Alla ricerca del medico perduto PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Giovedì 11 Febbraio 2010 00:00

Il sindaco, il medico, il parroco, il farmacista. Questa scala gerarchica, più o meno da sempre, nei piccoli paesi del nostro entroterra. Se qualcosa è cambiato, resta solidissima la funzione del medico, "u megu", depositario di segreti e confidenze, paure e speranze, nume tutelare di tutti i pazienti. Specie anziani.

La figura del medico condotto non esiste più, ma il medico di famiglia in entità piccole come quella della Valtrebbia è ancora una figura molto carismatica. Che, purtroppo, non ha l'agognato dono dell'ubiquità, o - per dirla "moderna" - della clonazione. Ergo, esiste un medico per Davagna (Andrea Nicora), uno per Torriglia (Luigi Piazza) e un altro per Fontanigorda, Rovegno, Gorreto, Fascia e Montebruno (Domenico Cella).

Troppi? Troppo pochi? Secondo i rigidi criteri della Asl 3, è tutto a posto: la vallata non ha un numero sufficiente di residenti (sono in tutto circa 5 mila, molto sparpagliati a parte Torriglia) per giustificare un numero maggiore di medici. Però, il territorio è molto vasto. Le distanze tra Comuni (per non parlare delle frazioni arrampicate sui monti) sono notevoli. Quindi, sarebbe auspicabile avere più medici a disposizione.

Lo sostiene soprattutto il sindaco di Rovegno, Pinuccio Isola, noto per la schiettezza che s'accompagna a un carattere battagliero. «Per cinque Comuni, c'è soltanto un medico - spiega Isola - Fino a pochi anni fa, ne avevamo due. E non è che in un paio d'anni ci sia stato chissà quale spopolamento. Come si fa a garantire una buona sanità ai tanti anziani che abitano nei nostri Comuni, spesso a decine e decine di chilometri di distanza dal capoluogo nel quale il medico ha l'ambulatorio? È una cosa assurda. La legge non lo prevede? - considera Isola - Allora cambiamo la legge, facciamo emendamenti. I nostri politici servono anche a quello o no?».

Domenico Cella, medico con cinque Comuni a carico, preferisce non esprimersi. Ma il sindaco di Rovegno rincara: «Io dico anche che in questo modo viene violato il diritto del paziente a scegliersi il medico. Non lo trovo giusto». Più pacato, anche se conferma che un problema c'è, Federico Marenco, già sindaco di Montebruno e ora presidente della Comunità Montana delle Alta Valli Trebbia e Bisagno: «Il problema esiste, inutile negarlo. Senza dubbio, qui le distanze sono notevoli. Penso che forse la Regione potrebbe intervenire. Ci sono tanti giovani medici in cerca di lavoro, si potrebbe dirottarli qui». Ci verrebbero? «Questo è un altro discorso...», ammette.

Nessun problema, almeno in apparenza, per gii utenti di Davagna. Tutto abbastanza bene pure a Torriglia, il Comune più affollato: 2.500 residenti, che aumentano moltissimo in estate. E che presto avrà un altro medico. «Lo abbiamo chiesto alla Asl fin dall'inizio del nostro mandato - conferma Maurizio Beltrami, sindaco uscente e ora ricandidato dopo il commissariamento - Per Torriglia è partita la richiesta di zona carente di medici. Posso anticipare, che la Asl 3 ha già fatto la graduatoria e che a febbraio sarà nominato un altro medico, che si aggiungerà al dottor Piazza». Qualcosa, eppur, si muove. Quanto al futuro, si vedrà.

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 11/02/2010)

 

 

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