| Nudisti in fuga dal mare scoprono spiagge fluviali |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||||||||||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||||||||||
| Giovedì 03 Giugno 2010 00:00 | |||||||||||
Chi pensa ai nudisti come a persone cui piace esibirsi sbaglia di grosso. Abbiamo grande rispetto per chi non la pensa come noi e se possiamo trovare luoghi appartati, dove non diamo alcun imbarazzo a chi ne prova, siamo contenti».
Dunque, lungo la mitica statale 45 della Val Trebbia, i luoghi sono quelli in cui il fiume bagna spiaggette raggiungibili a piedi a volte con qualche difficoltà: sempre per la stessa ragione di stabilirsi in aree poco frequentate. Per quanto riguarda il rapporto tra nudismo ed entroterra, non si tratta certo di un'eccezione. Basti pensare che l'unico campeggio attrezzato per nudisti vicino a Genova si trova a Palo, frazione di Sassello. Si tratta del club naturista Costalunga, in collina, in una zona boschiva, a 400 metri d'altitudine e a 24 chilometri dal mare. Tornando alla vallata di confine, fino a oggi le uniche "grane" hanno riguardato la parte piacentina. Recentemente anche le forze dell'ordine, su segnalazione di alcuni abitanti, erano intervenuti sulla spiaggia fluviale di Brunello, denunciando alcuni nudisti per presunta violazione dall'articolo 726 del codice penale (atti contrari alla pubblica decenza). «Daparte nostra- dice un naturista piacentino - dopo queste denunce continueremo a ritrovarci sul Trebbia. Non abbiamo neanche intenzione di cambiare posto perchè così facendo significherebbe ammettere di avere la coda di paglia, e noi abbiamo la coscienza a posto. E poi la legge ci dà ragione». Effettivamente gli atti contrari alla decenza non devono essere confusi con gli atti osceni puniti dall'articolo 527 del codice penale; mentre la quasi totalità delle sentenze, nonché i recenti pronunciamenti della Corte di Cassazione, concordano nel ritenere che il Naturismo non sia assolutamente da considerare indecente, se praticato in luoghi adatti. Se il naturismo fluviale rappresenta la novità del 2010, con la bella stagione restano anche ì classici luoghi sul mare, ormai ben noti e quasi sempre tollerati. In provincia di Genova partendo da ponente, una prima area dedicata si trova tra Cogoleto e Varazze ai Piani d'Invrea. A levante la prima location che si incontra è quella di ripa San Gaetano di Pieve. Anche sotto la stazione di Mulinetti, alcuni scogli particolarmente defilati, vengono a volte frequentati dai nudisti. Meno frequentato che in passato, a causa delle condizioni di accesso complicate è la Cala dei Genovesi sotto la strada che da Recco va verso Camogli. Prima di entrare a Camogli, c'è un parcheggio con un distributore di benzina: da qui si prende la scaletta che porta alla battigia. I siti specializzati e la Capitaneria sconsigliano vivamente di prendere il sole con il mare mosso. Un'altra spiaggia con scogliera fruita dai naturisti è a Chiavari in località Colonia Faro, alla base della Collina delle Grazie. Bisogna procedere in direzione di Zoagli, per Villa Piaggio. Dopo il campeggio si va a piedi lungo il frangiflutti fino agli scogli.
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