“Se il Comune di Genova vuole risolvere
il problema della sistemazione dei “pezzi” della
mostra di Germano Celant, “Arti & Architettura 1900-2000”,
noi di
Rovegno possiamo collaborare.
Siamo disponibili ad ospitare quelle opere. Montate nel nostro
territorio, possono diventare un’attrazione turistica,
attirare visitatori e far conoscere la nostra vallata. Ma
non abbiamo soldi. Con il nostro bilancio, non possiamo permetterci
il trasporto di quelle installazioni, altrimenti non paghiamo
gli stipendi ai dipendente. Se Palazzo Tursi le porta a Rovegno,
siamo pronti a sistemarle e a mantenere le opere di una delle
iniziative adottate per Genova 2004. In fondo anche per il
capoluogo ligure si manterrebbe nel tempo il messaggio di
quell’anno, di una investitura culturale.”
Giuseppe Isola, da un paio d’anni è il primo
cittadino di Rovegno, il paese dei suoi genitori, un grappolo
di case arrampicate sulle colline, al confine con l’Emilia.
E lancia la proposta alla giunta comunale di Genova e a Palazzo
Ducale. Docente di scienze naturali all’istituto tecnico
Caboto di Chiavari, (fino allo scorso anno al Gobetti di Sampierdarena),
cinquantaseienne, per poter svolgere il suo incarico ogni
giorno fa il pendolare con Genova. Ma questi impegni onerosi
non gli hanno impedito di vistare la mostra e di seguire il
dibattito aperto sulle opere che hanno diviso la città:
per alcuni i pezzi erano splendidi, per altri sono stati messaggi
d’arte incomprensibili.
”Ho letto –spiega Isola- che Palazzo Tursi ei
Ducale hanno alcuni problemi sulla collocazione di queste
opere. E mi è venuta l’idea di proporre questa
soluzione.”
Dunque, questa estate, i villeggianti di Rovegno (seicento
residenti, che triplicano d’estate) e tutta la
Valtrebbia
potranno vedere, assieme ai paesaggi dei boschi e dei prati,
la cisterna dorata di Hans Hollein sistemata in piazza Fontane
Marose e i Teatro del Mondo di Aldo Rossi, montato a Caricamento,
a fianco di Palazzo San Giorgio e di cui da qualche giorno
procedono le operazioni di smontaggio.
“Se il Comune di Genova –dice Isola- trasporterà
lungo la Statale 45 queste opere (ma anche le altre) fino
a Rovegno, noi troveremo gli spazi per valorizzare al meglio
queste opere. Non vogliamo fare i preziosi. Ma un comune come
il nostro, non può sopportare queste spese, neppure
assumersi l’onere di una spesa del solo trasporto.”
La domanda inevitabile è questa: ma cosa spinge il
sindaco di Rovegno ad offrire ospitalità a queste installazioni?
”Tra le principali risorse di Rovegno –dice- c’è
il turismo. Un turismo senza pretese, fatto di villeggianti.
Gente che in questa terra ha le radici e che d’estate
riapre la casa dei vecchi. O famiglie con figli che cercano
il fresco e non vogliono tenere i bimbi in città, ma
non vogliono andare lontano. L’idea è quella
di poter offrire una cosa in più da vedere a loro,
ma anche ad altri, magari ai visitatori domenicali. E se tra
questi ultimi qualcuno venisse a Rovegno per vedere i pezzi
della mostra, ma scoprisse anche la Valtrebbia, quest’angolo
di Liguria, e magari decidesse di ritornare, per me sarebbe
un motivo di soddisfazione.
Giuliano Macciò