Lo “sherpa” che fa rivivere il rifugio dell’Antola PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Parco dell'Antola
Scritto da Il Secolo XIX   
Giovedì 25 Marzo 2010 00:00
Gianfranco Caforio Da un paio di mesi gli abitanti (pochi ma buoni) di Bavastrelli, una delle storiche porte dell'Antola nonché deliziosa frazioncina del comune di Propata, vedono transitare uno strano personaggio che, apparentemente indifferente alle condizioni del tempo, ogni venerdì appare nel piccolo borgo e sparisce su verso la montagna, per riapparire poi come un folletto buono il lunedì successivo. A seconda delle giornate, il tipo è munito di racchette da neve o sci da fondo ma la caratteristica costante è l'enorme zaino che porta sulla schiena e un paio di taniche a tracolla. Un vecchio abitante del luogo commenta, mezzo ammirato e mezzo ironico: "Ou belin, u camalla cumme a mae mùa" (tradotto: o cavolo, porta pesi come la mia mula). Alcuni ciaspolatori domenicali, vinta la naturale diffidenza, lo hanno avvicinato all'interno del rifugio "Parco Antola" e, sentiti invitanti profumi provenienti dalle cucine, hanno coraggiosamente affrontato montagne di polenta circondate da laghi di sugo di salsiccia, innevate da spolverate di parmigiano.
Il personaggio in questione si chiama Gianfranco Caforio, detto "lo sherpa dell'Antola", ed è un cinquantaquattrenne genovese da sempre appassionato di montagne, "di quelle vere" dice lui, "con la A maiuscola di Alpi non quella minuscola di appennini", oltre che alpinista di valore con varie esperienze in rifugi delle Alpi Marittime. In attesa di un nuovo gestore definitivo (che arriverà presto) sì sta attivando alla gestione provvisoria di questo rifugio, per conto della sezione ligure del Cai. In condizione di estrema difficoltà, in silenzio e a denti stretti come i veri uomini di montagna sanno fare, sta garantendo un riparo riscaldato e un piatto di polenta a quanti in questi weekend salgono all'Antola per godersi la meravigliosa neve di quest'anno dato positivo di questo inverno polare. Ma proprio questa meraviglia rende faticosa la gestione, interrotta un po' bruscamente, lo scorso 28 dicembre, dal gestore precedente Marco Garbarino, proprio alla vigilia di copiose nevicate che hanno reso problematico il rifornimento del rifugio, non raggiungibile da alcun mezzo in questa stagione.
Da allora le condizioni meteo sono state spesso veramente proibitive con temperature anche di 15 gradi sotto lo zero e raffiche di vento che martedì 9, solo per fare un esempio, hanno superato i 100 chilometri all'ora.
Tutto è stato poi complicato da un guasto del gruppo elettrogeno di supporto ai pannelli fotovoltaici, continuamente sepolti dalle nevicate o funzionanti solo parzialmente a causa della copertura nuvolosa, in un inverno con temperature medie di oltre tre gradi inferiori a quelle dei precedenti cinque anni e un numero di nevicate veramente straordinario. In tutto questo è capitato lo "sherpa" Gianfranco, che accoglie tutti con un sorriso, una stretta di mano e magari un amichevole "vaffa" se non si rispettano tutte le regole del rifugio, ma con tutto il calore umano di cui è capace anche lassù, a 1500 di quota e meno 12 di temperatura.

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 25/03/2010)

 

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