Disagi nell’entroterra, “Ma crescono gli abitanti” PDF Stampa E-mail

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Domenica 05 Luglio 2009 00:00

C’è il trenino di Casella che fun­ziona a singhiozzo; e ci sono gli uffici postali part-time, farmacie più rare dei negozi alimentari, trasporti insufficienti e medici di famiglia che sperimentano ancora i disagi delle vecchie "condotte". Si potrebbe dire: è la vita di vallata, bellezza. Ma, a dif­ferenza del destino, non è ineludibile. In Valtrebbia e in Valbrevenna, un altro mondo a mezz'ora di macchina da Genova e che, nonostante tutto (disagi compresi), l'inversione di marcia secondo la Regione si vede già. A cominciare dal ripopolamento. Lento - più lento dell'emorragia di abitanti frenata in Liguria solo dall'arrivo degli immigrati- ma co­stante. Secondo l'Istat e i dati raccolti dall'annuario della Regione Liguria, gli abitanti dei piccoli comuni della cintura di valli che circondano Ge­nova sono aumentati nell'ultimo anno del 2 per cento. «Numeri piccoli in termini assoluti, ma una crescita si­gnificativa se si pensa che il nostro è un territorio che solo da poco ha in­vertito il saldo negativo», spiega il presidente della Regione Claudio Burlando. Toccato sul vivo quando si parla di abbandono dell'entroterra «perché questa Regione - prosegue -crede ed ha creduto molto nel ritorno ai piccoli paesi».

I dati sembrano dargli ragione. Tutte le province liguri, ad esempio, hanno segnalato un aumento di po­polazione. Tutte tranne Genova che, se Savona e Imperia nel 2008 sono cresciute di 2.000 abitanti ciascuna, ne ha perso 3.000. Complessiva­mente, però, perché le persone che mancano all'appello dall'area geno­vese sono la media matematica tra i 5.000 abitanti che hanno abbando­nato Genova e i 2.000 nuovi residenti che hanno deciso di stabilirsi nelle vallate. Valtrebbia e Valbrevenna comprese. Un esempio? Bargaglì: nel 2008 la sua popolazione è cresciuta dell'1,14%. «Vero che la gente preferi­sce cercare casa a Bargagli, che è più vicino a Genova, piuttosto che a Fontanigorda - aggiunge Burlando - ma è comunque il segnale di un ritorno all'entroterra dove peraltro le case costano meno. E la Regione sta soste­nendo questo trend. Non è casuale la battaglia per mantenere o, addirit­tura, costruire scuole nei piccoli co­muni. Così come non è di secondo piano l'impegno economico per dif­fondere anche nelle vallate, zone con­siderate a fallimento di mercato, la banda larga».

Ai 20 milioni di euro per portare la banda larga nelle valli, la Regione Li­guria, ora sta pensando di aggiungere anche un secondo finanziamento per il digitale terrestre che dovrebbe essere attivo dal prossimo anno. Altro ritrovato della tecnica che, tuttavia, gli abitanti dell'hinterland potreb­bero godere solo a scartamento ri­dotto. «È un tema simile a quello della banda larga - precisa Burlando -ma per servire la Liguria ci vogliono certamente più stazioni che per la Lombardia. La Regione sta pensando di intervenire anche perché il digitale terrestre potrebbe servire anche per attivare servizi di telemedicina e tele­soccorso».

Affrontato il gap tecnologico, resta quello delle comunicazioni. A comin­ciare dal trenino di Casella che nato nel 1929, l'anno della grande crisi eco­nomica, compie ottant'anni a settem­bre, autunno di altra profondissima crisi. Ma per quel momento la Re­gione avrà individuato il vincitore per il nuovo treno (già finanziato il bando di gara per 4,4 milioni di euro) e sarà terminato il revamping delle vecchie carrozze. «È vero che la situazione della ferrovia Genova-Casella è disa­strosa - ammette Burlando - ma è al­trettanto vero che stiamo dando una svolta a questo servizio, chiudendo con la gestione pubblica diretta e in­serendolo in un contesto di trasporto più ampio».

Ma se c'è stato un corroborante per l'entroterra, questo è costituito dal si­stema dei parchi regionali: Antola, Aveto e Beigua solo per citare quelli che riguardano da vicino la zona ge­novese e l'Alta Via dei Monti Liguri. L'ultimo finanziamento è stato di 10 milioni di euro (serviranno anche per rendere navigabile il Brugneto), stan­ziati quando già la bozza di riforma degli enti locali disegnata dal mini­stro della semplificazione Roberto Calderoli ipotizza la loro soppres­sione. «Eppure - conclude Burlando -i parchi sono stati utilissimi per rivi­talizzare l'entroterra».

Alessandra Costante ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 05/07/09)

 

Cerca nel sito

Traduttore - Translator

Iscriviti alla newsletter!

Menu Comunità

Wall

Ricerca Comunità

Amministratore

Alta Val Trebbia, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting