Briano sui Parchi: “Risparmiare è necessario” PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Parco dell'Antola
Scritto da Il Secolo XIX   
Venerdì 04 Novembre 2011 00:00
RenaaBrano
Renata Briano
«I parchi liguri sono una ricchezza, ma una razionalizzazione sarà necessaria». Ai responsabili del sistema dei parchi e delle aree protette della Liguria che per il prossimo anno chiedono risorse «per garantire il livello minimo di sussistenza» che coincide con i finanziamenti del 2010, arriva la risposta dell'assessore regionale all'Ambiente Renata Briano: una medaglia ambientale, la promessa di trovare quanto meno i finanziamenti necessari per la compartecipazione ai fondi Fas -12, 5 milioni dall'Europa e 2,5 dalla Liguria attraverso i suoi parchi -, ma contemporaneamente la consapevolezza che «con questa crisi sarà necessario razionalizzare alcuni servizi, parlo di quelli più burocratici, per liberare le altre risorse sul territorio». Ed intanto per i parchi arriva il "bilancio sociale", uno studio varato dall'assessorato regionale all'Ambiente e da Federparchi nazionale per dimostrare che le aree protette sono in Liguria non solo sono poco costose, ma riescono a triplicare le risorse che ricevono per gli investimenti.

Come? Secondo l'avvio dello studio ogni 100 euro dato ai parchi liguri come spese in conto capitale investito sul territorio arriva a fruttarne 300. Un circolo virtuoso in cui contano sia le attività svolte in proprio, sia la ricchezza prodotta attraverso il turismo nelle zone meno scontate da questo punto di vista, sialo scarso numero di dipendenti in forze al sistema dei parchi (una media di 4 a parco, escluso quello di Portofino che raggiunge la dozzina perché istituito da più tempo). Non è un caso che nelle settimane scorse, Briano sia riuscita a dare altri 600 mila euro ai parchi, provento dell'ecotassa e destinati a progetti di salvaguardia ambientale. Parziale correzione di rotta per il crollo drastico dei finanziamenti per gli investimenti che nel 2011 erano stati di appena 700 mila euro, contro il milione e mezzo dell'anno precedente e i 2,7 milioni del 2009, ultimo anno di vera espansione per le aree delle Alpi liguri, Antola, Beigua, Aveto, Portofino e Montemarcello-Magra. Da allora è cominciata la lenta agonia che i responsabili dei parchi oggi denunciano. E per il futuro? Briano ha chiesto che nel bilancio ci siano almeno i soldi - 2,5 milioni - per dare ai parchi la possibilità di cofinanziare gli interventi economici dei fondi Fas. Ma la decisione, ovviamente, è nelle mani della giunta. Lei però sta insistendo: «Per le politiche ambientali i parchi sono presidi irrinunciabili». È con questi enti, ad esempio, che la Regione potrebbe studiare la legge speciale per la manutenzione dei boschi e delle foreste - anche private - per evitare gli sconquassi frutto dell'incuria avuti con le ultime alluvioni. L'idea standard esiste già ed è il parco dell'Avete dove, attraverso un finanziamento europeo, è nata la filiera del bosco: le foreste vengono tenute pulite dalle cooperative che fanno lavorare la gente del posto e il legname recuperato o viene venduto per riscaldamento oppure finisce in falegnameria. «Dove viene impiegato - conclude Briano - per fare le sedie di Chiavari, un prodotto tipico del nostro artigianato. Fino a qualche anno fa, gli artigiani erano costretti ad usare il legname proveniente dall'estero».

Alessandra Costante ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) '; document.write( '' ); document.write( addy_text6283 ); document.write( '<\/a>' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 04/11/2011)

 

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