Da Cà del Bulla al castello di Monteventano PDF Stampa E-mail
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Trekking - Itinerari piacentini
Scritto da Achille Menzani   
Mercoledì 18 Settembre 2013 21:39
Monteventano
Partenza
Cà del Bulla, frazione di Travo (PC) a 621 metri s.l.m.;
Come arrivare
• da Piacenza (tangenziale) si percorre la strada prov.le n. 7 in direzione di Agazzano per circa 19 km;
• un chilometro prima di Agazzano, appena prima del ponte sul Luretta, si svolta a sinistra seguendo le indicazioni “Rezzanello” e “Monticello” (si trascura il bivio per “Momeliano”);
• oltrepassati Rezzanello e Monticello, si raggiunge (e si trascura) il bivio per Missano (9,5 km dal bivio);
• si prosegue diritto per circa 500 metri, e si parcheggia lungo la strada poco prima di Cà del Bulla, che è facilmente riconoscibile per la presenza di un grande traliccio dell’alta tensione.
TOTALE da Piacenza km 29 in circa 40 minuti
Lunghezza
15 km circa: asfalto km. 7; tutto il resto sterrato o sentiero
Tempo di percorrenza
3 h e 40’
Grado di difficoltà
Escursionistico, nessun tratto pericoloso o esposto
Segnavia
CAI 101 e 205; alcuni tratti su tracce poco visibili di sentiero
Dislivello
m. 650
Punto più alto
Monte Colombano, 670 m.s.l.m.
 
 

Itinerario
Ci si incammina in leggera salita sulla strada asfaltata in direzione opposta a quella da cui si è arrivati in auto.
Pochi minuti dopo aver oltrepassato Cà del Bulla, come detto facilmente riconoscibile per la presenza di un grande traliccio elettrico, in corrispondenza del bivio, a destra, per Pradello, si apre un ampio panorama sulla val Luretta: ben riconoscibili la chiesa ed il torrione cilindrico di Monteventano.
La strada, contrassegnata dai segnavia bianco-rossi del CAI, prosegue in discesa, oltrepassando le frazioni di Costa del Grillo, Case Rotte e Cassero, e offrendo, alla propria sinistra, lo spettacolo della Pietra Parcellara e dalla Perduca, con la chiesetta incastonata sulla roccia.
Avanti, sulla sinistra, sono ben visibili la chiesa ed il torrione di Bobbiano.
A quota 520, all’altezza di una casa (sulla destra), si perviene ad un quadrivio: la strada asfaltata svolta decisamente a sinistra, per scendere a Bobbiano; i segnavia proseguono diritto, in salita verso S. Giorgio, la Caldarola ed il Penice (cartello proprietà privata); si imbocca, invece, la sterrata non segnata che scende a destra verso Cà di Paolotto. (mt 520 - 35 min).
Raggiunta la cascina, la si oltrepassa proseguendo su una traccia dello stradello che un tempo scendeva verso il Luretta descrivendo un’ampia curva, rasentando il bosco; oggi la carrareccia è scomparsa o invasa dalla vegetazione, per cui occorre scendere al guado “navigando a vista”: poco dopo la cascina si seguono le scarse tracce di passaggio dei mezzi agricoli che puntano direttamente verso il fondovalle, attraversando il prato secondo la linea di massima pendenza; poi si tiene la sinistra per passare da un campo all’altro, e, dove la pendenza si fa più ripida, si tiene la destra in direzione dell’apertura tra gli alberi che segnala la presenza del guado.
Pochi metri prima dell’acqua, verso destra si stacca uno stradello che segue il corso del Luretta, verso valle, che si trascura.
Nella foto 4 presente nella scheda dell'itinerario, scattata dal versante opposto della valle, è evidenziato il percorso da effettuare attraverso il prato. (mt 385 - 20 min).
Attraversato il torrente (foto 5), si prosegue sulla sterrata che risale il versante verso sinistra (quindi verso monte) in direzione della frazione di C. Carrè, che si raggiunge un po’ a fatica, a causa della vegetazione sul piano di calpestio. (mt 446 - 5 min).
Giunti sulla strada sterrata che dà accesso all’abitato, si svolta a destra, allontanandosi dalle case, e dopo pochi metri si imbocca, verso sinistra, in salita, la carrozzabile inghiaiata che, quasi subito, curva a destra a tornante; si prosegue in salita per una dozzina di minuti, fino alle case di Poviago. (mt 539 - 14 min).
Attraversato il piccolo borgo si trova la strada asfaltata, che si imbocca a sinistra, in leggera salita.
Si prosegue tra ampi panorami verso il monte Lazzaro e la testata della val Luretta, rasentando le poche case di Sordello, che si lasciano in basso a sinistra, per arrivare finalmente all’abitato di Case Colombani.
Tenendo sempre la destra tra le abitazioni, si imbocca la strada sterrata sulla quale si ritrova il segnavia CAI (sentiero 205). (mt 641 - 20 min).
Si percorre la sterrata di crinale, tra ampi panorami verso entrambi i versanti: a destra la val Luretta di Monteventano, con la Parcellara sullo sfondo; a sinistra la val Luretta di San Gabriele.
Dopo poco più di ¼ d’ora occorre fare attenzione, perchè, all’altezza di un manufatto in calcestruzzo dell’acquedotto, si lascia lo stradello, che prosegue a sinistra in discesa, e si entra a destra nel bosco, guidati dai segnavia.
Dopo altri 5 minuti lo stradello svolta a destra nel campo, ma si prosegue sul sentiero segnato a sinistra, nel boschetto che si assottiglia sempre più.
Ancora 5 minuti e il sentiero sbocca in una radura incolta. (mt 600 - 25 min).
Non si attraversa lo spiazzo, ma si tiene la destra costeggiando il limitare del bosco per pochi metri, per immettersi quindi a sinistra in uno stradello sterrato che prosegue nella medesima direzione, in discesa a fianco della radura, sempre seguendo gli scarsi segnavia.
Poco dopo si rientra nella striscia alberata, camminando a poca distanza dai campi circostanti, e un paio di minuti dopo occorre fare attenzione al segnavia, dipinto sul fianco destro di un albero, che segnala il punto in cui di deve abbandonare il sentiero, che scende a sinistra, e uscire a destra nel prato con radi alberi, su cui sono dipinti altri segnavia; si continua a scendere, costeggiando il bosco, che resta sulla sinistra.
Ancora qualche minuto e, in corrispondenza di una svolta a destra del sentiero, da uno spiazzo sulla sinistra si ha la prima, splendida vista sulla chiesa e sul torrione di Monteventano. (mt 555 - 8 min).
Si prosegue sul sentiero che rientra nel bosco sulla destra, poi scende ripido a zig zag tra alberi bruciati da un incendio, fino ad incrociare la strada asfaltata. (mt 510 - 4 min).
Si svolta a sinistra, si superano le case di Sgraffignana prima e Lassano poi (fontana), quindi ad un bivio si svolta a destra seguendo l’indicazione stradale per Monteventano; guidati anche dai segnali stradali turistici, si gira attorno alla chiesa e si raggiunge il prato antistante al torrione. (mt 420 - 23 min).
Dopo aver ammirato il piccolo borgo, si imbocca, sulla sinistra dell’accesso al prato, il sentiero contrassegnato dal cartello metallico “P03 – al Luretta”, (foto 12). che scende, senza segnavia ma senza possibilità di errore, ad incrociare la strada asfaltata; si svolta a destra verso monte e, dopo un centinaio di metri, si ritrova a sinistra il cartello che indica il punto in cui il sentiero ricomincia.
Si scende quindi fino alla strada, asfaltata, che corre a fianco del torrente Luretta. (mt 297 - 10 min).
Si svolta a destra e presto si incontra il guado automobilistico; volendo, si può percorrere il ponticello pedonale che supera il torrente alla destra del guado.
Si continua sull’asfalto, si supera una casa isolata, poi una doppia curva a sinistra e a destra consente il superamento del piccolo nucleo di la Regola; quando la strada asfaltata svolta decisamente a sinistra, la si abbandona e si svolta a destra, su una sterrata che sale diritto costeggiando i campi. (mt 316 - 6 min).
A poca distanza dalla cascina Corradini di Sotto si lascia la sterrata, che prosegue a destra verso le case, e si continua diritto su mulattiera in terra battuta, seguendo il cartello “continua” (foto 15). Lungo il percorso è visibile, sulla sinistra, il castello di Monticello. (mt 395 - 10 min).
Dopo 5 minuti si svolta a sinistra sullo stradello che sale da Corradini, e in altri 5 minuti si raggiunge la bella casa in sasso di Mulazzi, sulla sinistra rispetto al percorso.
Proprio all’incrocio con la carrozzabile inghiaiata che collega Mulazzi alla strada di costa, con svolta stretta a destra si imbocca una mulattiera che sale nel bosco. (mt 462 - 10 min).
Lo stradello prosegue senza segnavia, ma presenta alcuni bolli blu affissi sui tronchi, a indicare il sentiero percorso dai cavalli, di cui si vedono spesso le tracce.
Ci sono comunque poche alternative: occorre sempre salire verso la costa, che appare nei tratti allo scoperto, individuabile per il grande traliccio dell’alta tensione.
Nell’ultima parte il sentiero si perde tra i campi, ma è sufficiente seguire la traccia che punta diritta verso il crinale per raggiungere la strada asfaltata che congiunge Monticello con Ca’ del Bulla. (mt 590 - 20 min).
Si svolta a destra sulla carrozzabile, si supera il bivio, a sinistra, per Zucca d’Uomo e, a destra, per Missano, e si raggiunge il punto di partenza e l’autovettura. (mt 621 - 10 min).

Informazioni
La località di partenza è priva di negozi e bar; a Monticello, pochi chilometri prima della partenza, è presente la Vecchia Osteria del Cacciatore (tel 0523/979203); poco oltre, è ben visibile sulla destra della strada una fontana con vasca.
A Lassano, pochi minuti prima di Monteventano, si passa accanto ad una fontana (senza indicazioni sulla potabilità dell’acqua).
Scarica la scheda (con immagini)
Scarica la mappa
Itinerario compilato da Achille Menzani - www.piacenzasera.it

 

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