Pietra Parcellara e Pietra Perduca PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Venerdì 20 Settembre 2013 07:02
Pietra Perduca
Partenza
Bobbiano, frazione di Travo (PC) a 443 metri s.l.m.;
Come arrivare
• da Piacenza si percorre la SS 45 per 23 km (dalla tangenziale - Galleana) fino a Casino Agnelli, poi si svolta a destra seguendo la segnaletica e si arriva a Travo;
• entrati in paese si va dritto al primo incrocio con la strada per Statto, e si prosegue diritto verso Bobbiano, trascurando il bivio a sinistra per il campo sportivo, Caverzago e Donceto;
• si risale la valle del torrente Dorba attraversando le frazioni di Pastori e Chiosi e quindi si giunge all’altezza della chiesa e del torrione di Bobbiano (km. 7,8 dalla SS 45);
• si prosegue per 350 metri sulla strada provinciale e si parcheggia in uno slargo a sinistra della strada, in corrispondenza dell’inizio, a destra, di una strada sterrata inagibile.
TOTALE da Piacenza km 31 in circa 35 minuti
Lunghezza
13,5 km circa
Tempo di percorrenza
3 h e 45’ (compresi 40’ per la salita e la discesa dalla vetta della
Pietra Parcellara); asfalto km. 6 (km. 0,9 da Madellano a Scarniago – km. 2,4 dalla Caldarola alla Pietra Parcellara – km. 2,8 dal bivio per la Perduca a Bobbiano); tutto il resto sterrato o sentiero
Grado di difficoltà
Escursionistico
Segnavia
CAI 101 da Case di Monte Bogo al passo Caldarola – CAI 167 dal
passo Caldarola alla Pietra Parcellara – CAI 169 base-vetta Pietra
Parcellara - CAI 185 dalla Pietra Parcellara alla Pietra Perduca;
Dislivello
m. 600
Punto più alto
Vetta della Pietra Parcellara m. 836
 
 

Itinerario
Si inizia a camminare sulla strada sterrata che si stacca dalla provinciale di fronte al piazzale in cui si è parcheggiato.
Lungo la salita si incontrano alcuni tratti in cui il piano di calpestio è fortemente inciso dalle frane che hanno reso impercorribile la sterrata alle auto.
Bella vista su tutta la valle della Dorba; da sinistra
• il colle di San Giorgio e la Costa del Bulla;
• il torrione e la chiesa di Bobbiano;
• il Poggio e il monte Denavolo sullo sfondo;
• la Perduca e la Pietra Parcellara.
Dopo 20 minuti si giunge alle case di Madellano (m. 583). (mt 583 - 20 min).
Si svolta a destra su strada asfaltata, in salita, fino a raggiungere, in poco più di 10 minuti, la frazione di Scarniago.
La si attraversa e, giunti al piccolo oratorio dedicato a San Rocco, si imbocca a destra lo stradello sterrato che si stacca dalla strada asfaltata subito prima dell’oratorio stesso.
Si sale ancora per una decina di minuti, camminando sul bordo dei campi a fianco del tracciato nei punti fangosi, fino ad incrociare sul crinale Trebbia-Luretta l’evidente percorso pedonale (CAI 101) della Travo-Penice (m. 750). Si svolta a sinistra, in direzione delle case, già visibili, di Monte Bogo.
Sul fondo della val Luretta (sulla destra rispetto alla direzione di marcia ma non visibile dal tracciato) si trova un piccolo gruppo di edifici diroccati: è Casa Sanese (detta anche Alzanese), sede durante l’ultima guerra di un distaccamento dei partigiani della brigata Giustizia e Libertà.
Il vasto prato accanto al percorso è stato utilizzato dagli alleati per paracadutare gli aiuti ai ribelli.
Si raggiunge in breve l’agriturismo Monte Bogo (m. 766). (mt 766 - 25 min)
Si prosegue, e 200 metri dopo le case, in corrispondenza (a sinistra) di un piazzale da cui si gode una splendida vista sulla valle e sulle prossime mete della passeggiata, e (a destra) di un campo da calcetto del vicino agriturismo, si imbocca, a destra lungo il campo, un sentiero sempre contrassegnato dai segnavia biancorossi del CAI.
Si cammina all’interno di un bel bosco sul versante della val Luretta, prima in salita fino a quota m. 793, e poi in discesa, lungo un sentiero che, per le incisioni causate dal passaggio dei mezzi fuoristrada, può essere in alcuni tratti un po’ fangoso.
Si raggiunge la strada asfaltata che proviene dal passo di Caldarola a quota m. 738, e si svolta a sinistra (segnavia CAI 167). (mt 738 - 15 min).
SSubito all’inizio del tratto asfaltato si può notare, a bordo strada sulla sinistra, un corpo roccioso stratificato che presenta una strana forma a “S” rovesciata; si tratta dell’effetto dello scivolamento dello strato di arenaria lungo il piano di stratificazione, avvenuto prima che lo stesso diventasse roccia.
Si procede in discesa, superando prima Case Caldarola, poi, a sinistra, i bivi con le strade per Monte Bogo e quindi per Scarniago: li si trascura entrambi, proseguendo diritto sulla panoramica costa che permette l’affaccio, dal lato sinistro, sulla valle del torrente Dorba di Bobbiano (dal celtico “dubro”: acqua), e dall’altro della conca di Bobbio, cinta in lontananza dalle più alte cime della Val Trebbia.
Di fronte, svettante sull’ondulato paesaggio coltivato, la mole rocciosa della Pietra Parcellara.
Si trascura a destra la sterrata per Brodo, e si raggiunge in leggera salita un bivio, ben segnalato, con uno stradello che si stacca a destra della strada provinciale, a poca distanza dall’abitato di Pietra. (mt 680 - 30 min).
Si imbocca lo sterrato contrassegnato dai segnavia CAI 167 e in meno di 10 minuti si raggiunge il bivio con il sentiero CAI 185 che scende a sinistra; per il momento lo si ignora, proseguendo diritto, e si raggiunge l’oratorio della Pietra Parcellara (m. 730) già visibile in mezzo agli alberi.(mt 730 - 10 min).
Appena dietro l’oratorio, ben segnalato dai bolli biancorossi (CAI 169), parte il sentiero sassoso che conduce in vetta alla Pietra Parcellara alzandosi in breve tra le rocce lungo la cresta ovest.
La salita, definita “facile” dal cartello del CAI e da compiersi in 20 minuti, in realtà non è banale, soprattutto quando le condizioni atmosferiche rendono scivolosa la roccia, e richiede molta attenzione se si hanno bambini al seguito; consigliabili le calzature da montagna.
Sempre seguendo le segnalazioni e prestando attenzione si traversa verso destra seguendo una traccia di sentiero ben marcata che, passando tra le rocce, conduce in breve alla larga e spaziosa sommità (836 m).
Sulla vetta si trova una piccola croce e statuette di santi.
Lo spiazzo erboso di crinale, largo una decina si metri e completamente spoglio, permette una visuale a 360°: a nord la vallata incisa dal torrente Dorba, variamente coltivata, l’evidente “panettone” roccioso della Pietra Perduca e, più lontano, la torre di Bobbiano con la chiesa di san Michele; a sud, oltre la Pietra Marcia, serpentinite disgregata separata dalla Parcellara da una selletta, è visibile il corso mediano del Trebbia, fino a Bobbio.
Si scende sullo stesso sentiero utilizzato per salire.(mt 836 - 20 + 20 min).
Si riparte dall’oratorio sul medesimo stradello percorso all’andata; dopo pochi metri si incontra di nuovo il bivio con il sentiero CAI 185, che scende a destra.
Lo si imbocca, passando sotto i cavi della recinzione, e si scende per 10 minuti, fino a raggiungere due cancelli accostati, separati da una rete: si oltrepassa il più
grande, che sbarra la strada, si ruota di 180° e si attraversa anche l’altro, in direzione, segnalata, della Perduca.
Proseguendo diritto dopo il 1° cancello (senza attraversare il 2°) si raggiunge in pochi minuti l’agriturismo “la Madre Pietra”.(mt 675- 10 min).
A pochi minuti dal cancello si incontra un secondo cancellino, anch’esso solo accostato; lo si supera e si raggiunge, in breve, un bivio con un’altra carrareccia, he a sinistra porterebbe alla strada asfaltata: si tiene la destra, in discesa, seguendo i segnavia che poco dopo riappaiono.
Ancora qualche minuto ed il sentiero si immette in una sterrata carrozzabile: si scende a destra, ma bisogna fare attenzione al bivio, perchè da qui passa il percorso di ritorno all’auto.
Ancora 3 minuti e, giunti a poca distanza dall’abitato di Montà, ben visibile sulla destra, si incontra un nuovo bivio: lo sterrato principale svolta a destra, con uno stretto tornante, e porta al paese; si svolta invece a sinistra, sempre seguendo i segnavia CAI , e in 4 minuti si raggiunge la scalinata di accesso della Pietra Perduca.
Nel boschetto alla base della Perduca si trovano tavoli per pic-nic e una fontanella. (mt 525 - 20 min).
Si sale all’oratorio di Sant’Anna, e costeggiando il suo lato sinistro si raggiungono i gradini scavati nella roccia che portano a rimontare la dorsale, interamente percorribile con un minimo di attenzione.
Sulla cima si trova la vasca anch’essa scavata nella pietra, colonizzata dai tritoni crestati italiani.
Bel panorama circolare sulla val Dorba e su un tratto della val Trebbia. (mt 547 - 5 min).
Sul percorso già effettuato all’andata, si ritorna al bivio precedente con la strada per Montà, dove si tiene la destra, in salita, e si cammina in direzione della Pietra Parcellara.
Al bivio successivo (dieci minuti dalla Perduca) si rimane sulla carrozzabile che piega a destra, in piano, abbandonando il sentiero segnato che sale a sinistra, già percorso in discesa.
In altri 5 minuti si giunge alla strada provinciale asfaltata. (mt 567 - 15 min).
Si svolta a destra, in discesa, e in 2,8 km si raggiunge il parcheggio, ignorando i bivi per Agliarino (a sinistra), Termine Grosso e Case Foschi (a destra). (mt 443 - 35 min).

Informazioni
La zona è priva di negozi. Alcuni agriturismi si trovano sul percorso: il primo, dopo circa 45 minuti, è l’agriturismo Monte Bogo (www.montebogo.it) tel. 0523/959147-950133-950738); dopo oltre un’ora il tracciato passa a poca distanza dal secondo: la Madre Pietra (www.lamadrepietra.com) tel. 0523/950516. A poche centinaia di metri dall’arrivo si trova infine l’agriturismo Ranch Bellaria (www.agriturismobellaria.it tel. 347/4208085).
I prati circostanti l’oratorio della Pietra Parcellara e i tavoli da pic-nic con fontanella che si trovano nel boschetto alla base della Pietra Perduca invitano ad una sosta adatta a consumare uno spuntino o un vero pasto al sacco.
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Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

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