«Io
posso dire una sola cosa: finche sarò io il sindaco
di Rovegno, questa malaugurata ipotesi non sarà
mai realtà. Siamo pronti a combattere con tutte
le nostre forze. E ribadisco un concetto: i clandestini
non li vogliamo, perché sono irregolari e non
devono entrare. E tanto meno li vogliamo qui a Rovegno».
E che cosa farete se l'ipotesi dovesse avverarsi? «Ah,
un buon generale non svela i suoi movimenti - sorride
Isola - ma posso garantire che faremo il possibile e
l'impossibile per impedirlo. E posso anticiparvi che
qui, ovviamente, la gente è già inferocita».
Nervosismo emerge anche dalle parole di Roberto Costa,
presidente dell'
Ente Parco Antola
(di cui fa parte sia il territorio di Savignone che
quello di Rovegno), che esordisce così: «Sono
sbigottito, sia come presidente dell'Ente Parco che
come cittadino. Io non ho le competenze per discutere
la valenza di questi Cpt, ma discuto eccome la scelta
di un sito come Savignone o Rovegno. Regione e Provincia
sono contrarie ad avere questi centri a Genova, dove
ci sarebbero fior di siti come la caserma di Bolzaneto
o quella di Sturla, e ora vogliono sbolognarli nell'entroterra?
Eh no, signori, troppo facile accanirsi contro i deboli,
e snaturare un territorio. E poi, come minimo, prima
di prendere una decisione sarebbe corretto interpellare
le istituzioni locali».
Il sindaco di Rovegno rincara ulteriormente la dose:
«Vorrei anche ricordare una cosa molto importante.
L'ex colonia fascista di Rovegno, che era di proprietà
del Comune, due anni e mezzo fa è stata venduta
ad una società milanese, che si era impegnata
ufficialmente con noi per trasformarla in un centro
per anziani o per disabili o comunque in qualcosa di
costruttivo per la comunità, non risponde certo
a questi requisiti un centro per l'accoglienza ai clandestini
extracomunitari». Insomma, qui tira davvero brutta
aria.