| La prima neve scatena la corsa alle “ciaspole” |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Sabato 07 Novembre 2009 00:00 | |||
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La prima neve ha imbiancato le cime della Val Trebbia e della Val Vobbia l'altra notte. I fiocchi hanno iniziato a cadere nella serata e, il mattino dopo, lo spettacolo era un paradiso a Sono segni dei tempi, nell'autunno della crisi e della riscoperta della natura, del pensiero slowfood che può diventare slowfoot: andare di fretta è fin troppo facile, è stress quotidiano. Passeggiare nella neve con le racchette ai piedi è un salto indietro nel tempo, e pazienza se le ciaspole di carbonio stanno alle racchette di pelle come un computer sta a un pallottoliere: l'obiettivo è lo stesso, passeggiare senza affondare. Gli strumenti, infinitamente diversi. Il primo parco ligure a sperimentare le ciaspole è stato quello dell'Aveto, sei anni fa. Poche paia ancora primitive, con un semplice elastico per attaccarle agli scarponi. «L'anno dopo, il direttore Paolo Cresta ha mandato me a comprarne una ventina, di plastica, con i ramponi e un alzatacco che consente di fare meno fatica in salita - racconta Maria Sciutti, 34 anni, guida dell'Aveto - costavano un centinaio di euro l'una, le usiamo ancora esclusivamente per le escursioni guidate che quest'anno inizieranno a gennaio. Un paio è in dotazione a noi guide per servizio. Ma non bastano più». «Abbiamo acquistato le prime ciaspole due anni fa, come esperimento per vedere se i nostri visitatori sarebbero stati interessati - le fa eco Roberto Costa, presidente del Parco dell'Antola che oggi è diventato il leader ligure dei parchi con ciaspole - lo scorso anno è stato quello del boom. E già ora, accanto alle trenta che possiamo affittare ai visitatori nella nostra sede di Torriglia, stiamo raccogliendo le richieste di negozi e bar che all'interno del parco vogliono offrire lo stesso servizio ai visitatori: a Crocefieschi, Alpe di Vobbia, a Poggio di Caprile, all'Alpe del Romano». Dopo il primo contatto, non pochi decidono di fare un passo in più: comprarle in città e metterle nel bagagliaio dell'auto. A scanso di equivoci: i dieci centimetri caduti in quota l'altra notte non sono ancora sufficienti per giustificare la discesa in campo delle ciaspole all'Antola. Ma se questa notte nevicherà di nuovo (e ieri le previsioni lasciavano aperta questa possibilità) potrebbe essere davvero il primo fine settimana da dedicare a questa passione sull'Antola. Per decidersi anche all'ultimo minuto, è sufficiente consultare il sito www.parcoantola.it o telefonare al servizio informazioni del parco (010/ 944175) a partire dalle nove. Ciaspolare è una moda magari nata anche dalla necessità di tirare la cinghia, perché affittare le ciaspole costa decisamente meno (all'Antola, 6 euro al giorno senza guida, 10 con escursione guidata) che affittare sci e scarponi. E non servono ski pass e funivie. Però il contatto con la neve è diretto, senza fretta e, giurano gli appassionati, più sincero. Camminare senza fretta consente di scoprire quello che sfugge a chi vola sulle lamine o segue le traiettorie predefinite dello sci da fondo. Ciaspolando si possono affrontare i sentieri meno battuti, alla ricerca delle tracce del lupo che è l'abitante più sfuggente del parco ma non può non lasciare sulla neve i segni del suo passaggio: «Sono cinque, dieci esemplari - riprende Costa - ma è facile trovare le impronte dei daini e dei cinghiali, dei caprioli, dei tassi e delle volpi». Al Parco del Beigua le ciaspole non sono ancora entrate dalla porta principale, ma si stanno lentamente insinuando per strade trasversali. «Sì, già negli ultimi anni abbiamo organizzato escursioni guidate indicando ai visitatori una serie di negozi a Genova e a Savona dove affittarle -dice Ilaria Mangini, 32 anni, guida ambientale del Parco - in alcune zone del parco infatti, quando la stagione è avanzata, sono necessarie: penso a Prato Rotondo a Cogoleto. In altre situazioni, le consigliamo solo in caso di abbondanti nevicate». E allora è la rete dei negozi sportivi, che hanno intuito per primi il possibile business, a mettersi a disposizione degli aspiranti escursionisti. «A gennaio, le avremo in dotazione anche noi», promette il direttore del Parco del Beigua, Maurizio Burlando. E, ciaspolando ciaspolando di parco in parco, la voglia di camminare nella neve sta diventando febbre. Bruno Viani (
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