Alpe. Una storia da raccontare PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Gorreto
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 14 Aprile 2011 00:00
Come due veri amici, come due compagni d'avventura, come due che erano davvero uno solo. Non è un gioco di parole, ma un connubio durato anni all'insegna del feeling più intenso e sincero, una storia da raccontare anche se nella realtà bastava solo guardarli per restare affascinati dall'amore e dalla sintonia che i loro occhi sprigionavano. L'uomo è una vera roccia, una forza della natura, che incurante della carta d'identità che lo segnala tra i pochi superstiti di quella classe di ferro chiamata "quelli del 1924", riesce in totale autonomia a essere tutt'oggi tra i più fattivi personaggi  che gravitano nel pianeta Alpe. L'altro, il cane dal pelo bianco era conosciuto da tutti come Pilly: Pilly il fedele cane di Ninin. Una coppia bene assortita che colorava le giornate nel paese abbarbicato sui monti, una coppia che viaggiando sempre in tandem sprigionava affetto e simpatia nel cuore di chi li incontrava. L'uno e l'altro, le due mezze mele che naturalmente coalizzate facevano un tutt'uno di poetico e maestoso. Poi, venne l'inverno, questo duro inverno che ci ha appena salutato. Quando uomo e cane si avventurano sotto la Lanterna per sfuggire alle ingiurie del tempo, trainati dalle sollecitazioni degli affetti, ancora non sapevano che il ritorno tra le montagne avrebbe visto, purtroppo, un solo attore. La coppia si è sfaldata. Sotto il peso degli anni e della malattia il povero Pilly ha lasciato il suo padrone, non c'è stata separazione consensuale e neppure divorzio, c'è stato il doloroso arrendersi al volere del cielo e del tempo che inesorabilmente passa. Ora è già il nuovo. Oggi il bianco quattro zampe non accompagna più il suo padrone ed amico in ogni suo passo. Incontrare l'uomo nelle strade di Alpe ti lascia un velo di tristezza e di malinconia, incontrare Ninin senza il suo fedele compagno è un male dentro,   anche   perché una patina di reale vuoto accampa negli occhi dell'antico uomo. Guardandolo negli occhi non puoi fare a meno di farti divorare dal dispiacere nel pensare a quanto quest'uomo abbia sof­ferto, ed ancora soffra, la perdita del suo fedele amico. Storia di un cane, in apparenza una storia banale come mille altre. Eppure anche un quattro zampe è capace di entrare nell'anima e lasciare il segno. In questo mare burra­scoso che ci inghiotte, in questi anni tem­pestosi dove anche gli affetti più profondi spesso hanno durata ridotta, un salvagente viene cercato e trovato nell'affetto verso gli animali. Questi esseri in apparenza solo istinto hanno il cuore grande e non tradiscono mai. E' di questi giorni la notizia del cane d'oltre Manica morto di infarto dopo la morte del suo padrone in attività.
Non succedono per caso questi episodi di solo amore. Anche i nostri monti ne sono buoni testimoni e raccontano storie d'amore tra uomini e animali...


Giampiero Zanardi

 

(Articolo tratto dal N° 15 del 14/04/2011 del settimanale “La Trebbia”)

 

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