La Regione Liguria, con bando pubblicato
nei giorni scorsi, ha stanziato 1.700.000 euro per il recupero
di casolari e fabbricati ad uso abitativo posti nell'entroterra
ligure, finalizzati alla conservazione e valorizzazione dell'architettura
tradizionale.
Obiettivo del progetto regionale è tutelare l'architettura
tradizionale ligure nell'ambito rurale, salvaguardando il
paesaggio tradizionale delle alture liguri, attraverso il
contributo pubblico per accedere al quale è necessario
soddisfare una serie di requisiti. Gli immobili devono essere
isolati o far parte di piccoli nuclei rurali con meno di cinquanta
residenti, la cui costruzione originaria sia anteriore all'anno
1900. Possono ricevere il contributo gli immobili utilizzati
come abitazione o per attività funzionali all'agricoltura,
alla pastorizia o alla coltura del bosco (ad esempio fienili,
seccarecci, stalle, mulini, muri di sostegno di fasce, ecc).
Tra le varie possibilità di finanziamento rientrano
gli interventi di manutenzione straordinaria e risanamento
conservativo, compresi tutti quegli interventi necessari alla
conservazione dell'edificio, ad esempio opere di consolidamento
strutturale (sottofondazioni, ricostruzione conservando le
stesse caratteristiche costruttive delle parti pericolanti,
rifacimento tetti con gli stessi materiali locali, ecc).
Considerato che lo scopo dei finanziamenti è finalizzato
alla conservazione delle caratteristiche tipologiche dei fabbricati
nel rispetto dell'architettura rurale, non possono essere
usati elementi o materiali che non siano tipici del contesto
rurale architettonico tipico del nostro entroterra. I contributi
partono da 20.000 euro nel caso di intervento riferito al
recupero o restauro di un singolo edificio rurale, fino ad
un massimo di 30.000 euro qualora l'intervento sia finalizzato
al recupero di fondi rustici di pertinenza di attività
agricola.
Tutte le relative informazioni potranno essere richieste oltre
che alla Regione Liguria, a tutti gli enti pubblici locali,
alle Comunità Montane, ed agli enti Parco.
Geom. Franco Garbarino
(Questo articolo è stato tratto dal N° 13 del 14/04/05
del settimanale "La Trebbia")
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