Brace del barbecue sui vestiti, giovane gravemente ustionato PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Parco dell'Antola
Scritto da Marco Gallione   
Martedì 05 Agosto 2008 01:00
Erano da poco passate le 11 e stava preparando la brace per il barbecue per il pranzo quando un tizzone ha sfiorato la sua maglietta che ha iniziato a bruciare. Marco Garbarino, 26 anni, gestore del Rifugio Monte Antola, non se ne è accorto subito. È andato avanti con il suo lavoro davanti al rifugio super tecnologico che ha in gestione da un anno (l'energia viene garantita da pannelli solari, mentre l'acqua è purificata tramite ionizzazione). Solo quando le fiamme hanno iniziato a divorare la maglietta e anche i pantaloni, il giovane ha lanciato un urlo di terrore e ha incominciato a correre lungo il prato antistante il rifugio. La madre da lontano ha visto la scena: suo figlio trasformato in torcia umana che correva. La donna però non si è persa d'animo, è corsa all'interno dell'albergo a prendere delle coperte e gliele ha buttate addosso nel tentativo di spegnere le fiamme. Il suo tempismo è stato fondamentale per salvare la vita a Marco. Il ragazzo, originario di Rapallo, ha subito comunque ustioni nelle mani, ad un braccio e, la più grave, sotto un orecchio. Subito sono scattati i soccorsi. Sul posto è intervenuto un elicottero dei vigili del fuoco. I medici dell'equipaggio gli hanno prestato i primi soccorsi, quindi hanno trasferito il giovane all'ospedale Villa Scassi, a Sampierdarena, dove ha sede il Centro grandi ustionati. Marco Garbarino ha ustioni sul 30 per cento del corpo ed è in prognosi riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. Racconta il padre Mario che da quando, nel luglio dello scorso anno, il figlio ha deciso di prendere in gestione il rifugio ha lasciato il suo lavoro al porto di Rapallo per trasferirsi sull'Antola: «I medici mi hanno spiegato che almeno per le prossime 48 ore Marco è da considerarsi in prognosi riservata. L'ustione sul collo è piuttosto profonda e quella, dicono i sanitari, è una posizione delicata. Potrebbero esserci delle infezioni». Ora al capezzale di Marco, che è sempre rimasto cosciente, ci sono la madre e tanti amici, mentre il padre e il fratello sono tornati al rifugio del Monte Antola che in questo periodo dell'anno è meta di moltissimi escursionisti. Situato nel comune di Propata a 1460 metri di altezza è raggiungibile solo a piedi ed è punto di appoggio per molti escursionisti.

I.Vi.

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 05/08/08)
 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Menu Comunità

Wall

Ricerca Comunità

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting