| Piano scolastico regionale, “scontro” sull’entroterra |
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| Val Trebbia | |||||||||
| Scritto da Il Secolo XIX | |||||||||
| Sabato 20 Giugno 2009 00:00 | |||||||||
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Genova.«Verificheremo se tutte le scuole dell’entroterra vanno tenute aperte o no». «Chiudere le scuole significa ammazzare l’entroterra». È il botta e risposta a distanza tra Anna Maria Dominici, nuovo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Liguria, e Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria. Secondo Dominici,che è entrata in carica cinque giorni fa e ieri si è presentata in conferenza stampa ai giornalisti,«la Regione ha fatto un corposo ridimensionamento ma restano 1.043 plessi in Liguria a fronte di 222 dirigenze scolastiche in totale». «So - ha aggiunto - che l’entroterra ha un territorio complesso e che il rischio è che gli studenti debbano fare percorsi troppo lunghi per raggiungere le scuole. Ma nei prossimi giorni parlerò con la Regione e verificheremo se tutte le scuole vanno tenute aperte». Burlando, però, non sembra della stessa opinione. «L’hinterland va assecondato e non frustrato, soprattutto in un momento come questo in cui la gente sta tornando ad abitarlo. Le scuole vanno aperte, non chiuse. Se le chiudi, uccidi l’entroterra». L’incidente diplomatico ormai è servito e Burlando insiste nella difesa delle scelte fatte dal piano di dimensionamento scolastico: «Abbiamo registrato infatti – continua – un aumento di iscritti nelle scuole dell’entroterra e pertanto è paradossale parlare di chiudere le scuole nelle zone dell’interno nel momento in cui ci sono più iscrizioni. «E’ evidente– prosegue il presidente – che una scuola piccolissima in città può anche essere chiusa, ma se chiudi una scuola nell’entroterra non ne trovi un’altra ad un chilometro,ma a dieci o quindici». Per Anna Maria Dominici, che ieri ha dichiarato di voler «fare un lavoro di squadra con associazioni, sindacato e volontariato» e di voler promuovere il dialogo con le altre istituzioni, il dialogo parte dunque in leggera salita. Incalzata in conferenza stampa dai giornalisti, il neo direttore generale dell’ufficio scolastico ligure ha precisato di «non volere assolutamente fare una polemica politica. Qui destra e sinistra non c’entrano. Dobbiamo semplicemente aspettare il pronunciamento della conferenza Stato-Regioni, cui spetta il compito di decidere sul ridimensionamento delle scuole». Poi si vedrà. Già direttore generale in Campania, Umbria, Piemonte e Lombardia, Dominici ha detto ieri di sentirsi «già una cittadina ligure» e ha spiegato di avere accolto «questo nuovo incarico con il sincero interesse che si nutre per un territorio di cui è nota la propensione innovativa». Dominici ha confermato che ci sarà un taglio di 616 docenti tra chi ha già una cattedra assegnata, mentre eventuali ulteriori tagli all’organico potrebbero essere fatti sulle cattedre che vengono assegnate in autunno. Questi verranno discussi in un incontro previsto per mercoledì prossimo col ministro Gelmini. Non ci saranno invece, assicura il nuovo direttore generale, tagli alla scuola dell’infanzia, che è stata anzi potenziata dalla Regione con le sezioni Primavera e saranno soddisfatte tutte le richieste della scuola materna. Quanto alle superiori, Dominici ha rinnovato il suo augurio agli studenti impegnati negli esami di maturità. «A tutti va il mio in bocca al lupo! Con l’auspicio che possano sperimentare al meglio le loro capacità». Alessandra Costante
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Francesco Margiocco
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(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 20/06/09)
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