Alpe - Luciano come Ninin...Generazione di fenomeni PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Gorreto
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 07 Febbraio 2008 01:00
Il cancello verde in ferro battuto ha chiuso da poco i suoi battenti a testimoniare che anche Luciano e Carla hanno posto il sigillo alla loro dimora Valtrebbina.
Sono due Alpesi d.o.c, due figli dei nostri monti che soltanto per un brevissimo periodo invernale raggiungono la città di mare sotto la Lanterna che li ha visti combattenti vincitori di una guerra fatta di sacrifici nei migliori anni della loro vita, una battaglia, che è stata ed è garante di un futuro migliore per loro e per le loro generazioni a venire.
Quel cancello chiuso suona come una bestemmia al loro amore per la nostra terra, quel cancello pare una forzatura alla loro passione e al loro star bene, quel cancello inizia già d'ora a dare segni di cedimento ribellandosi a una chiusura che è quanto di più innaturale possa esistere. Percorri poche centinaia di metri nel più assoluto silenzio e nel più completo deserto arrivando all'altro capo del paese, dove un'altra casa chiusa ci sorprende, ci mette il sorriso in bocca e ci suona tanto di eresia. Liberi la fantasia e t'immagini il nostro simpatico Ninin, altro Alpe d.o.c, arzillo e simpatico uomo del 1924, imprigionato dalla malinconia e stizzito come un bufalo, mentre vaga per le vie della grande città sul mare. Anche in questo caso, come nel primo, è scontato ricordare quel vecchio adagio tanto in uso: "Cosa non si farebbe per accontentare i figli..."
Genova è una prigione dorata per chi ama la propria terra più di ogni cosa al mondo, Genova è il purgatorio mal sopportato per chi ha lasciato il cuore nella Valle.
Figli di una Valle che ti entra nel cuore, figli di una terra dura e aspra, figli di una terra che vuole sempre riportarti tra le sue braccia. In riva al mare la noia mal si sopporta e allora nessuna sorpresa se l'amico Luciano avrà oliato le sue sapienti mani d'artista e domani ci regalerà un altro presepe da ricordare, niente sussulti se il salino avrà dato corso al parto di nuovi ingegnosi capolavori solo da ammirare.
Anche gli uomini della montagna, anche gli uomini senza laurea da appendere alla parete hanno ingegno e sensibilità, hanno amore vero dietro l'apparente scorza dura, hanno regali da fare agli altri.
Generazione di fenomeni canta il gruppo emiliano degli Stadio, credo che nessun altro motivo meglio si addica al caso nostro, nessuna canzone meglio si presta a definire gli uomini della nostra terra, attori di primo piano di una generazione che ci ha condotto senza clamori ma con tanta fatica al benessere dei nostri giorni.
Quel cancello verde in ferro battuto aprirà presto i suoi battenti e le caprette faranno festa al ritorno dell'uomo che quotidianamente si prende cura di loro, quel cancello ancora chiuso pare impazzito, impaziente di riaprire le sue braccia.
Poche centinaia di metri, all'altro capo del paese un altro uscio pare mandare rumori strani mentre ironicamente ostenta un sorriso ai pochi passanti. "Non crederete davvero che la porta stia ancora chiusa a lungo..." Ninin è già sulla strada del ritorno! Non può stare a lungo lontano...
Un dolcissimo cane abbaia già festoso e scodinzola all'impazzata sentendo profumo di ritorno... Poche settimane ancora e la vita tra i monti riprenderà la sua meravigliosa normalità.

Giampiero Zanardi

(Questo articolo è stato tratto dal N° 5 del 07/02/08 del settimanale "La Trebbia")
 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting