Nazareth, Betlemme, Gerusalemme e Cafarnao con tre nostri sacerdoti in Terra Santa PDF Stampa E-mail

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Rassegna stampa - Val Trebbia ligure
Scritto da Maria Grazia Gravano   
Giovedì 11 Settembre 2008 01:00
Il gruppo che ha partecipato al pellegrinaggio in Terra Santa
Il gruppo che ha partecipato al pellegrinaggio in Terra Santa
Dal 3 luglio al 10 luglio 2008 si è svolto il pellegrinaggio in Terra Santa. Il gruppo era formato da 24 persone: tre parroci don Angelo Pavesi, don Domenico Barattini e don Giacomo Ferraglio che hanno fatto da guida spirituale, nei luoghi dove è vissuto Gesù.
Don Angelo ha spiegato il significato di ogni cosa, poiché quei luoghi per lui non hanno segreti essendovi già andato svariate volte. Le cose più commoventi sono state la visita a Nazareth con la fiaccolata serale, Betlemme con la chiesa della natività e il Santo Sepolcro che ha sensibilizzato gli animi e ha meravigliato per l'affluenza dei numerosi fedeli.
Ogni giorno la S. Messa ci avvicinava al Signore, poi il rosario e la lettura del Vangelo ci facevano vivere da vicino le parabole e la vita pubblica di Gesù. Abbiamo avuto anche la mascotte, Guglielmo, un bimbo di 9 anni che faceva questa esperienza di vita con la sua mamma. Con il pullman abbiamo visitato i luoghi più significativi della terra d'Israele.
Gerusalemme, che è una città cosmopolita, racchiude in sé le tre religioni monoteiste, causa questa purtroppo di attriti tra il popolo ebreo e palestinese. Il muro costruito tra Gerusalemme e Betlemme fa pensare a quanto l'uomo sia cattivo, poiché il suo fine è quello di separare due diverse ideologie, cercando di isolare Betlemme dal resto del mondo e costringendo gli abitanti ad abbandonare la città natale di Gesù.
Il mondo anche laggiù si è evoluto, chi pensava di trovare la capanna che aveva ospitato Gesù Bambino trova ora solamente una mangiatoia e una chiesa che racchiudono ciò che rimane. Una Messa è stata celebrata per ricordare i 35-40 e più anni di matrimonio delle otto coppie di sposi facenti parte del gruppo.
Abbiamo rinnovato il sacramento del Battesimo sulle rive del Giordano. Suggestivo era vedere numerose persone adulte di ogni nazionalità ricevere il sacramento per la prima volta. Molto toccante è stata la processione all'interno della chiesa con i frati che pregavano in latino.
Alcuni momenti del pellegrinaggio erano accompagnati dalla lettura dei brani del Vangelo, in particolare a Cafarnao nella sinagoga dove Gesù guarì un paralitico, a Cana di Galilea ove vi fu il miracolo delle nozze di Cana, presso la Basilica della trasfigurazione sul monte Tabor, all'Orto degli ulivi dove ci sono ancora le piante millenarie che hanno visto Gesù.
In questa terra si incontrano testimonianze, anche di altre religioni, come la moschea di Omar che è la settima meraviglia del mondo, il muro della preghiera detto anche muro del pianto, ove abbiamo assistito alla cerimonia della iniziazione dei fanciulli ebrei. Siamo stati anche in un kibbuz religioso, nei dintorni di Gerusalemme.
Una sera durante il giro della città abbiamo visto il quartiere ebraico, particolare poiché gli abitanti vestono solo in bianco e nero e portano ampi cappelli che lasciano intravedere i boccoli. Chiusi nel loro mondo evitano ogni interferenza con mondo esterno.

L'accoglienza in Terra Santa è stata buona, le persone sono gentili con le migliaia di pellegrini che ogni mese dell'anno visitano quei luoghi. Una breve sosta è stata effettuata sul Mar Morto con il bagno nelle sue acque che hanno varie proprietà terapeutiche.
Abbiamo attraversato il lago di Tiberiade con il battello e a pranzo abbiamo gustato l'ottimo pesce di San Pietro. A Gerusalemme poi abbiamo percorso quasi interamente la Via Crucis tra le vie della città antica.
L'ultima fatica, a causa della strada sterrata, è stata la salita al Santuario di Ein Karim che ricorda la visita di Maria a sua cugina Elisabetta. A Gerusalemme le case sono basse e con i tetti piani, collegati l'un l'altro ed è stato piacevole passeggiare vedendo la città da questa insolita prospettiva, con sottostante il brulicante bazar.
In seguito ci siamo addentrati in questo mondo di bancarelle, sentendo odori e vedendo merci di ogni genere e fattura.
Durante il volo di ritorno abbiamo fissato il più a lungo possibile dai finestrini dell'aereo questa terra per serbarne il ricordo con gli occhi sicuri, comunque, di serbarlo nel cuore.

Maria Grazia Gravano

(Questo articolo è stato tratto dal N° 30 del 11/09/08 del settimanale "La Trebbia")
Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Settembre 2009 09:51
 

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