Atp vuole fermare i bus ai confini della città PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Sabato 25 Luglio 2009 00:00

Il quadro dipinto dai sindacati è a tinte fosche: «La situazione sta esplo­dendo. Se non ci saranno interventi Atp e Amt rischiano grosso», avverte Carlo Ruwet, segretario regionale Uil Trasporti. Aggiunge Mauro Nolaschi, segretario di Faisa-Cisal: «Oggi il problema è Atp, domani sarà Amt. Atp me­dita di mettere gli autisti in cassa inte­grazione in deroga, Amt ci sta pen­sando per gli impiegati». In questo quadro, che ha portato ieri allo scio­pero dei dipendenti Atp, al quale ne farà seguito un altro di 24 ore, si inseri­sce un pericolo per i pendolari che ogni giorno partono dalle riviere o dall'en­troterra per lavorare a Genova. «Il Co­mune di Genova ha tagliato il contri­buto di 516 mila euro per il trasporto dei pendolari - rimarca Guido Fassio di Filt Cgil - Per questo Atp pensa di fer­mare le corse nel territorio extraur­bano». Vale a dire Prato da. una parte, Capolungo, Voltri e la Valpolcevera dalle altre. Poi il povero pendolare dovrà scendere e cercare la prima fermata dei mezzi Amt per giungere a de­stinazione. Un disagio non da poco, tanto al mattino quando alla sera al rientro.

Livio Ravera, presidente Atp, con­ferma: «È una delle ipotesi che stiamo valutando perché nel momento in cui una qualsiasi azienda si vede ridurre i ricavi, la prima ipotesi è ridurre quei servizi. Chiaramente stiamo parlando di servizio pubblico, quindi prima di procedere a qualsiasi riduzione delle corse, cercheremo in tutte le maniere di trovare risorse alternative o di cam­biare il modo nel quale prestiamo il servizio. Ne stiamo discutendo con la Provincia». Il fatto è che i grandi co­muni del Tigullio non hanno inten­zione di tirare fuori un euro per un ser­vizio che riguarda Genova. «Questo è un servizio che fanno ai cittadini della provincia - ricorda Paolo Pissarello, as­sessore comunale ai Trasporti - E un meccanismo antico quello per cui Genova sosteneva le spese non proprio della città. Laddove ci fossero servizi che interessano direttamente la città possiamo dare contributi. Comunque collaboreremo con la Provincia». Anna Maria Dagnino, assessore provinciale ai Trasporti, spiega: «Sono decisioni che spettano all'azienda, ma cerche­remo di evitare i tagli. Stiamo lavo­rando intensamente: anche io sono una pendolare, parliamo di un servizio fondamentale. Stiamo cercando ri­sorse in più; i sindacati lo sanno, ma sono cose che non si fanno in una setti­mana o dieci giorni». Rincara Alessan­dro Repetto, presidente della Provin­cia: «Siamo consapevoli del disagio e cercheremo di fare il possibile per tro­vare una soluzione. Poi a settembre la Regione varerà il piano triennale».

Sul tavolo, però ,ci sono altre que­stioni: «L'azienda è al 100% pubblica, ma dice che vuole chiudere la bigliette­ria di via Macaggi per far vendere i bi­glietti a Amt - sospira Giuseppe Mazza, segretario di Fit Cisl - In un momento di crisi, invece di assumere per dare aiuto, l'azienda pubblica taglia». La ri­strutturazione partirà da gennaio: sa­ranno tagliati anche «600 mila chilo­metri di corse», garantisce Nolaschi. I sindacati individuano diversi ordini di problemi:la situazione economica, che sta portando l'azienda in grave diffi­coltà; l'incomunicabilità fra le istitu­zioni, che invece di unirsi per risolvere il problema guardano al loro particulare («Deve intervenire Burlando in persona», intima Ruwet), e il compor­tamento dell'azienda «che ha inne­scato una forte conflittualità - afferma Nolaschi - Non si confronta più con noi, ci dà solo comunicazioni». Ravera non è d'accordo: «La risposta è nei do­cumenti che negli ultimi due anni ab­biamo firmato con i sindacati». Anche Claudio Burlando: «Se c'è una Regione che negli ultimi anni ha aumentato la spesa per il Trasporto Pubblico Locale, quella siamo stati noi. Abbiamo predi­sposto il piano triennale che va in con­siglio a settembre. È stato un lavoro lungo, dopo aver sentito province, co­muni e aziende. Ma la nostra è una pro­posta: se ci sono miglioramenti da fare, il consiglio sarà la sede giusta».

Altra questione: i sindacati sono contrari al bando che Atp ha preparato per appaltare la manutenzione di 35 mezzi a una ditta esterna. «Si torna al 1998, quando cercarono di dividerci in tre aziende: autisti, impiegati e manu­tenzione», accusa Nolaschi. «Amt ci ha comunicato - osserva Ravera - che non è più in grado di gestire la manuten­zione dei mezzi che gravitano su Ge­nova, e cerchiamo alternative».

Precisa Amt: «Sono in corso contatti fra le due aziende per ridiscutere i con­tenuti del contratto di manutenzione».

Giuliano Gnecco Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 25/07/2009)

 

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