| Un parco urbano per l'ex Statale 45 |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||
| Martedì 28 Luglio 2009 15:11 | |||
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Riparte con le nuove deleghe (e con lo stesso presidente) la Comunità Montana della Alte Valli Trebbia e Bisagno, con una novità: agli otto comuni della Val Trebbia, più Bargagli, si aggiunge ora anche Davagna, che al momento del riordino della Comunità Montana dello scorso anno si era defilata (prima faceva parte della vecchia Comunità Montana Alta Valle Scrivia) e che invece dopo il rinnovo della giunta comunale con le elezioni di giugno ne entra a far parete. Il presidente è riconfermato in Federico Marenco, in rappresentanza di Montebruno, vice presidente sarà Sergio Aveto (Bargagli), assessore a Protezione civile, sviluppo locale, sport è Sergio Aveto (Bargagli), assessore all'ambiente, energie alternative, artigianato di valle Giuseppe Isola (Rovegno), assessore ai servizi sociali, formazione lavoro e scuola Valeria Spagnolo (Propata). Completano la lista i consiglieri Elvio Varni (fascia), Paolo Saredi (Gorreto), Giuseppe Rivanera (Fontanigorda), Arnaldo Mangini (Rondanina) e Ivano Chiappe (per la new entry Davagna). Numerose le novità che il vulcanico presidente Marenco (già noto per essere stato, 15 anni fa a soli 21 anni, uno dei sindaci più giovani d'Italia) ha in serbo per l'immediato futuro. «Prima di tutto - spiega - questa sarà una Comunità Montana itinerante: voglio dire, che le riunioni di giunta, ad esempio, spesso si terranno non nella sede di Montebruno ma nei vari comuni che fanno parte di questo ente: saremo una sorta di carovana nomade in tutta la vallata. La prossima, in data ancora da stabilirsi, si farà a Rondanina, il comune più piccolo. Poi ho pensato di istituire la delega "Informatica e comunità digitale", per le tecnologie di e-government; la delega "Democrazia partecipativa e Parlamento dell'entroterra" relativa ai processi di consultazione permanente della popolazione e alla definizione degli Stati Generali dei comuni del territorio; e ancora la delega "Area vasta e solidale", relativa alla definizione di modelli di relazioni del territorio verso l'ambito metropolitano e interregionale. Diventeremo un laboratorio politico: se passa il disegno di legge che smantella le Comunità Montane, vogliamo essere pronti a pesare sull'area metropolitana». Primi interventi pratici? «Fare dell'ex statale 45 una parco urbano dell'entroterra - spiega Marenco - valorizzandone al massimo i manufatti sul percorso. Per cominciare, terminare i restauri al convento dei frati agostiniani-eremitani di Montebruno, poi i percorsi del poeta Caproni». Diciamo la verità: servono davvero le Comunità Montane, o la loro soppressione è giusta? «Servono se ci sono risorse - chiosa Marenco - se spariscono, altri enti dovranno gestire tutto, e si toglierà un presidio importante in territori fragili e marginali. Comunque, tutto si può discutere, se si parla costruttivamente. E se ci sono idee valide». Mara Queirolo (Articolo tratto da Il Secolo XIX del 28/07/2009)
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| Ultimo aggiornamento Martedì 05 Ottobre 2010 08:42 |



