Rendez vous sull'Antola riapre la cappella dei Bucci PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Parco dell'Antola
Scritto da Marco Gallione   
Giovedì 11 Settembre 2008 01:00
La cappella dei Bucci prima del restauro
La cappella dei Bucci prima del restauro
La festa per il restauro di un'antica cappella si unirà al piacere di un'escursione settembrina domenica prossima sull'Antola. Chi arriverà in mattinata sul passo del Colletto, luogo suggestivo sullo spartiacque tra la Valpentemina e la Valbrevenna, avrà infatti l'occasione di partecipare all'intitolazione della Cappella dei Bucci. Con tanto di brindisi a base di vino bianco e massiccia distribuzione di focaccia, alle 10.30 sarà celebrata una messa attesa da decenni: quella che sancirà la rinascita del piccolo edificio sacro dove fecero tappa nei secoli scorsi tutti coloro che attraversarono il crinale dell'Antola. A benedire la cappelletta sarà don Pietro Cazzullo, parroco dei record cui sono affidate tra Valtrebbia e Valpentemina quasi una ventina di parrocchie.
Per chi vorrà partecipare a questa giornata storica e poi pranzare al sacco sui prati della zona, i percorsi consigliati sono due: dai Buoni di Pentema occorrono 25 minuti a piedi contro i 40 minuti che impiegheranno coloro che partiranno da Piancassina.
Per quanto riguarda il piccolo tempio, che manterrà il suo nome originale e sarà intitolato a Sant'Uberto, patrono dei cacciatori e delle genti di montagna, la Cappella "dei Bucci" è situata al culmine della Costa della Gallina, il lungo crinale che separa le vallate e che si raccorda poi con la rete di sentieri che collega Torriglia con il monte Antola. Luogo di transito, fino ai primi anni del 900, per le mandrie e i pastori che vi sostavano durante i trasferimenti stagionali fra le stalle e gli alpeggi, prese il nome "Bucci" che in dialetto significa "vitelli". Gli anni e l'incuria legata alla scomparsa delle attività di pascolo sulla montagna hanno poi provocato il degrado del piccolo edifìcio, salvato dal crollo solo grazie ad alcuni interventi di sostegno realizzati dai titolari dell'azienda agrituristica di Lavazzuoli. In seguito l'Ente Parco dell'Antola ha deciso di procedere al restauro e alla sistema¬zione dell'area esterna, resi possibili grazie all'opera di volontariato dei cacciatori della zona e dell'Atc Genova 1 Ponente, ai quali l'ente ha fornito i materiali, trasportati fin lassù con l'elicottero.

E.M.

(Questo articolo è stato tratto da Il Secolo XIX del 11/09/08)
 

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