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Quarant'anni insieme, festa per sette coppie

Il sindaco di Rovegno Isola consegna il tallero di bronzo alle sette coppie
Il sindaco di Rovegno Isola consegna
il tallero di bronzo alle sette coppie
«Per i primi cinque anni si fa tanto l'amore, i cinque seguenti si litiga, e da lì in avanti ci si sopporta». L'elisir di lunga vita matrimoniale lo snocciola Mario Ronco, sotto l'occhio compiaciuto della gentil consorte Marisa, forte di otto lustri di sposalizio felice alle spalle. Mario e Marisa sono il tandem di punta di un gruppo di sette coppie, tutte originarie di Rovegno, che nel 2007 hanno raggiunto il quarantesimo anniversario di matrimonio e che, amici da una vita, hanno deciso di festeggiarlo insieme. I magnifici quattordici (formazione: Mario e Marisa Ronco, Annamaria e Mauro Isola, Massimo e Tina Rettagliata, Luca e Giancarla Recchia, Pino ed Enza Poggi, Paolo e Marisa Barbieri) si sono dati appuntamento domenica scorsa alla chiesa di Rovegno, dove si sono accomodati davanti all'altare, tutti in fila come bravi e sorridenti soldatini, per rinnovare il rito nuziale dell'ormai lontano 1967. A celebrare la messa, con allegro sottofondo di chitarre, con il parroco don Giacomo Ferraglio c'è anche il giovane don Roberto Isola, figlio di Annamaria e Mauro, e nei primi banchi della chiesa non manca il sindaco con fascia tricolore, l'ennesimo signor Isola (Giuseppe, detto Pinuccio, al suo secondo mandato) di questo arcipelago dove tutti si conoscono e si vogliono bene. Uno dei segreti di questi matrimoni inossidabili in tempi di divorzi stile fast food, secondo gli interessati, è proprio questo: il paese è piccolo, la gente magari mormora ma nello stesso tempo costituisce un microcosmo unito e forte. Poi il resto lo fa l'aria buona, la semplicità dei costumi, la forza degli antichi valori. «Ma quello che conta è prima di tutto è essere davvero innamorati - filosofeggia romanticamente Anna Maria, una bella signora bionda dagli occhi truccati d'azzurro, ton sur ton con le iridi - solo questo dà la vera forza per portare avanti un matrimonio per quarant'anni». «Si vede che il 1967 era un'annata buona» - sorride il suo figliolo don Roberto, prima di infilarsi i paramenti sacri e dare il via alla celebrazione. Le altre coppie annuiscono, convinte. E convengono anche sulla teoria iniziale di Mario Ronco: bisogna imparare a sopportarsi, ad avere pazienza l'uno con l'altro, a saper suddividere le colpe, ad imparare l'uno dall'altro. La fedeltà? Assoluta, ripetono in coro, ed è chiaro, comunque, che se anche ci fosse stata qualche scappatella, questa è l'occasione meno propizia per fare coming out.
Si parla anche, senza imbarazzi di sorta, di convivenze, Pacs, e simili modernismi. Chiaro che per queste coppie nei secoli fedeli il matrimonio resta la miglior scelta di vita, ma l'abitudine delle coppie più giovani a scegliere di vivere more uxorio non crea particolari pregiudizi e viene generalmente accettata («adesso è di moda» si sentenzia), anche se non sempre condivisa. I patti di solidarietà piacciono molto meno, e comunque le coppie appaiono tutte molto sollevate dal fatto che i figli (quando non hanno scelto l'abito talare come don Roberto) hanno contratto regolare matrimonio e hanno regalato fior di nipotini, molti dei quali schierati come chierichetti nella fausta occasione.
La funzione procede nella chiesa dove si stipa quasi tutto il paese. Don Roberto, a cui è affidata l'omelia, parla di grande avvenimento per la comunità intera, e celebra la giornata come una festa per una normalità che diventa speciale, per una fedeltà che si celebra nella quotidianità. Dopo la preghiera di benedizione per gli "sposini", il sindaco officia una brevissima cerimonia laica, e consegna alle coppie di quarantennale esperienza il Tallero di bronzo, moneta simbolo di Rovegno. Al termine, non manca il lancio di riso. Per finire in bellezza, la fila di auto con sposi, figli, nipoti e invitati si sposta in carovana verso la frazione di Casanova, al ristorante Tomasi, dove si festeggia davanti a una tavola imbandita, con tanto di brindisi finale.
Mara Queirolo
Don Roberto durante la funzione
Don Roberto durante la funzione
Il brindisi al ristorante
Il brindisi al ristorante

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 01/10/07)

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