Il silenzio è musica, dorme la valle in attesa della primavera PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Giampiero Zanardi   
Giovedì 06 Marzo 2008 00:00

La spiaggia grigia e desolata consuma ora il suo meritato riposo dopo l'implo­sione, figlia naturale dell'incalzare deva­stante ed insolente dei mille bagnanti impegnati rabbiosamente a segnarsi il territorio di sabbia e ghiaia, come tanti gatti.

Cento barche al rimessaggio, cento barche in beccheggio continuato sono ora esauste e allineate come tanti scolaretti pronti alla parata di fine corso, cento barche che completano il quadro privo di totale movimento. Ogni rumore è ora diventato cittadino straniero, ospite inde­siderato e privo di permesso di soggiorno in questa terra di frontiera chiamata mare d'inverno. Ogni impercettibile respiro in quest'oasi, pare coltivare senza alcun pudore il verbo del rigoroso silenzio.

Dormono nello stesso non rumore i nostri monti sulle retrovie, fasciati nel più stagionale manto di borotalco, dor mono le strade della nostra Valle libere finalmente dall'incalzare opprimente di mille motociclisti spericolati in cerca d'avventura e di brivido. Ruggisce imperioso solo il fiume Trebbia che mai s'arrende e continua nel suo canto vio­lento contro scogli e rive. Impenitente e roboante, prorompente e lievitato come un impasto quasi a puntino, prosegue la sua corsa inarrestabile ed indispensabile verso la pianura.

Dormono gli alberi, scheletri adornati da orecchini e collane di ghiaccio, dorme la Valle tutta, che medita e s'appisola contando i giorni che mancano alla primavera.

Si dice sonno invernale, più corretto dire pausa rigeneratrice e costruttiva, momento di riflessione e di ascolto. Ascol­tare, ascoltare e poi ancora ascoltare.

La natura respira e si muove lenta, fasciata in un paletot che la rende più soffice e ancora più silenziosa nel suo mesto ardere i grigi e freddi mesi d'inverno. Vuole farsi ancora più bella e accogliente, affascinante come una donna già da sogno, dopo un ulteriore, raffinato, trattamento di bellezza nella più prestigiosa beauty-farm.

Pioggia e neve, nebbia e gelo sono una cornice maestosa fatta di fard, mascara e fondotinta, per facilitare il respiro delle giornate, che, adagio e senza clamori, stanno sommando minuti nuovi di luce, alla luce ancora pallida e corta di queste giornate.

Anche nel silenzio e nell'ombra, la mac­china perfetta del tempo e delle stagioni prosegue il suo inesorabile cammino e senza alcun squillo di tromba, l'impe­rioso avanzare delle lancette dell'orolo­gio, tra breve, lascerà la sua indelebile impronta.

In questo ovattato museo naturale, abbiamo l'obbligo prima ed il piacere poi, di ascoltare ed osservare i più reconditi segreti della Valle che alle nostre spalle ci soffia sul collo la sua maestosa presenza. Più a valle, in questo mistico panorama che il mare disegna ritmando sugli scogli e sulle spiagge, possiamo cogliere l'attimo ed ascoltare il suono dell'infrangersi delle onde. Con la colonna sonora di queste note della natura, possiamo e dobbiamo trovare il tempo per ricordarci che anche noi, umili esseri viventi, figli legittimi di un Dio Maggiore, siamo una musica intonata nelle mani del più straordinario Direttore d'Orchestra.

Imparare ad ascoltarci, imparare ad ascoltare, è solo un modo per avvicinarci di più ai dettami dell'Unico, Straordi­nario, Regista dell'Orchestra chiamata vita.

Giampiero Zanardi

(Articolo tratto dal N° 9 del 06/03/2008 del settimanale La Trebbia)

 

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