|
Un matrimonio d’amore, naufraga dopo soli due anni. La famiglia Garbarino di Rapallo, padre, madre e un figlio oggi ventottenne, nel 2007 salì sull’Antola per inseguire il sogno di vivere in montagna, offrire ospitalità e buona cucina a venti minuti dalla vetta più amata dagli escursionisti genovesi. Nei giorni scorsi, inviando gli auguri di Natale ad amici e conoscenti, i Garbarino hanno annunciato con poche parole che a breve lasceranno «con rammarico» la gestione del rifugio Parco Antola. «Saremo aperti fino al 31 dicembre - spiega il padre, Mario - serviremo il cenone ai nostri ospiti, tra l’altro le prenotazioni sono esaurite, l’indomani mattina prepareremo la colazione per tutti, poi chiuderemo». Annuncio choc per gli escursionisti, il rifugio sull’Antola è stato un traguardo inseguito per decenni dal Cai genovese e alle loro orecchie suona malissimo sentir parlare di “ultimo” cenone. «Ma il rifugio non chiuderà - garantisce Roberto Costa, presidente dell’ente Parco Antola - dovessi tenerlo aperto io». «E comunque non sarà necessario - continua - il Cai ligure ci ha garantito che lo manterrà aperto come previsto dai calendari concordati fino a primavera e quanto prima emetterà un bando per scegliere un nuovo gestore. Questa struttura è troppo importante. Le informazioni sul bando e sulle prossime aperture possono essere chieste al Cai ligure, al numero 010/592122». Il rifugio è stato inaugurato nel 2007, costruito ex novo a 1.460 metri di altitudine. Da decenni il Cai sperava nella riapertura dei vecchi i rifugi Musante e Bensa sulla vetta della montagna. Il progetto era naufragato di fronte ai dinieghi dei proprietari degli storici edifici. Fino a quando l’Ente Parco Antola ha scelto la strada alternativa della costruzione di una struttura nuova. Il rifugio è costato 1.200.000 euro, finanziati da Cipe, Regione Liguria, Ente Parco e Fondazione Carige che ha contribuito con 250.000 euro. La proprietà appartiene all’ente parco, la gestione è del Cai che però essendo un’associazione di volontariato a sua volta appalta, su concorso, la gestione a privati.
Nel 2007 è stata scelta la famiglia Garbarino, composta da papà Mario, all’epoca portuale a Rapallo, mamma Lisetta e Marco, impiegato del porto di Rapallo con un diploma da tecnico forestale e il sogno di metterlo in pratica. Il contratto sarebbe scaduto a fine 2010. Se ne vanno un anno prima. Perchè? «Abbiamo chiesto una riduzione dell’affitto - spiega Marco - che l’anno prossimo sarà di 1.200 euro al mese, davvero troppi. Poi la struttura è piena di problemi di manutenzione che, nonostante le nostre segnalazioni, non sono stati risolti». «L’importo dell’affitto era noto ai Garbarino dall’inizio - replica Costa -. Si potrebbe riconsiderarlo ma solo alla scadenza, prima non è possibile, siamo un ente pubblico e abbiamo regole da rispettare. Quanto alla manutenzione meglio lasciar perdere... Ci siamo sempre adoperati per risolvere ogni problema. Quella è una struttura ad alto contenuto tecnologico, ha un impianto energetico fotovoltaico che va sfruttato a dovere ed eventualmente integrato col riscaldamento a legna. Certo, se nessuno va a tagliarla...». Come in ogni divorzio è difficile lasciarsi senza rancore.
Daniela Altimani (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 27/12/09)
Leggi il comunicato stampa del Parco dell'Antola
Leggi l'articolo "Antola, malore della titolare, annullato il cenone al rifugio"
|