Poggio Alto e Piani d'Aglio PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Martedì 24 Settembre 2013 16:01
Aglio
Partenza
Aglio Poggio, frazione di Coli (PC) a 678 metri s.l.m.;
Come arrivare
• da Piacenza si percorre la SS 45 per 29 km (calcolati dalla tangenziale - Galleana) fino a Perino, si entra nella piazza principale e si svolta a sinistra, sulla strada del passo del Cerro in direzione di Bettola;
• si prosegue per 2,5 km, fino ad un bivio posto all’imbocco del ponte sul t. Perino: si va diritto, seguendo la segnaletica stradale per Villanova e Aglio, mentre la strada principale curva a sinistra a valicare il torrente;
• superata Villanova si giunge, a circa 10 km da Perino, ad un bivio: a sinistra si può scendere ad Aglio Chiesa, dove c’è parcheggio, ma partendo da qui la camminata aumenta sia in lunghezza (circa 1 km) che in dislivello (52 m);
• se si segue a destra l’indicazione per Aglio Poggio si raggiunge la partenza dell’escursione, ma non esistono spazi di parcheggio pubblico, e quindi occorre chiedere a qualche residente il permesso di lasciare l’autovettura in una piazzola privata.
TOTALE da Piacenza km 40 in circa 50 minuti
Lunghezza
12,5 km circa; tutto sterrato o sentiero;
Tempo di percorrenza
4 h e 15’
Grado di difficoltà
escursionistico, breve tratto in pietraia leggermente esposto;
Segnavia
CAI 153 e 151; segnavia bianchi CAI in valle Bergaiasca;
Dislivello
m. 715
Punto più alto
Monte Poggio Alto, 1237 m.s.l.m.
 
 

Itinerario
Raggiunta a piedi (se si è parcheggiato nei pressi della chiesa di Aglio) o in auto la frazione di Aglio Poggio, si segue per poche decine di metri la strada che porta a Pradovera, fino ad una abbondante fontana.
Qui si imbocca, alla destra della vasca, la strada asfaltata che al termine dell’abitato diventa sterrata; dopo 2 e 4 minuti si trascurano due carraie che si innestano a destra sul tracciato principale finché, a quota 810 m. si incrocia il sentiero CAI 153; a sinistra scende dai Piani d’Aglio il sentiero che si percorrerà al ritorno: si svolta invece immediatamente dopo a destra, in direzione nord, su stradello sterrato in salita. (mt 810 - 15 min).
La mulattiera sale decisa verso la parete meridionale del monte Mangiapane, scandita dai segnavia; 2 minuti dopo aver superato cascina Benzola si tiene la sinistra ad un bivio, quindi dopo altri 7 minuti si supera un cancello; 5 minuti dopo si raggiunge un pianoro in contropendenza, che ospita una zona umida ormai completamente trasformata in prato: è uno dei siti di caccia mesolitici individuati grazie al ritrovamento di strumenti in selce.
Si continua a salire fino al crinale del massiccio ofiolitico del mont Mangiapane, che divide la valle Bergaiasca, a sinistra, dalla valle Quartè, sotto di noi a destra, dove è ben riconoscibile Villanova per l’alto campanile.
Dalla costa si ammira un vasto panorama sul versante opposto della val Perino, dalle rovine del castello d’Erbia alle diverse borgate sorte sul ripiano a mezza costa sovrastato dal monte Osero: S. Boceto, Piccoli, Calenzano.
All’estrema destra la profonda incisione scavata dalle cascate del Perino e quindi Pradovera, appollaiata sul crinale che separa i due principali rami del torrente.
Due minuti dopo si incontra un bivio: si lascia il sentiero 153 che continua in discesa nella Valle Bergaiasca, e si svolta a sinistra sul sentiero marcato da segnavia bianchi che contorna la testata della stessa valle. (mt 1027 - 35 min).
Dopo 7 minuti di discesa nella faggeta si guada un piccolo rio a quota 1000 m, e si inizia la risalita che, seguendo sempre attentamente i segnavia bianchi, porta al crinale spartiacque tra val Trebbia e val Perino, dove si incrocia il sentiero 151 (segnavia CAI bianco-rossi). (mt 1081 - 25 min).
Si svolta a sinistra, e si continua a salire per 20 minuti, quando si lascia provvisoriamente il sentiero segnato per salire a destra verso l’evidente cima del Poggio Alto, che si raggiunge in un paio di minuti.
La vetta è un eccezionale punto panoramico a 360° su tutte le più alte cime delle valli circostanti: in condizioni ottimali la vista spazia dalla catena alpina alle bianche pareti delle Alpi Apuane, a sud-est.
Più vicino, si riconoscono: verso ovest i monti Penice, Pradegna, Lazzaro, la Pietra Parcellara e, in primo piano, l’Armelio e il monte Belvedere; verso sud la Costa di monte Capra, quindi il monte Aserei; ad est l’Osero, il m. Viserano e, verso la pianura, il monte Dinavolo.
A nord è possibile seguire con lo sguardo le anse del fiume Trebbia. (mt 1237 - 25 min).
Ridiscesi sul sentiero segnato, lasciato in precedenza per salire alla vetta, si continua verso destra sul crinale per circa venti minuti, finché si giunge ad un quadrivio: si trascura la mulattiera che scende da entrambi i lati e si prosegue diritto, seguendo i segnavia.
Dopo altri dieci minuti occorre fare molta attenzione: il tracciato che sembra principale, profondamente solcato, scende a sinistra, mentre si deve imboccare il sentiero, meno evidente, che sale a destra indicato dai segnavia. (mt 1170 - 30 min).
Dopo poco si attraversa in orizzontale una pietraia in forte pendenza (da destra a sinistra); occorre usare la massima cautela, perchè mancano protezioni verso valle; in questo breve tratto sono particolarmente utili i bastoncini da trekking.
Giunti ad un quadrivio in cui si incrocia la carraia che a sinistra scende ad Aglio, si prosegue diritto sempre seguendo i segnavia, fino ad una spianata occupata da un laghetto stagionale. (mt 1176 - 15 min).
Si prosegue in salita fino a quota m. 1200, al bivio tra il sentiero 159, che sale a destra sulla affilata cresta del monte Capra e che si trascura, ed il 151 che si continua a seguire (foto 10) in discesa all’interno di una bella pineta; dopo 25 minuti si oltrepassa un cancello, uscendo dalla pineta, si raggiunge un’altra zona umida e quindi si arriva all’incrocio con la variante segnata che a destra porta al monte Sant’Agostino. (mt 1123 - 35 min).
Si svolta invece a sinistra, in discesa, e dopo 6 minuti si giunge, a quota m. 1107, ad un ampio pianoro, incrocio di più tracciati resi evidenti dalle molte tracce di automezzi.
Si lascia il segnavia (che prosegue su strada sterrata ma carrozzabile fino al passo di Santa Barbara), e si svolta a sinistra, su tratturo non segnato ma molto evidente, in
direzione del lontano monte Osero.
Dopo altri 9 minuti di discesa si giunge ad un bivio dove si ritrova il segnavia CAI (foto 12) ad indicare il sentiero 153, che da Pradovera sale ai Piani d’Aglio. (mt 1023 - 15 min).
Lo si imbocca a sinistra, passando accanto ai resti della fontana Barbuta, e lungo una pista ben marcata si percorre un’altra porzione di pineta, finché si attraversa il cancello che dà accesso ai prati dei Piani d’Aglio.
Questo ripiano, attualmente sfruttato a pascolo, rappresenta l’ultima fase di un processo evolutivo che ha portato alla scomparsa di un’antica conca lacustre: l’erosione sui versanti causata dalle acque piovane ha determinato il deposito di frammenti rocciosi sul fondo del lago che, in tempi geologicamente brevi, si è colmato di sostanze minerali alle quali si è aggiunto l’abbondante materiale organico derivante dai vegetali e dagli animali che vivevano nelle sue acque.
A destra del percorso, su di un dosso che consentiva un agevole controllo dell’ampio pianoro, pascolo ideale per i branchi di cervi, è stato individuato un ulteriore esempio di campo di caccia mesolitico, sempre grazie al ritrovamento di migliaia di manufatti di selce e diaspro, risalenti al VI millennio a.C.
Al termine del ripiano si incontra un bivio, e si imbocca il sentiero che scende a destra, sempre seguendo i segnavia. (mt 1032 - 22 min).
Dopo meno di un quarto d’ora si incontrano alcune capanne in legno e in sasso, subito dopo le quali si tiene la sinistra.
Raggiunta la cascina Cacoma si prosegue seguendo i segni bianco-rossi finché, dopo un paio di piccoli guadi, si raggiunge il bivio a quota 810, già incontrato all’andata, quando è iniziata la salita al m. Mangiapane. (mt 806 - 28 min).
Si svolta a destra in discesa lungo la mulattiera già percorsa all’andata, abbandonando quindi i segnavia, fino a raggiungere in breve Aglio e quindi l’autovettura. (mt 678 - 10 min).

Informazioni
La zona è priva di negozi e di esercizi pubblici; per rifornimenti occorre far riferimento al paese di Perino (ottima la famosa focaccia).
Le borracce possono essere riempite alla partenza, presso la abbondante fontana di Poggio.
Le sponde del laghetto alle pendici del monte Capra, le numerose radure nella pineta e i vasti prati ai Piani d’Aglio sono adatti alla sosta, eventualmente per consumare il pasto al sacco.
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Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

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