Dal passo del Penice al passo Scaparina PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Mercoledì 18 Settembre 2013 22:29
Monte Penice
Partenza
Passo Penice, frazione di Bobbio (Pc) a 1149 mt slm
Come arrivare
• Dalla tangenziale di Piacenza si percorre la SS 45 per 40,3 km, fino a Bobbio;
• entrati nel centro abitato si svolta a destra seguendo le indicazioni “passo Penice – Voghera – S.Maria”;
• si percorre la SP 461 per 12,7 km fino al Passo Penice e si parcheggia nell’ampio piazzale;
TOTALE da Piacenza km 53.0 in circa 1 ora e 10 minuti
Lunghezza
11.5 km circa, di cui asfalto 2.5 km; tutto il resto sterrato o sentiero
Tempo di percorrenza
3 h
Grado di difficoltà
Facile
Segnavia
CAI 101 dal passo Scaparina al passo Penice
Dislivello
485 mt
Punto più alto
Monte Penice , 1460 mt slm
Quando
Nella stagione invernale la salita alla vetta può essere ostacolata o resa impossibile dalla neve
Bambini
Escursione priva di tratti pericolosi o esposti; la salita alla vetta su ampio sterrato è a tratti ripida e faticosa

Itinerario
Dal piazzale si ritorna su asfalto verso Bobbio per 200 mt fino al primo tornante, al centro del quale si svolta a destra in un piccolo piazzale inghiaiato; da questo si imbocca verso destra uno stradello sassoso che si dirige verso sud.
Immediatamente si spalanca alla sinistra del percorso un ampio panorama sulla Val Trebbia: a metà versante il paese di S. Maria e, adagiato sul fondovalle, Bobbio; sull’altro fianco si riconoscono il monte S. Agostino, quindi volgendosi verso destra (sud) i solchi boscati delle Curiasche, e più dietro la cima dell’Aserei coronata dalla pineta; poi i coltivi e le borgate che si stendono lungo la strada che conduce al passo del Mercatello; ancora oltre il Carevolo, il Maggiorasca e sull’orizzonte il monte Penna.
In primo piano il bosco del Comune che ammanta la Costa Ferrata.
Guardando lungo la valle verso nord sono evidenti, in primo piano, il monte Pradegna e sullo sfondo la Parcellara; ancora più lontano il Dinavolo, il Viserano e la catena costituita dai monti Concrena, Poggio Alto e Capra a dividere la valle del Trebbia da quella del Perino; più vicini l’Armelio e il monte Gavi.
Ad una decina di minuti dalla partenza la carreggiabile svolta decisamente a sinistra con una lunga curva ad aggirare la testata dell’impluvio che sta costeggiando, e si immerge in un bel bosco di alberi d’alto fusto.
Si trascura il sentierino che si stacca verso destra al centro del tornante, proseguendo quindi sulla strada principale in leggera salita. (mt 1155 - 10 min).
Oltrepassati due ruderi in pietra si continua sempre su sterrato ampio e in ombra; ancora una decina di minuti e la strada scende leggermente a compiere una curva verso destra, in prossimità di grossi massi, su uno dei quali è dipinta una grande croce rossa.
Subito dopo il sentiero attraversa una radura, oltre la quale sono visibili i ripetitori che incombono sul bosco; ancora pochi metri e si raggiunge un incrocio contrassegnato da una fontana, esigua ma fresca.
Trascurata la strada che scende a sinistra, si prosegue tenendo la destra in leggera salita. (mt 1177 - 15 min).
Superata una casetta in sasso in località Buy, dopo un minuto si giunge ad un bivio in cui si trascura il sentiero che sale a destra, restando sullo stradello principale che prosegue a sinistra in piano.
Dopo una decina di minuti, nell’attraversamento di un’ampia fascia di pineta, da un’apertura tra gli alberi si inquadrano, verso sinistra, i monti Lesima ed Alfeo.
Ancora un quarto d’ora di cammino e il percorso esce allo scoperto offrendo una bella veduta di due dorsali: in primo piano quella che delimita il versante meridionale della valle del torrente Bobbio, con il piccolo borgo di Cernaglia circondato dai boschi; oltre a questa, il verde spartiacque che divide le valli del Carlone e del Trebbia.
Verso destra sono evidenti i pratoni sommitali della catena che va dal monte La Colla alla vetta del Lesima, con l’ampia radura dei Piani di Lesima a mezza costa.
La strada svolta a destra e si spalanca una nuova visuale sull’alta valle del torrente Bobbio, chiusa in alto dalla Cima di Vallescura e dal monte Lago; ai loro piedi sono ben visibili i tagli nel bosco eseguiti per realizzare le piste per lo sci di fondo ed un grande rifugio: più in basso la borgata di Ceci.
All’orizzonte, il monte Chiappo e le cime dell’Oltrepò Pavese.
Subito dopo al bivio si ignora la sterrata che sale a destra, e si continua a scendere leggermente verso sinistra. (mt 1175 – 35 min).
Si prosegue lungo la Costa della Scabbia, fino a quando, oltrepassato un serbatoio dell’acquedotto, lo stradello si immette in una carraia che scende da destra: si svolta a sinistra, in discesa, e pochi minuti dopo si raggiunge, a quota 1075 mt, la strada asfaltata che si imbocca verso destra, in salita.
Ancora 5 minuti e si raggiunge il passo Scaparina, dove si incrociano la provinciale che unisce il Penice al Brallo e due strade minori (una porta a un albergo, l’altra a Menconico).
Si svolta a destra, in direzione del passo Penice. (mt 1108 - 25 min).
Oltrepassato il cancello del bar-ristorante Scaparina e la palina con i cartelli del CAI, i segnali invitano a lasciare l’asfalto per seguire, nel campo a destra della strada, una debole traccia di sentiero, parzialmente cancellata dai lavori di posa di un serbatoio dell’acquedotto, che porterebbe in poche centinaia di metri ad immettersi sulla carraia principale che sale alla vetta del Penice; per evitare inutili sforzi e perdite di tempo, è meglio trascurare i segnali e proseguire sull’asfalto per 250 metri: in corrispondenza, a sinistra, di un cancello in ferro battuto, si imbocca a destra in salita la carraia di cui sopra.
Due minuti dopo si ritrova, sulla destra, il sentiero del CAI che proviene dal passo e che si è trascurato; lo si ignora nuovamente e si prosegue diritto sulla carrozzabile inghiaiata in decisa salita, costeggiando una recinzione in filo spinato sui cui pali di sostegno sono dipinti i segnavia bianco-rossi, che verranno seguiti fino all’arrivo. (mt 1115 - 5 min).
Superato il cancello di un sito ove vengono effettuati test su pannelli fotovoltaici lo stradello si restringe e diventa più ripido e sconnesso.
Sulla sinistra il panorama si apre in direzione dell’Oltrepò, dove è ben distinguibile l’abitato di Varzi, adagiato sul fondovalle.
Ad una decina di minuti dall’asfalto si rasenta il rudere in sasso di Casa Prato del Broglio (mt 1199), quindi si prosegue sul sentiero ripido per altri dieci minuti, fin quando il percorso, pur restando faticoso, entra in pineta e diventa ombreggiato.
Continuando a camminare in decisa salita, dai varchi tra gli alberi è possibile spingere lo sguardo in direzione della val Staffora.
Quando, finalmente, il sentiero spiana, attraversando una radura tra i pini, appare di fronte il grande ripetitore televisivo che occupa la cima del monte.
Usciti dalla pineta si taglia il versante prativo dominato dai tralicci e si raggiunge la strada asfaltata. Si svolta a destra, in salita, e in pochi minuti si raggiunge il santuario sulla vetta.
Da qui la vista si stende senza ostacoli in tutte le direzioni, raggiungendo nelle giornate più limpide la cerchia alpina, dominata dal magnifico gruppo del monte Rosa.
Oltre alle cime già ammirate lungo il percorso e che coronano la val Trebbia, il panorama si amplia in direzione nord, verso la Val Tidone, lungo la quale si riconosce Romagnese, e verso il Tidoncello: ben visibili i monti Aldone e Ciarello, e Pecorara ai loro piedi.
Verso sud si ammira la profonda incisione della Val d’Aveto, con il ripiano occupato dal borgo di Cariseto. (mt 1460 - 50 min).
Ridiscesi su asfalto al bivio precedente, si svolta a sinistra nel prato ma, senza imboccare lo sterrato percorso all’andata si tiene la destra, in direzione di un edificio grigio sovrastato dall’ennesimo traliccio (foto 14); appena prima di raggiungerlo si svolta a destra, in discesa, su una traccia di sentiero che costeggia il prato, guidati dai segnavia dipinti sugli alberi alla sinistra del percorso. (mt 1431 - 5 min).

Informazioni
Al passo Penice si trovano bar e ristoranti, tra cui “Lo Scarpone” (tel. 0523-933204) e il ”Replica” (tel. 335-6185396 );
sul passo Scaparina è attivo l’omonimo bar-ristorante (tel. 0523-932614);
sulla vetta del monte Penice si trova il bar-ristoro “…Fra le nuvole” (tel. 0383-574041) aperto in giugno (solo domenica) luglio e agosto (da martedì a domenica).
A meno di mezz’ora dalla partenza si incontra una fontana; un’altra fontanella è presente dietro il santuario sulla vetta.
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Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 20 Settembre 2013 06:06
 

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