Da Rallio al monte Dinavolo e al Castellaro PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Lunedì 23 Settembre 2013 21:44
Rallio
Partenza
Rallio, frazione di Rivergaro (PC) a 321 metri s.l.m.
Come arrivare
• da Piacenza si percorre la SS 45 per 19 km (calcolati dalla tangenziale - Galleana);
• oltrepassata la frazione di Mulinazzo di Fabiano si svolta a sinistra in direzione di Rallio;
• dopo 2,5 km si arriva a Rallio e si parcheggia presso la chiesa.
TOTALE da Piacenza km 21,5 in circa 25 minuti
Lunghezza
13,5 km circa; asfalto km. 0,5 da Rallio al 1’ bivio, km 3,0 da Pozzolo a Mandrola e km 1,2 da Coni a Rallio; tutto il resto sterrato o sentiero
Tempo di percorrenza
3h
Grado di difficoltà
Escursionistico, nessun tratto pericoloso o esposto
Segnavia
CAI 001 da Pian del Pozzo al Castellaro – CAI 173 da Castellaro a
Rallio
Dislivello
m. 530
Punto più alto
Monte Dinàvolo, 703 m.s.l.m.
 
 

I Variante : disponendo di due autovetture, se ne lascia una a Rallio (da utilizzare per il recupero) e ci si porta con l’altra a Mandrola (km 4,3 di strada asfaltata Rallio - Acquesio - Pian del Pozzo); il percorso a piedi si riduce di 1 h.
II Variante : 10 minuti dopo la vetta del monte Dinàvolo si incontra (sulla sinistra) una casetta in sasso; appena dopo si lascia il sentiero segnato e si imbocca sulla destra uno stradello, non segnato, che porta direttamente a Gattavera; si esclude il Castellaro e si risparmiano 25’.

Itinerario
Prendendo come riferimento la chiesa di Rallio, si torna indietro in discesa verso la SS 45 per pochi metri e si svolta a destra su strada asfaltata in leggera salita seguendo le indicazioni stradali “Ponte dell’Olio”,“Bassano” e “Acquesio”.
Dopo circa 5 minuti, percorsi 500 mt di strada comunale, in corrispondenza di un piccolo fabbricato a servizio dell’acquedotto (m. 339), si svolta a sinistra su stradello sterrato, che scende ad attraversare il rio Soprano (m. 302), regalando belle viste sulla Pietra Parcellara, il castello di Montechiaro, il monte Pillerone e Pigazzano, e poi risale per raggiungere la strada asfaltata nei pressi di Pozzolo. (mt 311 - 3 min).
Si svolta a destra e si cammina per 500 mt su asfalto in decisa salita, raggiungendo la frazione di Acquesio di Sotto (m. 377). (mt 377 - 7 min).
Al centro del piccolo abitato si trova un quadrivio: si prosegue diritto, in salita, in direzione di Mandrola, (segnale azienda agrituristica) lasciando alle spalle l’oratorio di Acquesio di Sotto.
Dopo 15 minuti si incontra la località di Pian del Pozzo, e con essa gli evidenti segni bianco-rossi del percorso 001 del CAI.
Si svolta a destra, trascurando a sinistra la strada sterrata che porta a Ponte dell’Olio e poi la deviazione (ancora a sinistra in discesa) verso Mansano e Carmiano, e si sale verso Mandrola (m. 565), che si raggiunge dopo altri 15 minuti, sempre seguendo i segnali bianco-rossi.
Sul percorso, sulla sinistra rispetto alla direzione di marcia, belle viste sulla val Nure. (mt 565 - 30 min).
In corrispondenza del primo edificio di Mandrola (grande portico prefabbricato) si svolta a destra su una carraia, assistiti da una freccia rossa dipinta sulla parete.
Superato il cartello che vieta la circolazione agli automezzi, si prosegue seguendo i segnavia del CAI, all’inizio poco visibili, ma evidenti dopo la prima curva.
Dopo circa 3 minuti si apre a destra un ampio panorama verso la pianura, in corrispondenza di un bivio; si svolta a sinistra, seguendo i segnavia.
Dopo altri 5 minuti si tiene ancora la sinistra, sempre assistiti dalla segnaletica CAI 001.
Si prosegue ancora per 5 minuti e, a circa 660 m. di quota, il sentiero attraversa vasti prati da cui la vista spazia verso la Pietra Parcellara e la bassa Valtrebbia. (mt 660 - 13 min).
Si prosegue per qualche minuto, si aggira una sbarra e si perviene al crinale (m. 702) che anticipa il Monte Dinàvolo; il sentiero spiana, per poi scendere leggermente.
A circa 680 m. (20 minuti da Mandrola) proprio all’inizio della pineta sommitale si giunge ad un bivio; si lascia a sinistra in discesa il sentiero segnato CAI 001 che verrà percorso in seguito, e si svolta a destra sul sentiero CAI 173. (mt 680 - 7 min).
In meno di 5 minuti si raggiunge la cima del monte Dinàvolo (m. 703), contrassegnata da una croce posta dai comuni che qui confinano (Rivergaro, Travo e Vigolzone).
Al di sopra della vegetazione la vista spazia in tutte le direzioni: volgendo lo sguardo a sud, da sinistra a destra sono evidenti il m. Osero, l’Aserei, più lontani il monte Lesima e l’Alfeo, più vicini il m. Penice, il m. Lazzaro, la Parcellara, la Perduca e il monte Pillerone; verso nord-ovest i terrazzi del pedemonte e la pianura. (mt 703 - 5 min).
Si torna indietro fino al bivio precedente, e si imbocca a destra il sentiero CAI 001, in discesa.
Dopo pochi minuti il percorso esce dal boschetto, costeggia un prato e subito compare, isolata sul rilievo, la cascina di Cà del Monte.
A una decina di minuti dalla vetta del Dinàvolo si incontra una casetta di sasso, posta alla sinistra del sentiero.

(II variante: appena dopo si può lasciare il sentiero segnato e imboccare sulla destra uno stradello, non segnato, che porta direttamente a Gattavera; si esclude la visita al Castellaro e si risparmiano 25’).

Altrimenti si prosegue diritto raggiungendo Cà del Monte (m. 617) e si scende a destra della cascina, su strada sterrata, sempre seguendo i segnavia CAI, fino ad incontrare dopo altri 10 minuti la strada asfaltata che collega Chiulano a Fellino.
Si svolta a destra e dopo qualche centinaio di metri, in corrispondenza di una baracca di lamiera, si raggiunge un bivio con una sterrata che scende a destra (m. 508)
e che verrà percorsa in seguito, dopo la visita al santuario di Castellaro.
Di fronte ha fatto la sua comparsa la chiesa di Fellino. (mt 508 - 30 min).
Si prosegue sulla strada asfaltata e, dopo pochi metri, si sale a destra, sempre su asfalto, sulla strada di uscita (segnale di divieto di accesso alle auto) del parcheggio dell’oratorio di Castellaro - m. 545.
Dopo la visita si ritorna al bivio precedente sul medesimo percorso. (mt 545 - 10 min).
Si imbocca a sinistra la strada sterrata che scende verso la val Trebbia e, dopo 100 metri, all’altezza della prima curva si lascia la carrabile e si svolta a destra su uno stradello di terra battuta, sempre seguendo i segnavia del sentiero 173, fino all’abitato di Gattavera (m. 450), dove si ritrova l’asfalto (20 minuti dal bivio).
Dopo altri 5 minuti, sempre seguendo i segnali del CAI, si svolta ancora a destra al bivio successivo, e si raggiunge la ben visibile chiesa di Dinàvolo.
Dopo pochi passi la strada diventa sterrata ed arriva al piccolo cimitero a quota m. 406, individuabile anche da lontano per gli alti cipressi. (mt 406 - 35 min).
Nel centro del tornante che aggira il cimitero, si stacca a destra un sentiero, contrassegnato dal cartello “Via di Genova” e dagli onnipresenti segnali bianco-rossi.
Lo si segue finché, dopo 15 minuti, a quota 270 m.s.m., scende ad incrociare la strada asfaltata in località Coni.
Si svolta a destra e in altri 15 minuti si ritrovano Rallio (m. 321) e il parcheggio. (mt 321 - 350 min).

Informazioni
La località è priva di negozi e di bar: per riempire lo zaino e le borracce, o anche solo per prepararsi alla gita con un buon caffè, è meglio far riferimento al paese di Rivergaro.
Le quote non elevate e la mancanza di riparo dal sole, in ampi tratti del percorso che si svolgono allo scoperto, sconsigliano la camminata nelle ore più calde delle giornate estive.
La visita al santuario del Castellaro, antico luogo di culto citato fin dal 1339, e situato sull’altura ove sorgeva il fortilizio di Fellino (di cui non rimane traccia), sarà limitata all’esterno, essendo la chiesetta normalmente chiusa; scegliendo per l’escursione il fine settimana in cui si tiene la Sagra del Castellaro (nel 2011 dal 5 all’8 agosto) si potrà visitare l’interno, ed approfittare degli invitanti stands gastronomici: salame cotto, tortelli con la coda, pisarei e fasò, maialino allo spiedo, carne alla brace, torte dolci e salate fatte in casa.
Vasti prati che si incontrano dopo un’ora di cammino, la stessa piatta cima del monte Dinàvolo, e i tavoli disposti attorno all’oratorio del Castellaro, invitano ad una sosta adatta a consumare uno spuntino o un vero pasto al sacco.
L’agriturismo Mandrola (www.agriturismomandrola.it tel. 0523/952167) sul percorso, e altri agriturismi nelle vicine località di Bassano, Cisiano, Chiulano e Bicchignano offrono con diverse modalità una degna conclusione alla giornata trascorsa all’aria aperta.
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Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

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