Federalismo, la fase -2 elimina oltre 1.700 enti PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Il Secolo XIX   
Martedì 12 Maggio 2009 00:00

L’Italia immaginata dal ministro della semplificazione amministrativa, Roberto Calderoli, ha 1.700 enti di secondo in grado in meno e cancella, bollandole come «inutili», le piccole Pro­vince (l’ipotesi è una su quattro), anche se quelle che restano vengono gonfiate di competenze sottratte qua e là ai consorzi di depurazione, agli enti parco regionali, agli ambiti territoriali ottimali. Tutti enti sui quali il governo si appresta a tirare una linea nera. E quelli che inevitabilmente dovranno restare si ritroveranno ridimensio­nati: via le circoscrizioni nei comuni con meno di 250 mila abitanti; giunte molto più snelle, fino ad un massimo di 12 assessori; consigli comunali meno pletorici; piccoli comuni dav­vero tali, solo sotto i 3.000 abitanti e puro volontariato, neppure un get­tone di presenza, per gli amministratori dei comuni con meno di 1.000 abitanti.

È la bozza di un disegno di legge che si annuncia come la rivoluzione co­pernicana degli enti locali. Ma questo schema, che come intestazione reca “Disposizioni in materia di organi e funzioni degli enti locali, semplifica­zione e razionalizzazione dell’ordina­mento e Carta delle Autonomie”, è anche la magna charta del decentra­mento amministrativo e uno dei tas­selli mancanti alla riforma federalista della Lega Nord. Non a caso la “bozzaccia”, questo il nome con il quale è stato archiviato il documento nei computer del ministero della Sempli­ficazione, è stata predisposta da Calderoli e affidata nel suo divenire, per­ché qualche aggiustamento di rotta sarà inevitabile, al ministro degli In­terni Roberto Maroni e al sottosegre­tario Michelino Davico. Unico co­mune denominatore l’appartenenza alla Lega Nord.

Al ministero della Semplificazione usano termini che si rifanno alla ma­ieutica per non parlare della bozza. «Siamo ancora molto distanti dalla sua versione definitiva, possiamo dire che il provvedimento è ancora in ge­stazione», dicono per allontanare le barricate preventive che gli enti locali potrebbero innalzare. La bozza del di­segno di legge è stata per il momento discussa su pochi tavoli ed il suo iter, come è stato per la riforma del federa-lismo fiscale che ha visto l’alba alla fine di aprile.

Province e Comuni. Il disegno di legge prevede la delega al governo (faccenda dei tre ministri leghisti Bossi, Maroni e Calderoli oltre a Renato Brunetta) per la cancellazione delle sin­gole province giudicate inutili in base «all’entità della popolazione di riferi­mento, ai costi di gestione, all’imprescindibilità e all’efficacia delle fun­zioni svolte in relazione al territorio». Riforma che non dispiace in questo caso al Pdl; «È quello che abbiamo sempre voluto e chiesto» spiega il deputato ligure Michele Scandroglio.

Consigli comunali. Dimagrimenti in vista: avranno da un massimo di 40 componenti per i Comuni con più di 500.000 abitanti ad un minimo di 6 se la popolazione è di 3.000 abitanti. I consigli provinciali avranno da un massimo di 30 membri (con popola­zione superiore ad 1 milione e 400 mila abitanti) a un minino di 12 per quelle con meno di 300.000 abitanti. E nelle giunte, comunali o provinciali, il numero di assessori non può essere superiore a 12. Cambia anche la defi­nizione di “piccoli comuni”: per es­serlo bisognerà avere 3.000 abitanti o meno (e non 5.000), ma i sindaci di questi paesi avranno la possibilità del terzo mandato consecutivo. Il ddl an­nulla anche le circoscrizioni comu­nali: resteranno, ma a ranghi ridotti (non più di 8 o 12 componenti a se­conda che gli abitanti del Comune siano più o meno di 500mila) solo nei Comuni capoluogo e in quelli con più di 250 mila abitanti. Per calare la riforma nella realtà genovese il Comune avrà solo 40 consiglieri comunali e 12 assessori, sarà città metropolitana sommando quindi anche le compe­tenze della Provincia (destinata a scomparire) e le circoscrizioni avranno solo funzioni amministrative.

Comunità ed enti parco regio­nali: saranno tutti, invariabilmente cancellati, entro 360 giorni dall’en­trata in vigore della legge insieme ai consorzi di bonifica e le autorità d’am­bito territoriale. In Liguria le comunità montane sono 12, 17 gli enti parco (compreso quello di Portofino) e le aree protette, 4 gli Ato. Le loro fun­zioni passeranno alle Province op­pure, a seconda dell’estensione, alla Regione.


Alessandra Costante Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


LA CARTA DELLE AUTONOMIE: 1700 gli enti soppressi

PROVINCE

Entro 24 mesi dallentrata in vigore della legge scompaiono quelle ritenute inutili

COMUNITÀ MONTANE

Gli interventi speciali per la montagna dellUnione Europea vengono gestiti dalle Province.

In Liguria sono 12.

CIRCOSCRIZIONI

Cancellate tranne che nei capoluoghi di Regione e nei Comuni con popolazione superiore ai 250 mila abitanti

Nei Comuni con meno di 500.000 abitanti avranno 8 componenti, in quelli con più di 500.000 abitanti non potranno essere più di 12;

i componenti degli organi di circoscrizione avranno diritto ad un gettone di presenza non superiore a quello dei consiglieri comunali

CONSORZI E BACINI IMBRIFERI
Le loro attribuzioni passano ai Comuni o alle Province

ENTI PARCO REGIONALI

Le funzioni sono passate alle Province o se il parco si estende sul territorio di più Province
alla Regione. In Liguria sono 17 quelli che scompaiono

AUTORITÀ DAMBITO TERRITORIALE

Le loro funzioni vengono trasferite ai Comuni associati oppure alla Provincia o alla Regione; in Liguria sono 4 e corrispondono ai territori provinciali

CONSORZI DI BONIFICA

Le loro attribuzioni passano ai Comuni o alle Province

COSA CAMBIA NEI COMUNI:

CONSIGLI COMUNALI

Composti al massimo da 40 consiglieri (Genova ne perde 10)

GIUNTE

Al massimo di 12 componenti;

nei comuni con meno di 1.000 abitanti i componenti della giunta non hanno diritto ad alcuna indennità

PICCOLI COMUNI

Popolazione residente pari o inferiore a 3.000 abitanti, il sindaco può fare il

terzo mandato consecutivo

(Articolo tratto da Il Secolo XIX del 12/05/09)

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Maggio 2009 11:14
 

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