Fontanigorda rinasce con un bouquet di bimbi PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Fontanigorda
Scritto da Il Secolo XIX   
Venerdì 26 Agosto 2011 00:00
I bimbi di Fontanigorda
Da sinistra in senso orario: Jacopo, Renato, Diego, Desiree e, in basso, Emma (da Il Secolo XIX)

«Non so se basterà. Ma alla riunione in cui tenterò di salvare il nostro Comune, porterò i nomi di questi cinque bambini. Questo paese non muore. Rinasce».
Ercole Andrea Franceschi, primo cittadino di Fontanigorda, lista civica con simpatie a centrosinistra, assicura che lotterà fino alla fine, per salvare il suo Comune dall'accorpamento con le amministrazioni vicine. Giulio Tremonti ha imposto la chiusura dei comuni al di sotto dei mille abitanti. Questo paesino dell'alta Val Trebbia ne conta 281. Pochi per sperare di sfangarla. Magli eventi fanno credere in un nuovo Rinascimento di avamposti a rischio abbandono come questo. Desirée, Emma, Renato, Jacopo, Diego.Tra gennaio e aprile, quest'anno, il Comune di Fontanigorda ha accolto cinque nuovi minuscoli cittadini. L'anno scorso nessun fiocco, sul portone del Municipio tirato a lucido - 90 mila euro di fondi europei spesi in facciata e ristrutturazione prima che si intuisse la storia degli accorpamenti -, e neppure l'anno prima. L'ultimo nato, prima dei magnifici cinque, è il figlio della barista. Ma parliamo di tre anni fa. Per trovare cinque culle tutte assieme, invece, bisogna correre indietro nel tempo fino al 1974.

Straordinaria coincidenza? Riduttivo. «Qui se vuoi lavorare un posto lo trovi - svela il suo perché l'assessore ed ex sindaco Pippo Rivanera, ex ferroviere da quindici anni prestato alla politica - e se vuoi inventartelo, il territorio ti stende ponti d'oro».
Chi se l'è letteralmente inventato, un mestiere, è il papà di Emma, un frugoletto nato il 25 gennaio scorso, seconda tra i cinque. Aldo Speroni è di Genova, e non ha parenti né ricordi d'infanzia legati a Fontanigorda. Ha scelto questo territorio semplicemente per amore dell'elemento del quale più è ricco. Il legno. «È laureato in Scienze Forestali, e ama la natura da sempre nonostante i suoi abbiano fatto tutt'altro», racconta la moglie Teresa. Compra alberi, li abbatte e li trasforma in legname da rivendere. Ultimamente si è specializzato anche nella produzione di "cippato", una sorta di pellet per usi industriali. «Oddio, va bene - risponde Teresa quando le chiedi se l'avventura stia producendo frutti - però la Regione potrebbe aiutare di più esperienze come la nostra. Aldo ha un trattore troppo grande, per questi sentieri impervi e stretti. Ma se la cava lo stesso».
Ma cosa porta giovani del ventunesimo secolo a scegliere di abitare ai confini della provincia? «Qui non ci sono code per iscrivere tuo figlio all'asilo - sorride la mamma di Emma -nel futuro tuttavia uh po' di preoccupazione c'è». Chi come lei ha 25 anni, spera in un Comune un po' meno vecchio, in grado di rispondere anche alle esigenze delle giovani coppie «che si spera in futuro possano diventare ancora di più».
Altra famiglia, altra storia. L'11 febbraio scorso la comunità si è arricchita di Jacopo Abrassi, figlio di Marco ed Elisabetta. Lei è farmacista nel vicino centro di Rovegno, lui monta impianti di condizionamento e fa il pendolare tra Genova e il tetto della Liguria. «Cosa mostrerò a Jacopo di questo posto quando raggiungerà l'età della coscienza? Lo porterò a conoscere Valeria, l'unica abitante del paesino abbandonato che si chiama Borzine. Si trova sopra a Canale (frazione di Fontanigorda, ndr). Ci arrivi solo a piedi, e il vero tesoro di questo luogo è l'anziana che lo presidia. Nonostante tutto attorno, il paesino sia ormai un centro fantasma». Come a dire, l'abbandono si combatte guardando negli occhi chi dà esempio di coraggio, chi non cede.   
Farmacisti, ma sulla piazza della chiesa dei santi Antonio e Giacomo, a Fontanigorda, sono anche Irene e Davide Grasso, genitori del vispissimo Renato, sette mesi tra una decina di giorni. Le farmacie sono istituzioni ambite e importanti, veri e propri presìdi sociali. Meglio essere conosciuti e magari del posto, o per lo meno della vallata. «Macché - risponde Irene - siamo di Genova. Io lavoravo a Sampierdarena, lui a Quinto. Entrambi eravamo dipendenti, e ambivamo a costruire qualcosa di nostro. Ci siamo guardati intorno e abbiamo saputo che la Santo Stefano era in vendita». Beh, almeno qui ci venivano in villeggiatura. «Non lo scriva - sussurra - ma non sapevo neppure dove fosse, Fontanigorda».
Fontanigorda si trova tra Rovegno e Montebruno, 840 metri sul livello del mare. I vicini centri di Barbagelata e Fascia si contendono il primato di borgo più alto della regione."Fonta" è un centro affollato all'inverosimile nel corso dell'estate, popolato solo da temerari, spesso bianco di neve e gelido di galaverna durante la lunga stagione invernale. Il segreto dell inaspettato boom di nascite? Il vicesindaco Maurizio Rapuzzi è certo che risieda anche nell'economicità del bene-casa. «Una casa in affitto la trovi anche a duecento euro - spiega - dignitosa, eh, mica un buco. E lo sa quanto costava un sessanta metri quadri in centro paese, non un tugurio ma una casa vera immediatamente abitabile? Ventisettemila euro. Giuro».
Fosse per Matteo Biggi, il mondo finirebbe a pochi chilometri da questo piccolo centro. «Io sono di qui, la mia compagna Manuela di Torriglia -spiega - ci siamo conosciuti ballando il liscio, una passione di entrambi. Ora siamo pazzi di Desirée. Dove dovremmo voler scappare?». Per un imprenditore edile come lui lavoro, nell'intorno, ce n'è sempre. E di mondo da scoprire, per Desirée, ce n'è per così. «La porterò a conoscere il bosco delle fate, il posto più bello dove si possa sognare di portare una bimba -spiega Matteo, mani di chi si dà da fare e un sorriso senza la minima traccia si stress - ma mi piacerebbe anche farle vedere presto le Lungaie, un altro bosco fantastico poco più in su». Alberi, benessere del corpo, edilizia. E acqua. A dar lavoro a Cristina e Andrea Benazzi, genitori dell'ultimo nato, Diego, ci ha pensato la fonte Altavalle, stabilimento di acqua minerale di Rovegno. «Cosa manca qui? L'asilo nido - confessa Cristina - per il resto c'è tutto. Abbiamo una banca, farmacisti che ci ordinano di tutto, l'ufficio postale, il dottore e qualche negozio. Chi sceglie di rimanere in un paese, come noi, non ha bisogno di mille. fronzoli e stimoli. Respiri bene e la macchina non la usi mai. La miglior vita che si possa desiderare».
Nello splendido borgo di Casoni, frazione a un paio di chilometri da Fontanigorda, si celebra la ricorrenza di San Bartolomeo. A dir messa c'è un sacerdote che ha fatto "carriera" lontano, ma quando può toma sempre qui. Don Giorgio Ferretti è il segretario del vescovo di Frosinone, monsignor Ambrogio Spreafico, ma si occupa anche di missioni. «Se questi bambini cresceranno qui, nello spirito del Vangelo e con l'educazione alla vita che questo entroterra da sempre assicura, non potrà che essere un bene per la costruzione di un mondo migliore». A casa del signor Andrea "Romano" Ferretti (come nei migliori paesi i cognomi sono sempre gli stessi), come dopo ogni processione del santo si brinda con del buon bianco. Da poco il padrone di casa è diventato nonno di Filippo.. «Che però non conta perché non abita qui». «Brindiamo a tutti questi bambini - sorride con mezzo paese nel tinello - sono il futuro di questa bella valle».

Daniele Grillo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 26/08/2011)

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Agosto 2011 22:29
 

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