Alpe. Il vecchio e il bambino PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Gorreto
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 23 Novembre 2006 00:00

Il vecchio e il bambino

Un duetto musicale tra Francesco Guccini e Claudio Baglioni, due poesie e due spartiti che riempiono il cuore di dolce ed amaro, una sola sceneggiatura, dipinta però, con modi e tonalità ben distinte: il tema dell'età avanzata.
Sono parole struggenti che fanno gonfiare il petto e tenere il respiro, sono fotografie sbiadite di antica memoria, nonché scene dell'osservato di tutti i giorni, sono chiodi capaci di scalfire il cuore più duro, sono moviola del vissuto e proiezione del tempo futuro, sono il quotidiano che spesso si trascura perché troppo ingombrante.
Le parole del cantautore romano..."I vecchi chiusi in cucina se viene qualcuno, i vecchi tosse secca che non dormono di notte, i vecchi che portano il mangiare per i gatti e come i gatti frugano tra i rifiuti, i vecchi che non sono mai cresciuti, i vecchi soli come ì pali della luce, i vecchi sulle panchine dei giardini succhiano fili d'aria ed un vento di ricordi, i vecchi con gli occhiali per vederci da vicino e misurar le gocce..."
Risponde l'emiliano... "Un vecchio ed un bambino si presero per mano ed andarono insieme incontro alla sera, il giorno cadeva, il vecchio parlava e piano piangeva. Con l'anima assente e gli occhi bagnati seguiva il ricordo di miti passati, i vecchi subiscono le ingiurie degli anni, non sanno distinguere il vero dai sogni...Il bimbo ristette, lo sguardo era triste e gli occhi guardavano cose mai viste e poi disse al vecchio con voce sognante: mi piacciono le fiabe, raccontane altre..."
Un tema forte quello della terza età, una parentesi che spesso si tiene ben segregata per non ascoltare la voce del cuore e della coscienza, una corda intonata per la folle corsa, disastrosamente stonata, dei nostri giorni;  un  argomento volutamente emarginato, fintanto che la vita non ci mette davanti al bivio: solo allora comprendiamo davvero che anche le profonde rughe sono parte della nostra vita, quelle nostre e quelle dei nostri simili.
Le parole dei cantautori ed i loro ritmi lenti, scattano volutamente fotografie ampie e generalizzate dell'argomento, dandoci un quadro, che può apparire persino esasperato, ma, purtroppo, spesso accade, che, la realtà superi la fantasia...
Ma il grande cuore dell'uomo mostra anche icone che sono esempi in positivo, per rispetto e gestione quotidiana di chi è segnato dal tempo: anche nella nostra Valle spesso e volentieri col cuore si vince... Vorrei dedicare queste righe al caro "Ballè", storica figura di Alpe, a lui ed a chi, ogni giorno, gli permette amorevolmente, di camminare verso i cento...A lui, che immagino "camminare incontro alla sera" aggrappato al pronipote Alessandro,(che chiamare bambino è puro eufemismo...) brillante ed intraprendente figlio della nuova generazione, fasciato nella sua, ben identificabile ed inconfondibile divisa, che ne certifica un profondo impegno senza soluzione di continuità nei Volontari del Soccorso della nostra città di mare, davvero degno del più alto encomio.
Generazioni a confronto, generazioni avvinghiate ed integre che si passano il sano testimone: anche questa è la Val Trebbia, questo è l'oggi, e con questi valori tramandati, questo sarà anche il domani. Giovani vestiti del colore della solidarietà, dell'impegno e del primo soccorso, giovani che vestono il colore dell'emergenza come Alessandro, sono la garanzia che il domani non potrà essere a tinte grigie. A passeggio nel paese, sostegno e secondo bastone dell'antico e amato bisavolo, sfrecciante ed amorevolmente attivo negli interventi con l'auto col lampeggiante nella grande città: poco spazio ai comuni e comodi bla-bla, solo tanti fatti, al servizio degli altri. "Il vecchio ed il bambino si presero per mano e andarono insieme incontro alla sera...Il vecchio diceva, guardando lontano: immagina questo coperto di grano, immagina i frutti, immagina i fiori e pensa ai colori ed in questa pianura fin dove si perde, crescevano gli alberi e tutto era verde, cadeva la pioggia, segnavano i soli il ritmo dell'uomo e delle stagioni."
"I vecchi, se avessi un'auto da caricarne tanti, mi piacerebbe un giorno portarli al mare, arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio tutti quanti..."
Cantano i cantautori, cantiamo con loro e facciamo nostre le canzoni che vengono dal cuore! Cordialmente.

Giampiero Zanardi

(Questo articolo è stato tratto dal N° 39 del 23/11/06 del settimanale "La Trebbia")
 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting