| “Quando a Rovegno è brutto tempo i cellulari diventano inutilizzabili” |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Sabato 20 Febbraio 2010 00:00 | |||
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Le tecnologie del terzo millennio, qui in Val Trebbia, non trovano terreno fertile. Non certo perché i residenti le rifiutano trincerandosi in un luddistico disdegno delle modernità, ma perché vuoi per la conformazione della vallata, vuoi per le distanze, cellulari e internet qui prendono poco e male. E se per quanto riguarda la rete a breve il problema dovrebbe essere risolto (a primavera la Regione Liguria ha promesso che arriverà la banda larga per tutta la valle), per i telefonini è ancora nebbia fitta, a macchia di leopardo, si chiamino Vodafone, Tim, Wind o Tre. Fastweb, poi, è addirittura fantascienza, mai sentita nominare da queste parti. A Rovegno, solo per fare un esempio, i cellulari sembrano a volte soffrire di pazzia collettiva, come spiega il sindaco Pinuccio Isola. «Se fa brutto tempo, i telefonini sono inutilizzabili, e vanno completamente in tilt. In certe zone, poi, non prendono del tutto, e bisogna spostarsi di qualche centinaio di metri per collegarsi». Basta provare per credere: se nel centro di Torriglia, qualsiasi cellulare prende abbastanza bene, spostandosi per esempio a Fascia o a Gorreto, capita divedere dei malcapitati saltellare da un marciapiede all'altro, ed esibirsi con ripetuti urli «ma non mi senti?», gente che poi alla fine di una impossibile conversazione, arriva a rimpiangere il vecchio, caro telefono a gettoni. I ripetitori ci sono, ma spesso hanno scarso campo e comunque non sono sufficienti a coprire l'intera rete di una vallata poco abitata ma molto estesa. E allora sorgono i problemi, e si tratta di un problema di non facile soluzione, in quanto le brutture dei ripetitori nella bucolica verde valle non piacciono a nessuno, ma se mancano il cellulare risulta inservibile. Negli ultimi tempi, dicono molti utenti, la situazione appare un pochino migliorata, ma restano ancora diverse zone dove il campo praticamente non esiste. In attesa di ulteriori future, magiche tecnologie, magari ad impatto ambientale zero, si rivaluta il telefono fisso. Ma anche in questo caso, in passato qualche problema alle linee, specie con il brutto tempo, la neve e la galaverna, non è mancato, come nel caso del passo di Fregarolo, comune di Fontanigorda, zona rimasta a lungo isolata telefonicamente. Era servito da un ponte radio piuttosto ballerino in quel di Rondanina, e col maltempo saltava tutto e addio telefono. Ora la Telecom ha promesso un nuovo collegamento, e almeno col telefono fisso non dovrebbero esserci problemi. Mara Queirolo
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