È un percorso a pan di zucchero quello che,
dai 674 metri del passo della Scoffera, sale costantemente
e senza troppi scossoni, ai 1080 metri del valico del monte
Lavagnola, lungo l'Alta Via dei Monti Liguri. Un percorso,
tuttavia, evocativo e, come vedremo, "funzionale".
Il primo tratto si svolge su strada, cioè su quella
Statale 45 "della val Trebbia" cantata anche da
una celebre poesia di Giorgio Caproni. Anche se il poeta
rievoca un viaggio, in corriera, tutto scossoni e
sobbalzi mentre l'escursionista, sull'asfalto, si muove
come sul velluto.
Una prima diramazione, sulla destra, conduce, ancora
su strada, in un castagneto. Poi, oltre la Colla dei Rossi,
a quota 846, si procede lungo il sentiero di crinale e proseguendo,
a mezza costa, lungo le pendici dei monti Lavagnola e Montaldo.
Giunti al valico del Lavagnola, si propone, anzi si impone
una variante. Variante piuttosto impegnativa ma molto
interessante, e un escursionista "vero" difficilmente
resiste alla tentazione: anche se ci vogliono quasi sei ore,
da qui (occhio all'orologio, guai a farsi sorprendere
dal buio) per salire prima sulla vetta del monte, quindi
a Torriglia, infine sulla vetta del monte Antola.
Due ore circa richiede il tratto fra il monte Lavagnola e
Torriglia, lungo una mulattiera morbida (segnavia triangolo
giallo vuoto) che attraversa un bosco misto e lembi
di prateria.
Quindi Torriglia, rinomata località di villeggiatura
dei genovesi.
Il sentiero per l'Antola (segnavia due cerchi gialli pieni)
prende il via nella parte superiore del paese, presso il
capolinea dell'Amt, sul lato sinistro della strada principale.
Imboccando via Colombo si fiancheggia un rivolo,
lo si supera fino a lambire Acquabona; incrociando una
prima volta la strada asfaltata ci si dirige verso nord,
lasciandosi alle spalle l'agglomerato rurale. Costeggiando
le fasce si raggiunge un bivio: si prende a sinistra e poco
dopo nuovamente a destra, incontrando e calcando
più volte l'antica mulattiera. Raggiunta Donetta merita
una breve deviazione il colle di Pian della Torre, (1162
m) che sovrasta l'abitato: ottimo punto panoramico e
custode di un sito archeologico che testimonia
l'esistenza di un'antica torre.
Passata Donetta (l000 m) si trova di nuovo l'antica carovaniera
con pavimentazione in pietra. Procedendo in diagonale,
si guadagna quota verso il contrafforte sud-occidentale del
Monte Prelà; lungo le sue pendici nord-orientali hanno
origine le sorgenti del Trebbia e dello Scrivia. A maggio
il maggiociondolo sviluppa splendidi grappoli, penduli e
lunghi, di fiori gialli.
Al Passo del Colletto (1286 m) si costeggia dapprima il versante
della val Pentemina, immersi nel bosco, per poi spostarsi
sul lato opposto affacciato sulla Val Trebbia, con un'ampia
vista sul bacino del Brugneto. Procedendo verso nord, si
arriva sulla dorsale e oltrepassa una sella prativa;
una volta tagliate le pendici del Monte Duso (1451m), la
pista si affaccia nuovamente sulla Val Brevenna.
Da Casa del Piccetto (1384m) ci si sposta sul versante della
Val Trebbia, in leggera discesa, fino a raggiungere
l'area picnic della Colletta delle Cianazze (1343 m). Si
sale nella faggeta fino a incontrare la mulattiera proveniente
da Bavastrelli. Ai margini del bosco non è raro
sorprendere su un albero, la poiana.. I più fortunati
potranno avvistare esemplari di daini e caprioli.Il
sentiero procede ancora nella faggeta fino a sbucare di fronte
alla piramide erbosa dell'Antola (1537m). Prima della cima
si trova la cappelletta del 1907. La cima dell'Antola è straordinario
punto panoramico: nelle giornate limpide è ineguagliabile
la vista che spazia a 360° sull'orizzonte.
Fabrizio Calzia
(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del
23/02/07)
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