| Precipitose dichiarazioni del nuovo Direttore Scolastico Regionale Dr. Anna Maria Dominici |
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| Rassegna stampa - Val Trebbia ligure | |||||||||
| Scritto da Roberto Costa | |||||||||
| Giovedì 02 Luglio 2009 00:00 | |||||||||
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Gentile Direttore, desidero esprimere alcune considerazioni in merito a quanto pubblicato nei giorni scorsi dalla stampa circa il Piano Scolastico Regionale. Non posso che essere allarmato, come cittadino e come pubblico Amministratore, davanti alle precipitose dichiarazioni del nuovo Direttore Scolastico Regionale Dr. Anna Maria Dominici che, appena insediata e, credo, non del tutto a conoscenza della realtà del nostro territorio montano, ha dichiarato: "Verificheremo quali scuole dell'entroterra vanno tenute aperte", quasi ad esprimere una già maturata intenzione di chiuderne alcune. Bene ha fatto il Presidente Burlando a rispondere immediatamente: "Chiudere le scuole significa uccidere l'entroterra", perchè si tratta della pura verità. In questi anni recenti, grazie all'impegno congiunto della Regione Liguria, delle Province, e di tutti gli Enti locali (Comuni, Comunità Montane, Enti Parco) nonché delle Istituzioni Scolastiche c'è stato uno sforzo non indifferente per adeguare il nostro sistema scolastico alle nuove esigenze di organizzazione ed anche di risparmio espresse a livello nazionale. Tale azione è stata tuttavia condotta avendo ben a mente, come priorità da tutti condivisa, il diritto all'istruzione di un non indifferente numero di alunni provenienti dai paesi del nostro più profondo entroterra, dove le loro famiglie vivono e lavorano, svolgendo fra l'altro una azione silenziosa ma costante e preziosa di presidio del territorio. Allontanare i plessi scolastici dalle località di residenza di questi alunni significherebbe costringerli a lunghi trasbordi sugli scuolabus, con evidenti disagi per loro e per le loro famiglie e rilevanti incrementi di costi per gli Enti locali responsabili del trasporto, con una evidente conseguenza: il trasferimento delle famiglie in località più comode e di più facile accesso ai servizi scolastici, con il conseguente abbandono della montagna e delle Con la chiusura di molte scuole le forze umane ed economiche più vitali verrebbero di fatto allontanate dai nostri territori, provocando inoltre a catena la perdita o il ridimensionamento di molti altri servizi (trasporti, sanità, servizi vari) ed un ulteriore impoverimento dell'entroterra, in controtendenza ad un trend lieve ma costante di ripopolamento avvenuto in questi ultimi anni, grazie in particolare allo sviluppo di attività legate al turismo escursionistico, culturale, sportivo, religioso ed eno-gastronomico nelle aree protette. Do un consiglio e formulo un invito alla Dott. ssa Dominici: venga a trovarci nelle nostre valli, conosca l'impegno degli Amministratori, dei Dirigenti scolastici e degli Insegnanti, la passione con la quale tutti portano avanti il loro impegno professionale per una Scuola di livello certamente non inferiore a quella delle città, nonché i sacrifici di tante giovani coppie che hanno investito sui nostri monti la vita loro e dei loro figli: sono convinto che tornerà a Genova con qualche certezza in meno sulla chiusura dei plessi scolastici e qualche motivo in più per dare a tutti noi una mano per conservare ed accrescere il presidio umano della nostra montagna. Dr.Roberto Costa Presidente Ente Parco Regionale Antola
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