Appennino delle quattro province PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da La Trebbia   
Lunedì 16 Novembre 2009 23:14
Venerdì 27 novembre alle ore 21 presso la sede di Piacenza del Club Alpino Italiano in Stradone Far­nese 39 verrà presentato il nuovo libro di Fabri­zio Capecchi dal titolo: "APPENNINO DELLE QUATTRO PROVINCE. Monti, laghi, valichi tra Pavia, Piacenza, Alessan­dria e Genova", che va ad arricchire la collana APPENNINO MERA­VIGLIOSO. Il volume si avvale dei contributi di Fabrizio Bottari, autore di alcuni volumi della stessa collana, e di Sergio Guglieri, fotografo piacentino già noto nell'ambiente del CAI. Era il 1990 quando uscì UN'ISOLA TRA I MONTI, primo volume di questa serie di libri dedicati alle nostre montagne Nel 1993 fu la volta di FRA TREBBIA AVETO E TARO, cui seguirono UN ALTRO OLTREPÒ (1996) LE VIE DEL SALE (2000) e I NOSTRI MONTI (2006). Quest'ultimo libro, con una serie di nitide immagini di grande formato corredate dai nomi delle cime principali e affiancate dalle relative carte geografiche, ci mostra lAppennino ritratto nelle giornate più limpide, quando lo sguardo supera i confini che dividono l'area montuosa delle quattro province. Nell'introduzione del volume Fabrizio Capecchi spiega l'idea che sta alla base di questo nuovo libro e del titolo scelto.

A pagina 5 si legge: "Guardando la carta geografica del nostro Appennino si nota un singolare intreccio di confini. L'estremità nordoccidentale della catena risulta divìsa tra quattro province appartenenti a quattro regioni diverse. Osservando con più attenzione si colgono altri particolari curiosi. L'Oltrepò Pavese, per esempio, arriva a soli trentacinque chilometri in linea d'aria dal mare; i territori di Piacenza e Alessandria, che si pensano lontani, sono, se pur per un breve tratto, contigui, e quello di Genova supera abbondantemente lo spartiacque. La suddivisione amministrativa ha fatto sì che quest'area montuosa venga talvolta identificata come Appennino delle Quattro Province, anche se, a dire il vero, alcuni monti importanti si trovano ai confini con Parma e La Spezia da un lato, con Savona dall'altro.

Le strade, però, non conoscono confini. Dalle antiche mulattiere, ricordate oggi come vie del sale, alle carrabili ottocentesche che aprirono nuovi tragitti nei fondovalle, alle moderne autostrade, da sempre questo territorio è attraversato da vie importanti che collegano le città padane ai centri costieri, e da una trama di percorsi minori fra paesi di valli contermini. Monti e valichi hanno unito, anziché dividere, questo territorio, donandogli dei tratti comuni che affondano le radici nella storia e sono diventati cultura e tradizione, usi e costumi, parole e musiche che nell'insieme conferiscono a questa isola montuosa un carattere unitario non solo dal punto di vista geografico.

Se poi ci capita di salire, in una giornata tersa, una delle tante vette di questo Appennino, ecco che i confini scompaiono del tutto. Lo sguardo spazia lontano e può abbracciare, in un istante, tutto quanto disegnato sulla carta geografica. È bello imparare a riconoscere, da ogni luogo, cime vicine e lontane, valichi e laghi, paesi conosciuti e altri in cui mai siamo stati. E in certi giorni dell'anno, quando soffia il maestrale, l'aria può essere così limpida che da questi monti si vede da un lato la distesa del Mar Ligure, con la Corsica e l'Arcipelago Toscano, dall'altro la pianura e le Alpi. La geografia allora non è più una carta, ma è la terra stessa distesa sotto i nostri occhi".

La principale novità di questo volume rispetto a quelli che l'hanno pre­ceduto sono le fotografie in grande formato sulle quali sono stati riportati i nomi delle cime princi­pali, che consentono una lettura immediata, come dal vero, dei vasti pano­rami che vi sono ritratti. Il libro inizia con una serie di fotografie dedi­cate all'Oltrepò Pavese e al Tortonese, per passare poi alla Val Trebbia e alla Val Borbera, tra le quali si distende dalla catena dell'Antola, la lunga dor­sale montuosa che unisce le valli del territorio delle quattro province. Si passa poi alle immagini dedicate all'alta Val Nure, dove si trovano i laghi naturali più grandi del nostro Appen­nino, seguite da una serie di fotografie sulla Val d'Aveto e sui monti del Tigullio. L'ultima parte del volume è dedicata alle zone del Monte Tobbio, del Monte Beigua e ai monti intorno alla città di Genova.

(Articolo tratto dal N° 39 del settimanale "La Trebbia")


Fabrizio Capecchi, nato a Narni (Terni) e attualmente residente a Pavia, è laureato in Scienze Agrarie presso l’Università Cattolica di Piacenza. Dal 1987 si è dedicato alla fotografia e allo studio dell’Appennino, un ambiente frequentato assiduamente fin dagli anni giovanili… È qui che trova l’ispirazione per le sue pubblicazioni. Nel 1990 fonda la Casa Editrice Croma.

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Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2009 19:11
 

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