Grande anello del monte Aserei PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Martedì 24 Settembre 2013 15:14
Groppi di Lavezzera
Partenza
Ciregna, frazione di Ferriere(Pc) a 1123 mt slm
Come arrivare
• da Piacenza si percorre la SP 654R della Val Nure per 53.5 km fino a Ferriere;
• in paese si svolta a destra (rotonda) sulla SP 50 del passo del Mercatello in direzione“Val Trebbia – Marsaglia”;
• dopo 6.7 km si svolta a destra in direzione di “Ciregna”;
• 3.8 km dopo si raggiunge l’ abitato e si parcheggia lungo la strada o presso la chiesa
TOTALE da Piacenza km 64 in circa 1 ora e 20 minuti
Lunghezza
16.5 km circa, di cui asfalto 2.5 km; tutto il resto sterrato o sentiero
Tempo di percorrenza
4 h e 30 min
Grado di difficoltà
Escursionistica, priva di tratti pericolosi o esposti,
Segnavia
CAI 001, 151 e 137 da Ciregna a Sella Generali e da Metteglia a Ciregna; assente altrove
Dislivello
700 mt
Punto più alto
Monte Aserei , 1432 mt slm
Quando
Tutto l’anno. In caso di innevamento la salita alla vetta e la successiva discesa possono essere molto faticose o impossibili
Bambini
Escursione priva di tratti pericolosi o esposti, con dislivello complessivo diviso in tre salite non troppo impegnative, ma lunga e priva di punti di ristoro lungo il percorso

Itinerario
Nel nucleo abitato di Ciregna ci si incammina sulla strada asfaltata, tra belle case in sasso e lungo il fianco della chiesetta di San Michele; subito dopo l’asfalto finisce e si presenta un incrocio: si seguono i segnavia del CAI (sentiero 001) svoltando sulla antica mulattiera che sale verso sinistra.
Si prosegue sulla mulattiera selciata e bordata da muretti a secco, formati da pietre squadrate e ben connesse tra di loro, oggi in più punti in precario stato di manutenzione e coperti di muschio.
Una decina di minuti dopo si incontra una biforcazione: si trascura il ramo che sale a sinistra verso il cancello di un pascolo, e si rimane sulla destra sul tracciato delimitato dal muretto di pietra su cui è dipinto il segnavia.
Ancora una decina di minuti e si supera un cancello, da richiudere per evitare la fuga dei cavalli al pascolo, quindi si prosegue finché lo stradello in terra battuta svolta a destra per superare su di un tubo di cemento un canalino: il segnavia bianco rosso è dipinto sia sul tubo che su di un picchetto poco distante.
In questo punto si abbandona la traccia principale e si svolta a sinistra lungo il prato verso il segnavia dipinto su una roccetta affiorante dal terreno, in direzione della pineta.
Si cammina sul prato tra radi cespugli passando non lontano da una vasca per l’abbeverata dei cavalli, e dopo pochi minuti si raggiunge un evidente crocevia: si lascia il sentiero 001 che prosegue diritto in piano, oltre un cancello, lungo le pendici del monte Aserei, e si svolta a sinistra sul 151 in direzione della vetta del monte. (mt 1310 - 40 min).
Camminando lungo la recinzione in filo spinato si costeggia una sottile striscia di pineta, oltre la quale si scorge un buon tratto della media Val Nure, con le chiese di Cogno San Savino, sul fianco sinistro e di Groppallo, sul versante destro, chiuso in alto dalla piatta cima del m. di Lama, e da quella a tre cuspidi del monte Menegosa. In primo piano a destra una grande pala eolica.
Voltandosi indietro durante la salita è possibile invece ammirare un ampio panorama sull’alta valle, coronata dai monti Bue, Maggiorasca, Nero e Ragola.
Dopo poco più di cinque minuti di salita, nel punto in cui sulla destra termina la fascia di pini, ci si allontana dalla recinzione (si lascia a destra anche il pannello solare che alimenta una webcam) seguendo la traccia di sentiero che piega per costeggiare sulla sinistra una più ampia zona di pineta.
Si continua lungo i solchi, in alcuni punti molto approfonditi dalle acque piovane, tenendo la pineta sempre sulla destra, fino a quando, ormai in prossimità della cima, il sentiero entra tra gli alberi e raggiunge una piccola radura che costituisce la vetta del monte.
Su di un pino sulla destra un’edicola di corteccia accoglie un piccolo crocefisso. (mt 1432 - 30 min).
Proseguendo in discesa sull’opposto versante si oltrepassa un cancello in ferro e si attraversano pascoli pianeggianti, da cui si gode un amplissimo panorama: da destra il m. Osero, quindi la Val Perino con i campanili di Calenzano (a destra) e Pradovera (a sinistra); sullo sfondo, oltre il passo del Cerro, le colline della bassa Val Trebbia a nord, e all’orizzonte la città di Piacenza adagiata sulla pianura.
Verso nord-ovest una serie di prati che raggiungono il passo Santa Barbara attraverso la Sella dei Generali: dietro di loro la dorsale dei monti Concrena-Capra-S. Agostino a separare le valli del Trebbia e Perino.
Verso sinistra sono visibili i profondi valloni incisi dalle Curiasche di Rosso e di San Michele ed un ampio tratto della media Val Trebbia con il Penice al centro.
Al di sotto, sempre verso sinistra, la conca glaciale occupata dai morbidi pascoli di Piano di Pinè.
Ripreso il sentiero, poco più di una traccia nel prato, si supera un varco nella recinzione di filo spinato e si prosegue in discesa sul ripido stradello sterrato verso Cima Liscaro; in più punti l’ampio tratturo sembra biforcarsi, ma in tutti i casi i rami si riuniscono poco oltre.
Superato un breve tratto quasi pianeggiante, a una ventina di minuti dalla vetta il segnavia ad angolo dipinto su di un sasso affiorante sul sentiero indica chiaramente che si prosegue tenendo la sinistra, sempre in discesa sul sentiero che si fa più stretto.
Ancora qualche minuto e si incrocia la strada sterrata che mette in comunicazione Mareto con Coli, contrassegnata dai cartelli della Via degli Abati (V-V rovesciata), e che si imbocca verso sinistra, in direzione “Sella Generali – Coli – Bobbio”. (mt 1224 - 30 min).
Percorsi 150 metri di strada si raggiunge il punto in cui si staccano due sterrate verso sinistra: si trascura la seconda, che sale su di un dosso e ritorna poco oltre sulla principale tagliandone una curva, e si imbocca la prima che è subito chiusa da un rudimentale cancello.
Lo si oltrepassa e si raggiunge subito una biforcazione, in cui tiene la destra restando sul tracciato principale a servizio dei pascoli circostanti: di fronte è ben visibile la vetta dell’Aserei, coronata dalla pineta, verso destra si apre un’ampia vista sulla Val Trebbia, di cui si riconoscono facilmente i monti Lesima e Alfeo.
Raggiunta una piccola radura, si nota sulla sinistra il cancello in legno che dà accesso alla casetta in sasso risistemata di Cà di Romeo, che si intravede oltre.
Senza dirigersi verso la casa si prosegue diritto attraverso un varco tra i cespugli. (mt 1184 - 10 min).
Camminando prima su di una traccia nell’erba, poi su di uno stradello più evidente si supera un altro cancello e, tre min. dopo, si perviene ad un quadrivio: si trascurano il ramo di sinistra, che porta semplicemente nel prato a fianco, e la traccia confusa che prosegue diritto, svoltando invece decisamente verso destra sul tratturo che appare come principale e che subito dopo guada un ruscello.
Si cammina in costa lungo il versante destro dell’impluvio, sul tracciato che diventa carrozzabile e raggiunge dopo un quarto d’ora un altro bivio a quota m. 1052: tralasciata la carraia che supera il rio e sale a sinistra, si prosegue diritto in discesa per 2 min. fino ad incrociare l’asfalto nei pressi dell’abitato di Pescina.
Si lasciano le case a destra, imboccando verso sinistra la strada asfaltata.(mt 1030 - 20 min).
Dopo meno di 10 min si oltrepassa stando a destra il piccolo borgo di Rovere, con alcune belle case in sasso ristrutturate, si trascura il sentiero CAI che scende a destra verso Fossoli e si continua fino a superare il Rio dei Frati a quota 978; quindi si risale leggermente per raggiungere l’incrocio ad angolo molto stretto con una sterrata (a 2.2 km da Pescina), che si imbocca a sinistra, appena prima del paese di Barche.
Nell’ultimo tratto di strada, sulla destra, ampia vista su Pescina, Rovere e Fossoli. (mt 995 - 30 min).
Si procede in decisa salita e al di sopra della strada asfaltata ma in direzione opposta, per poco più di 5 min., poi lo stradello spiana e riprende decisamente a salire allo scoperto contornando tra calanchi la testata della valle del Curiasca di Rosso e regalando belle viste verso le valli del Trebbia e dell’Aveto e, a sinistra, verso il fianco occidentale del m. Aserei.
Camminando direttamente sulla roccia scistosa, divisa in sottili scaglie, si incontra un bivio: si tralascia il ramo che sale a sinistra e si prosegue in piano sulla destra fino ad una selletta, nella quale i due rami si ricongiungono, e da cui si riconosce, sulla destra, il campanile di Metteglia. (mt 1179 - 35 min).
Si continua diritto, in discesa, superando in piccolo fienile e attraversando il Piano di Robecco, vasto pianoro incolto; oltrepassata la presa di un acquedotto lo stradello continua a scendere fino ad oltrepassare un altro cancello e a raggiungere un evidente bivio, oltre il quale è ben visibile la chiesa di Metteglia.
Volendo si può uscire dal percorso per pochi minuti, e scendere al paese (fontana) proseguendo sulla strada principale, verso destra.
Altrimenti si svolta a sinistra in piano, sulla sterrata ben segnalata dal CAI “137– Mercatello”. (mt 1089 - 15 min).

Informazioni
A Ciregna si trova una fontana. Non sono presenti esercizi commerciali o punti di ristoro né alla partenza né durante il percorso.
Tavoli da picnic all’ombra della pineta si trovano a Fontana Marenga, ormai quasi in vista dell’arrivo; qui è presente anche una fontana, nell’avvallamento oltre il traliccio dell’alta tensione.
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Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

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