontane, negozi ed esercizi commerciali: per rifornimenti occorre far riferimento al paese di Perino.
Scarica la scheda (con immagini)
Scarica la mappa
Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per offrirti un servizio migliore. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo e come eliminarli , vedere la nostra Informativa sui cookies.

Accetto i cookie da questo sito .

EU Cookie Directive Module Information