| Alpe, un affettuoso ricordo per Raffaele Armanini "Maffì" |
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| Rassegna stampa - Gorreto | |||
| Scritto da Giampiero Zanardi | |||
| Giovedì 05 Giugno 2008 01:00 | |||
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Pur a distanza di tempo anche noi vogliamo ricordare il simpatico "Maffì" con le parole dell'amico Giampiero Zanardi. A pensarci bene sembra che il tempo non sia davvero passato. A pensarci bene l'inverno è già alle porte senza canti di sirene e roboanti clamori. A pensarci bene pare proprio che visi e voci familiari non abbiano mai smesso di respirare la nostra aria di ogni giorno. Eppure, nel mese di dicembre, mese spia dell' inequivo¬cabile fine di un altro anno, un altro viso noto e da tutti amato, ha lasciato per sempre Alpe e la vita terrena. La moglie Caterina non è la sola vedova, le figlie Patrizia e Andreina e le nipoti non sono le sole donne ad aver perso un grande affetto: tutti noi Alpesi abbiamo perso un consorte, un parente, un famigliare caro e sincero, ricco di una grande umiltà e sorprendente nel farsi amare. Farsi voler bene non è prerogativa di tutti, farsi amare davvero è cosa di pochi e il nostro caro Raffaele Armanini, noto a tutti come "Maffì" è riuscito in questa impresa. Alpe sempre nel cuore e nei suoi pensieri, l'antico mulino, retaggio di paterna scia, sangue che non ha mai smesso di scorrere nelle sue vene, la farina frutto della fatica e del sudore, la sola polvere bianca miracolosa e vera, che non ha mai cessato di beatificarne l'anima. Non ultima la famiglia, unico e vero punto di partenza e d'arrivo di una vita vissuta sotto il segno di Cristo. Ti salutiamo così con un ricordo fatto di simpatia e di nostalgia, con un velo di tristezza ma con tanta cristiana speranza. Ti salutiamo mentre le pale del tuo antico mulino girano nel nostro immaginario sotto la spinta impetuosa dell'acqua. La vita terrena ha segnato il suo arrivo, la vita eterna sull'onda della forza e della spinta dell'acqua continua e continuerà a far girare all'infinito le pale del mulino dei ricordi. Alpe come una sposa innamorata e gelosa, dall'alto vigilerà sorniona e sorridente... Nei nostri cuori la speranza che, dal cielo, tu possa sussurrare a nostro Signore di amare come un figlio ultimogenito e più coccolato questo nostro paese, i suoi abitanti e tutti noi valtrebbini. (Questo articolo è stato tratto dal N° 21 del 05/06/08 del settimanale "La Trebbia")
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