Alpe - Il ragazzo dei narcisi PDF Stampa E-mail
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Rassegna stampa - Gorreto
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 30 Aprile 2009 00:00

Quel ragazzetto sui 12/14 anni, che negli anni sessanta portava le sue mucche al pascolo verso Casa del Romano e tornando a casa donava mazzi di narcisi al nuovo sacerdote appena arrivato nel paese di Alpe, non è cambiato.
Un pizzico di vergogna ed un velo di genuina timidezza ancora oggi spadroneggiano sul suo viso quando incontri i suoi occhi.

Direbbe ancora, oggi come allora: "Ce ne sono tanti sui monti ... ". Direbbe poche parole, oggi come allora, ma farebbe .. .In questo verbo fare, così facile e snello da pronunciare e da scrivere, così apparentemente scarno e banale, è raccolta la storia della  sua  vita.   In  queste quattro lettere che sembrano sgorgare dalle labbra come uno scioglilingua si può dav­vero sintetizzare tutta un'esi­stenza fatta di gentilezza, di rispetto verso gli altri e verso le regole che governano il civile e sereno vivere in una comunità.

Dario non conosce l'arro­ganza ed il sopruso, l'indiffe­renza e l'esibizionismo, non familiarizza con l'ingiustizia e la cattiveria, non digerisce l'indole malvagia e l'apparire ad ogni costo. Dario è ancora oggi un pianeta verde ed incontaminato. Conosce e gli è riconosciuto da tutti, solo, il silenzioso ma tangibile fare.

lo che scrivo di lui ed ho anche l'orgoglioso privilegio di esserne cugino, posso dire d'aver imparato a conoscerlo davvero nel momento buio in cui la mia spia rossa ha dato segnali di vita. A pensarci bene, non è stato affatto casuale, perché l'esserci e porgerti la mano nei momenti della difficoltà e del biso­gno, è un po' la sua grande, straordinaria, e mai chiassosa prerogativa.

Oggi, con il mare final­mente in quiete, con un po' di chioma in meno ed un po' di saggezza in più, posso definirlo senza dubbio alcuno, la mia ombra e la mia coscienza, il mio amico ed il mio con­sigliere, il mio avvocato e il mio satellitare; il mio punto di riferimento incapace di voltarmi le spalle.

Potrei spendere fiumi di parole e non sarebbero mai abbastanza, potrei dire e raccontare, potrei, potrei ... Voglio solo ringraziare la vita che mi ha permesso di sco­prirne l'altra sua faccia della medaglia, quel rovescio, che lo scorrere rapido e facile dei miei giorni, non mi aveva, per molti anni, consentito di scru­tare in profondità. Il tutto bene e la velocità d'azione talvolta non permettono di osservare nel profondo e andare oltre le apparenze, quelle
che, di lui e per lui, sono giustamente coreografie prive d'alcun significato.

Poi, nel difficile, quando fermarsi è d'obbligo, ci s'ac­corge allora che ogni persona, prima o poi, incontra, durante il cammino terreno, una mano tesa, sorprendente e ferma, di un qualcuno che mai si sarebbe immaginato prima. Eppure, quella mano era così vicina, così facile da toccare... Mai ci si era accorti di quanto calore emanasse ... Sembra impossibile... ! Ma noi sap­piamo bene che le cose belle e brutte della vita, quelle che sono capaci di modificare e stravolgere tutto, arrivano d'incanto, senza preavviso e senza squilli di trombe ... !
Dario, questo uomo mite e sensibile ha da sempre la mano facile e ben disposta, questo uomo magro e taci­turno con la chioma grigia come la cenere, è un gancio in mezzo al cielo capace di tra­scinarti via dalle onde lunghe ed impetuose. Questo uomo forte e coraggioso è stato capace di rompere un muro antico ed andare oltre la Valle quando la vita, per sfida e per stravagante scommessa, l'ha voluto misurare sul terreno dei sentimenti proponendogli di vivere l'altra sua metà, quella Gina, d'isolano Casamento, che come lui, è incapace di sottrarsi indifferente ai tanti S.O.S. che arrivano.

Il battito del sentimento, così forte e così lontano, si presentò ai suoi occhi e al suo cuore come la più naturale e scontata delle imprese. Com­piere un'impresa è di solito azione di forza e di coraggio, rispondere al sentimento è impresa di solo cuore.

Facile a dirsi, difficile a farsi ... Per lui un fatto nella nor­malità, per molti sicuramente un fatto fuori dall'ordinaria portata. Dalla Valle più aspra e dura, al mare dell'isola di Lipari per portare tra i nostri monti il profumo di mare e di salsedine, dalle terre vicino al Monte Carmo alla sabbia più fine di una delle Sette Sorelle che campeggiano davanti allo Stretto, dai pifferi e dalle fisar­moniche alla dolce musica delle onde per rispondere al richiamo dell'amore. Facile a dirsi, difficile a farsi ... Scar­dinare questo antico retaggio con la più spietata naturalezza è stato solo l'ennesimo colpo d'ali dell'avamposto del suo saper e voler fare.

E se immaginiamo il fuoco di sbarramento che può aver trovato un audace Valtrebbino che andando contro corrente affronta il nuovo non curante dell' antica mentalità e dei preconcetti che ancora negli anni settanta-ottanta alber­gavano nella nostra terra nei confronti di quello che non era targato col più stretto dialetto nostrano, possiamo comprendere la forza ed il coraggio di questo uomo silenzioso .. .! fatti che il tempo ha poi elaborato senz'appello, altro non sono stati se non il risultato scontato e meritato.

Quel ragazzetto sui 12/14 anni che negli anni sessanta regalava mazzi di narcisi al prete "furestu" non è mai cambiato ... Quel ragazzetto sui 12/14 anni che negli anni sessanta regalava mazzi di narcisi a un dolce uomo vestito di nero non cambierà mai ... Possiamo essere certi che nel suo cuore e nel suo cervello non ci saranno mai inversioni di rotta. Immaginia­moci allora la nostra aria Valtrebbina inebriata dal dolce profumo di prati imbiancati di narcisi... !


Giovanni Zanardi


(Articolo tratto dal N° 16 del 30/04/09 del settimanale “La Trebbia”)

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