Parchi, risorse dimezzate. Rischio speculazioni PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Parco dell'Antola
Scritto da Il Secolo XIX   
Domenica 04 Luglio 2010 00:00

Roma. Rischiano di sparire molti dei 24 parchi nazionali italiani. L'allarme è stato lanciato dal presidente di Federparchi Giampiero Sammuri dopo aver scoperto che, all'articolo 7 della manovra economica tuttora in fase di realizzazione, è previsto un taglio del 50% dei fondi destinati alle aree protette. In un solo colpo, quindi, i 50 milioni di euro che ogni anno servono per mantenere in funzione le aree potrebbero scendere a 25. «Tagliando in questo modo le risorse i parchi rischierebbero seriamente di chiudere - ha spiegato Sammuri -c'è il pericolo di non avere i soldi per pagare le bollette e gli stipendi dei dipendenti. Solo queste spese assorbono già il 50% di tutto il nostro budget». Per Domenico Pappaterra, presidente del Parco nazionale del Pollino, gli effetti di questi tagli metterebbero «a rischio anche i piani anti-incendio per i quali ogni anno lo Stato impiega 300 milioni di euro».

Ma per i Verdi la decurtazione del 50% dei fondi destinati alle aree protette nasconde un altro rischio: quello della speculazione. «Con la metà dei fondi a disposizione si porterà l'intero sistema al collasso - si legge nel dossier realizzato dal presidente Angelo Bonelli - in questo modo si faciliterà l'arrivo dei privati che hanno tutto l'interesse a gestire l'indotto che ruota intorno alle aree protette».

Ma il mondo dei parchi nazionali in Italia se da un lato serve a dare un contributo decisivo alla salvaguardia dei paesaggi nazionali, dall'altro è anche un forte attrattore turistico che richiama ogni anno milioni di visitatori. Nel report redatto dai Verdi, infatti, si legge che il giro d'affari annuo è di circa 2 miliardi di euro. Nel settore, inoltre, ci sono complessivamente 86000 occupati (4.000 diretti, 17.000 nell'indotto dei servizi, 65.000 nell'indotto del turismo, dell'agricoltura, dell'artigianato, del commercio). Le aree attrezzate sono 2450 e ogni anno in Italia sono 34 milioni i turisti che preferiscono trascorrere le vacanze nelle 24 aree protette. Inoltre per quanto riguarda la salvaguardia di animali e piante, nel nostro Paese i parchi tutelano oltre 57mila specie animali e più di seimila specie vegetali: il 50% dell'intera flora europea. Dalle attività dei parchi, poi, non bisogna escludere anche la tutela di ben 1700 centri storici sparsi in tutta la penisola. Sull'argomento è intervenuto anche il capogruppo in commissione ambiente del Senato Roberto Della Seta (Pd). «Condannare a morte i parchi nazionali -ha spiegato - è un atto di stupidità anche in termini economici visto il contributo che il territorio protetto fornisce alle diverse economie, dal turismo all'agricoltura di qualità».

C.G.

 

Dalla Liguria un grido di allarme: “Senza soldi siamo costretti a chiudere”

Genova. L'assessore regionale all'Ambiente, Renata Briano non va tanto per il sottile quando parla della manovra economica del governo: «Un attacco del centrodestra al sistema dei parchi» dice. E il portavoce dei sei parchi regionali liguri, Roberto Costa, presidente del parco dell' Antola avverte: «Nel 2010 i tagli sono già stati decisi, per i prossimi due anni pensiamo che sia addirittura a rischio la sopravvivenza del sistema».

In Liguria i parchi regionali sono sei: Antola, Beigua, Portofino, Aveto, Alpi Liguri e Montemarcello Magra. Presidiano la linea verde tra lo spartiacque montano e il mare. Ma soprattutto dicono di essere, sono, «una sorta di moltiplicatore dei finanziamenti e di agenzia di sviluppo di territori deboli» spiega Costa. «La manovra del governo spazza via tutto questo - insiste Briano - come se l'ambiente non contasse nulla nella politica del governo».

Se il 2011 e il 2012 potrebbero essere gli anni della resa dei parchi (non solo di quelli liguri), il 2010 per gli enti parco liguri è stato un assaggio di quello che potrebbe accadere ad esempio con la cancellazione dei Fas (fondi per le aree sottoutilizzate) 350 milioni di euro che il governo non ha ancora sbloccato e che la Regione Liguria, con la manovra alle porte e la necessità di risparmiare per finanziare in servizi indispensabili, non è in grado di anticipare. Di quei 350 milioni ai parchi liguri ne sarebbero andati circa una decina sia per gli interventi ambientali sia per il miglioramento della rete escursionistica. Invece è tutto fermo, compresi progetti importanti come l'itinerario ciclo pedonale della "Via del Mare", collegamento tra Lombardia e Liguria per l'Expo di Milano. «Dicono che dobbiamo risparmiare, che costiamo tanto, ma il problema non possono essere gli stipendi dei 20 dipendenti che lavorano per i nostri parchi - conclude Costa - e neppure l'indennità dei presidenti che guadagnano come il sindaco di un piccolo comune. A noi i sacrifici vanno bene, ma l'importante è che l'ambiente abbia pari dignità con gli altri settori».

 

Al.Cost.

(Articoli tratti da Il Secolo XIX del 04/07/2010)

 

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