| Il Rifugio dell’Antola in cerca di un nuovo gestore |
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| Rassegna stampa - Parco dell'Antola | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Giovedì 11 Novembre 2010 00:00 | |||
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Un po' boscaiolo e un po' muratore. Con la creatività del cuoco e il savoir faire del cameriere, con l'intuito del manager e quello di chi studia il meteo. Non c'è che dire, è una sintesi di buone qualità quella richiesta a chi si proporrà come candidato per ricevere in gestione il rifugio del Parco dell'Antola: una struttura a 1460 metri di altitudine, nel comune di Propata, che offre 34 posti letto e una cinquantina di coperti per il servizio di ristorazione. Il bando è stato emesso dalla sezione ligure Genova del Club alpino italiano, mandataria dell'Ente Parco dell'Antola. La selezione, che prevede una visita collettiva obbligatoria in loco per tutti gli interessati il 20 novembre, si aprirà dopo il 30 di questo mese, ultimo giorno utile per far pervenire la propria candidatura al Cai Ligure Genova, con lettera raccomandata, in Galleria Mazzini 7/3, sempre nel capoluogo ligure.
L'opportunità, resa più ghiotta dalle condizioni economiche definite "accattivanti", ha attirato anche interessati al di fuori dei confini regionali: «Da Como, Torino, Viterbo sono arrivati i primi curricula» dice Rita Martini, vice presidente della sezione genovese del Cai «mentre qualche ligure si è presentato nella nostra sede». Una decina di persone in tutto, finora, ma c'è da scommettere che la pila di richieste sul tavolo dei vertici del Cai sia destinata a lievitare. Perché l'opportunità di diventare custode di un rifugio, all'interno di un parco naturale splendido come quello dell'Antola, sia molto di più di un semplice lavoro: è la possibilità di cambiare vita. «Le condizioni sono molto interessanti, perché il canone richiesto è di 500 euro per il primo anno, di 2500 per il secondo e di 4500 per il terzo» spiega la Martini. Sono molto ampi, quindi, i margini per creare un'offerta valida e redditizia. In concreto, cosa dovrà fare il gestore del rifugio? «Praticamente tutto» spiega Martini «e per questo motivo sono molto importanti le capacità pratiche del candidato. Dovrà curare la manutenzione dei sentieri e occuparsi della ristorazione, preparare l'accoglienza e sapere anche, se necessario, come riparare un tubo rotto». Meglio così: non si rischia di annoiarsi e di vivere, nel rifugio, la sindrome dell'Overlook Hotel. Elena Nieduu ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 11/11/10)
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