Rivive a Montebruno nella festa di S. Antonio la tradizionale benedizione degli animali PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Montebruno
Scritto da Veronica Magistrati   
Giovedì 28 Gennaio 2016 00:00

La benedizione degli animali

Quando un gruppo di giovani di Montebruno decide di organizzare, come quando si era bambini, la Tradizionale benedizione degli animali per la Festa di Sant'Antonio, allora è proprio li, in quel momento, che l'anima delle antiche tradizioni contadine rivive. Basta tirare fuori qualche foto degli anni '80, quando ancora questa ricorrenza raccoglieva centinaia di persone e animali fuori dal Santuario, per far rivivere il ricordo dei propri nonni e la volontà di recuperare quelle tradizioni che ci legavano profondamente alla Terra e al lavoro su di essa.
Don Pietro Cazzulo è ben felice, e gentilmente accoglie la richiesta dei giovani, fissando per domenica 17 Gennaio alle ore 11.15 la SS. Messa, con a seguire la benedizione del bestiame.
I mezzi di informazione sono cambiati, c'è chi crea un gruppo su WhatsApp per spargere la voce e far arrivare più bestie possibile da ogni angolo della valle, c'è chi pubblica il nuovo evento sulle pagine dei Social, c'è chi si offre di portare del vino bianco, un po' di focaccia e salame per festeggiare e soprattutto condividere un momento importante della vita contadina che era andato perduto.
Poi cosa manca?? Beh, i protagonisti devono essere gli animali...che siano da compagnia, da salotto, da stalla o da pollaio non c'è che da scegliere e, per fortuna, da qualche anno, quest'ultimi stanno tornando a ripopolare la Verde Valle.
Chi al mattino si sveglia presto per scegliere la gallina più bella e metterla nella gabbia, chi va nella stalla sfidando il freddo per pulire e lustrare il cavallo o per addobbarlo a festa con fronzoli colorati e campanelli. Poi c'è anche qualche giovane che, dal bestiame, è tornato a trarne lavoro e allora c'è posto anche per qualche vacca da latte, vitello e qualche capra dispettosa. Dal cagnolino da compagnia al cane da caccia, dal cavallo da traino al cavallo da passeggio, tutti si sono presentati davanti alla bellissima e storica scalinata del Santuario per ricevere la benedizione di Don Pietro.
Quella stessa benedizione che nella fede contadina assumeva un significato quasi esistenziale, poiché per mezzo di quasi tutti quegli stessi animali ci si procurava il sostentamento necessario, nella fatica di ogni giorno.
Io la foresta, l'ho vissuta così, ho visto per un attimo quello spirito della tradizione e quell'autenticità che anima ancora i paesi in Val Trebbia e la volontà di ritrovarlo di quella stessa generazione che troppo spesso oggi viene criticata.
Chissà che il prossimo anno questo stesso gruppo di ragazzi, non trovi ancora una volta la volontà di far rivivere, a chi come me non l'ha conosciuta, l'atmosfera delle tradizioni autentiche, della passione contadina e della vita valligiana di una volta.
Si ringrazia Don Pietro Cazzullo per la disponibilità.

Veronica Magistrati

(Articolo tratto dal N° 3 del 28/01/2016 del settimanale “La Trebbia”)

 

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