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Bosco. "Per arrivare a casa dobbiamo attraversare un vero guado" |
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Rassegna stampa -
Gorreto
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Scritto da Corriere Mercantile
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Mercoledì 29 Dicembre 2010 00:00 |
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Per arrivare a casa bisogna attraversare un torrente senza nome, che d'estate - e più in generale quando non piove - è un piccolo e modesto corso d'acqua, ma che durante la stagione delle piogge diventa un vero e proprio torrente, con una forza d'acqua che, in più di una circostanza, ne impedisce il passaggio, a meno di non voler correre deliberatamente il rischio. La storia - reale - è quella della frazione di Bosco, all'interno del Comune di Gorreto: due case, quella di Dino Forni e della figlia Federica, sono separate dalla strada da questo vero e proprio guado, che spesso diventa insormontabile. E così sono costretti, in casi eccezionali, a dormire in macchina, senza rientrare a casa, per evitare di essere sovrastati dalla piena dell'anonimo fiume. "Siamo costretti a vivere in condizioni a dir poco precarie - racconta Dino Forni - Quando piove restiamo isolati: se siamo fuori casa non possiamo rientrare, se invece siamo in casa non possiamo più uscire. In autunno e in inverno la situazione diventa davvero insostenibile: una volta siamo caduti in acqua mentre cercavamo di attraversare il fiume, e poi siamo stati stati costretti a dormire tutta la notte, fradici, in auto. Il risultato? Una bronchite". |
E dire che le segnalazioni nel corso degli anni si sono sprecate, a quanto sembra invano. "Siamo solo riusciti a far riparare una grossa voragine che si era formata - continua Forni - Perchè la situazione non è sempre stata questa: prima c'era un passaggio, un pò artigianale: l'acqua veniva convogliata in alcune tubature che passavano sotto il terreno, permettendo il passaggio. Alla prima piena, però, questo sistema è saltato, e da allora non è più stato sostituito. Eppure esistono soluzioni alternative: noi da tempo proponiamo una passerella, che risolverebbe anche il problema della posta." Già, il problema della posta, perchè per lungo tempo il postino, preoccupato dalle condizioni della strada, si è rifiutato di consegnare le lettere a domicilio. "Una questione già risolta - continua Forni - Adesso però resta sul tavolo questo problema, ovvero il nostro isolamento. Si tratta di un disagio vero e proprio, ogni volta rischiamo di essere trasportati a valle dalla piena del fiume, oppure siamo costretti a dormire all'aperto. Nel 2011 sembra un'assurdità, anche perchè la frazione Bosco si è andata via via svuotando , e non è certo in questo modo che si tiene vivo l'entroterra ligure. Che il Comune non abbia soldi per asfaltare la strada lo capiamo. E non chiediamo neanche di ripristinare il vecchio sistema con i tubi. Più semplicemente abbiamo proposto l'idea di una passerella, tutto qui. E facciamo appello a tutte le istituzioni coinvolte, Comune, Regione, Provincia e Comunità Montana affinchè di diano da fare e cerchino di risolvere il più presto possibile un problema che si trascina davvero da troppi anni.". (p.r.) (Articolo tratto dal Corriere Mercantile del 29/12/2010)
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Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Gennaio 2011 18:47 |