Chi sceglie la campagna non finisce nella rete PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Mercoledì 02 Dicembre 2009 00:00
C'è chi scappa da Wall Street, perché non ne può più di hi-tech, di internet e Blackberry, di mail invadenti anche se non sono spam. Ma c'è anche sceglie di scappare con la famiglia dalla città per vivere in campagna, senza avere però nessun intenzione di rinunciare alla tecnologia. E allora sono dolori, perché gestire una qualunque attività senza essere collegati al resto del mondo ormai è quasi impossibile, figuriamoci se viene in mente di aprirne una che si basa sulle tecnologie.
Il caso di Luca Pirrello, 39 anni, e di sua moglie, Laura  è emblematico (articolo sotto). Dopo aver rilevato La Taverna, un ristorante in località Fontanelle, ed essersi trasferito con i bimbi Samuele, Gabriele e Rachele, nella piccola frazione di Rovegno, il suo secondo sogno è l'apertura di un Internet Point. Impresa impossibile. In Val Trebbia, non solo internet è un sogno ma anche la copertura di telefonia cellulare è difficoltosa. La vallata è tra le più belle della regione, il fiume che l'attraversa uno dei più puliti d'Europa: ma la popolazione, divisa tra un grappolo di paesi e paesini sparsi su diverse altitudini alle spalle di Genova, continua a latitare. E ad essere formata prevalentemente da ultrasessantenni.
Il motivo, in sintesi, è uno solo e si chiama isolamento. La città è lontana, raggiungibile con la tortuosa statale 45. Il telelavoro, che qui proprio per le distanze con la città sarebbe tanta manna, è di fatto impraticabile: non c’è la banda larga e l’adsl funziona a singhiozzo. I telefonini prendono poco e male, si chiamino Vodafone, Tim, Wind, mentre Fastweb è fantascienza. Le poste in certi comuni sono chiuse almeno un giorno (lavorativo, s'intende) alla settimana. I trasporti extraurbani sono scarsi e mal collegati. Il lamento monocorde si estende dal capoluogo Torriglia a Gorreto, Rovegno, Montebruno, e a tutti gli altri comuni della vallata, che sono 8 in tutto. Non solo. A pochi mesi dall'avvento del digitale terrestre, qui i decoder non funzionano e, se non si interviene al più presto, in Val Trebbia salta anche la tv, Sky a parte, che ovviamente non tutti possono permettersi. A Gorreto, il primo ad esternare è il sindaco Sergio Capelli: «Direi che da Internet siamo tornati alla carta carbone -spiega con una risata amara -qui in comune ho due impiegati che non possono lavorare come vorrebbero perché la rete salta in continuazione. Io stesso ho dovuto pagare una multa su una tassa di cui ho ricevuto notifica un giorno più tardi perché le poste erano chiuse. Invece che progredire, si indietreggia».
Gli fa eco il collega di Rovegno, Pinuccio Isola, uno tra i più arrabbiati: «Qui abbiamo anche i telefonini impazziti, e in certi giorni se è brutto tempo sono quasi inutilizzabili. Tutti ci hanno promesso mari e monti, Telecom, Poste, Regione. Ora aspettiamo i due candidati alle prossime elezioni regionali, vogliamo proprio vedere che altre balle ci propinano».
Va un po' meglio a Torriglia, caput vallae, ma non completamente: qui, ad esempio, arriva Internet va alla grande, ma solo nel capoluogo, le frazioni sono semi isolate dal punto di vista della rete. La Regione Liguria, che in passato aveva promesso magari non mari e monti, ma un progetto di copertura wireless e un'azione sperimentale di banda larga, ora spiega la non facile situazione a livello informatico: «Sono a conoscenza - spiega il presidente Claudio Burlando - della situazione critica di questa zona. A parte il centro di Torriglia, sul restante territorio della Val Trebbia è presente solo una rete wireless che non soddisfa le necessità né dei cittadini né delle pubbliche amministrazioni. Oggi, alla luce delle numerose segnalazioni, la Regione ha ripreso in esame le richieste di adeguamento strutturale».
Le Poste italiane, accusate di tagliare i servizi, hanno più volte dichiarato che si tratta di tagli strutturali e mirati, mentre la Provincia di Genova, più precisamente l'assessore Paolo Perfigli vuole rivalutare caso per caso: «Con i dirigenti delle Poste – spiega l'assessore - ci siamo incontrati, e ho chiesto loro una maggiore collabora­zione riguardo alle decisioni che in­tendono prendere, perché c'è l'esi­genza di un rapporto costante, conti­nuo e magari anche preventivo ri­spetto a certe scelte». In attesa del "miracolo", ci si arrangia come si può. Si rivaluta il fax, per esempio. Si formano gruppi di studio in casa dei ragazzi torrigliesi più fortunati, quelli del centro, che hanno Internet che funziona. Si organizzano macchinate per andare verso l'ufficio postale aperto più vicino. Si limita l'uso del cellulare, per rivalutare il vecchio tele­fono fisso. L'antica arte del fai da te. Magari anacronistica, ma per il mo­mento l'unica efficace.

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 02/12/09)

«Pentito? Per niente. Ma senza un sito web lavorare è difficile»


Luca Pirrello ha realizzato il suo grande sogno. "La Taverna", il ristorante che ha rilevato in quel di Rovegno, funziona. Peccato che debba fare i conti con "disguidi telematici" e lasciare nel cassetto il progetto di aprire un Internet Point.
Da quando si è trasferito a Rovegno?
«È poco più di un anno. Volevo una vita più tranquilla, per me e la mia famiglia, prima abitavamo in via Vesuvio a Genova. Qui non c'è caos, né traffico, il paese è bellissimo, la vita è più a misura d'uomo, per i bambini poi è l'ideale. È stata una scelta motivata. Però...».
Pentito?
«No, pentito no, certo che dobbiamo affrontare anche degli handicap. I telefonini che prendono e non prendono e, soprattutto, Internet che non funziona. Per noi è un bel problema».
Perché?
«Prima di tutto, perché come ogni ristorante voglio farmi un sito, che ora è in costruzione ma che poi, senza la banda larga, avrò difficoltà a gestire. E poi perché volevo aprire un piccolo Internet Point aperto a tutti quelli che vivono da queste parti, ma capite bene che adesso è proprio impossibile. E comunque, senza Internet che funziona per un ristorante al giorno d'oggi diventano difficili i contatti con l'esterno. Ma c'è dell'altro...».
Che cosa?
«Il digitale terrestre che non prende. Io spendo già 3000 euro l'anno per Sky, per offrire ai clienti il calcio, il motociclismo, eccetera. Ora arriva il digitale terrestre e ci hanno già detto che qui non prende».
Tornerebbe indietro, se potesse?
«No, assolutamente, qui comunque si sta benissimo. E spero che piano piano tutti i problemi si appianeranno».

Mara Queirolo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 02/12/2009)

La famiglia Pirrello
La famiglia Pirrello
Il ristorante 'La Taverna'
Il ristorante "La Taverna"
 

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